Il mio mestiere, da ragazza, era legato alla grafica e disegnavo caratteri da stampa in una grande azienda, unica in Italia, che si occupava di lunghi studi di grafica, di equilibri, di spazi e leggibilità. Un buon libro, mi si diceva, può essere un flop a causa della scarsa leggibilità del carattere usato perchè il lettore non sente correre lo sguardo fra le righe e associa quella fatica al gradimento.
A quel tempo il carattere tipografico era pensato per macchine che stampavano "a caldo", cioè con un sistema che prevedeva una matrice per ogni lettera che andava poi a comporre una riga di stampa che veniva impressa nel piombo fuso... ma il mestiere, così come lo svolgevo, è presto scomparso per via dei mezzi moderni di stampa "a freddo", che apriva le porte alle incredibili opportunità offerte dal computer.
Un altro importante motivo dell'abbandono delle linotype (macchine di composizione a caldo) fu quel piombo fuso che ai linotipisti (citati anche da Dalla in "com'è profondo il mare), provocava importanti malattie professionali.
Ho visto nascere le prime schede perforate che agevolavano e sveltivano il lavori di officina e sentite le prime idee che arrivavano da lontano e assicuravano la scomparsa delle matrici allora in uso. Le voci dicevano il vero ma il mio titolare non lo credette e le matrici divennero presto oggetto per artigiani e amanti del vecchio tipo di stampa.
Amo il computer e oggi lo uso anche per piccoli lavori di grafica ma il disegnare a mano è tutt'altra cosa.. è la proficua unione fra un'idea in divenire e la mano che armoniosamente usa matite e inchiostri per tentare di realizzare qualcosa di appagante, bello e anche utiile. Per la passione che ancora oggi ho per carta e matita, leggo dell'iracheno Amjed Rifaie che ha fatto dei suoi caratteri di scrittura un'arte. Scrive: "I sufi insegnano l’amore, insegnano che non bisogna lasciare che nel cuore alberghino sentimenti negativi e l’arte calligrafa è un esercizio eccellente in questi termini. L’opera d’arte è il partorire momenti spirituali. I miei quadri oscillano tra l’amore terreno e l’amore divino ed è bellissimo vedere altre persone vivere esperienze simili".
Come potrei non essere pienamente d'accordo?
"Segni di una civiltà millenaria, con cui Amjed Rifaie, calligrafo iracheno, sta facendo conoscere al pubblico italiano la sua cultura d’origine".
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