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martedì 9 agosto 2016

Quel che conta


Fa' che sia amore
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 
Paolo Vallesi


L'importante nella vita
è cercare una parola per parlarsi
per restare ancora insieme
è credere anche al niente,
fidarsi della gente,è innamorarsi…..
anche quando non conviene.

Credere ai nostri padri
poi crescere i nostri figli
è forse questo che dobbiamo imparare
o costruirsi una strada
col ritmo del cuore
tu fa che sia amore
fa che sia amore.

Perché nei nostri piedi c'è
la voglia di avventura
e nelle mani ormai solo paura
e il dubbio che mi assale,
e sapere che con tutti i nostri errori
ci faremo ancora male
amore come vorrei dirti
che non mi stancherei mai di vederti sognare
perché so che infondo
a quei tuoi occhi chiari ora c'è
c'è solo amore
tu a che sia amore

L'importante nella vita
è riuscire a perdonarsi ogni volta
e dopo ripartire
costruire tutti i giorni i propri sogni
anche se il tempo può farli finire
perché è questo l'importante
è lasciarsi dietro un segno
un qualcosa per farsi ricordare
non importa che sia scritto
per sempre su un libro di storia
o solo un giorno, su un ascensore
tu fa che sia amore.
.

venerdì 8 luglio 2016

In attesa del fresco

Blog in pausa

In questa postazione pc fa troppo caldo e sono costretta ad abbandonarla in attesa di un soffio d'aria fresca.
Saluto, momentaneamente,  il mio commentarium augurando giorni spensierati e, perchè no, freschi.

Ciao!


martedì 28 giugno 2016

Si salvi chi può

...ma se non sei una banca...





Come lo stato pensi di diventare azionista (sì, azionista) delle banche  ce lo spiega  IlSole24Ore

e anche un ottimo Stefano Feltri  









Il  governo non aveva tuonato: "Stop agli aiuti alle banche"?

Forse si era capito male? 


venerdì 24 giugno 2016

Acqua + sale = luce

Provo una grande ammirazione per l'ingegno, se poi questo risulta utile a  popolazioni remote e si rivela essenziale in aree in via di sviluppo, la mia ammirazione sale.

E di sale si tratta perchè una giovane donna e il suo team hanno inventato una lampada ad acqua e sale, in grado di illuminare un ambiente per otto ore ed è utile per ricaricare cellulari, mp3 e altri strumenti a basso consumo.

Il tutto con semplici e facili acqua e sale.
Il sale che insaporisce, conserva, depura, rilassa ora... illumina.

QUI si può vedere  una breve illustrazione della lampada SALT, vederne l'utilizzo  e anche  le istruzioni per fabbricarne una in casa.

“Deve esserci qualcosa d’insolitamente sacro e straordinario nel sale, se è contenuto nelle lacrime e nel mare”, ha scritto kahlil Gibran.

Dall'acqua salata del mare è nata la vita sulla terra ed anche il  liquido amniotico è salato  ed allora credo che Gibran avesse ragione nel dire che il sale è un elemento sacro.



mercoledì 22 giugno 2016

Parole parole parole 5

"Il vero problema è l’integrazione per mezzo della “rimozione”: per integrare i musulmani, cioè, c’è chi pensa che si debba rimuovere la croce, o che per integrare gli omosessuali si debba aggredire la letteratura e la cultura della famiglia. È un modo di vedere ristretto e rigido che considera lo spazio culturale come uno spazio limitato, nel quale, a causa del “sovraffollamento” di culture, si deve tagliare un po’ di spazio a una per darlo a un’altra. Ma la natura dello spazio culturale umano è proprio quella di essere senza limiti. Invece di cercare cosa rimuovere, dovremmo cercare cosa aggiungere e come costruire ponti".  

Wael Farouq 

Tratto da  (cliccare per leggere tutto l'articolo)

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Fare spazio  è l'unico modo per accogliere qualcuno  ed è errato pensare che facendo questo si perda qualcosa perchè più si fa spazio e più lo spazio si crea.
Fare spazio, come dice bene Wael Farouq, non significa rinunciare a se stessi, alle proprie idee e tradizioni, ma riconoscere la dignità che vorremmo per noi  anche ad altri.

Per come la penso, il problema del nostro disagio nei confronti del diverso non è nel numero degli arrivati ma nella giustizia. Se ogni persona fosse trattata secondo giustizia, e qui il concetto si fa ampio, il fare spazio non ci spaventerebbe affatto.
Ben vengano persone come questo studioso egiziano, di cui riporto più sopra alcune righe sul suo pensiero in merito all'integrazione,  che ci fanno pensare e, dove occorre, maturare come cittadini.

Il blog che Farouq  tiene sul settimanale "Vita", porta il titolo "l'IslAmico".  E' curioso che una religione che fa paura al mondo abbia nella sua parola di riferimento quella bellissima di Amico.



venerdì 17 giugno 2016

Perchè sì perchè no

Referendum Riforme:  la Rai dedica 7  ore per spiegare le ragioni del “SI'  e 1 minuto e 19 secondi per spiegare quelle del NO.  E questo  lo chiamano servizio pubblico, un servizio obbligatoriamente pagato.
Dev'essere ben pericoloso quel NO per doverne oscurare le ragioni.
QUI ce lo racconta il giornalista Marco Palombi

Intanto domenica si voterà per i  nuovi  sindaci e  ascoltando le registrazioni dei vari candidati nelle diverse città, appare evidente come  i politici del "non sapevo" sappiano invece molto bene  cosa non va e quel che si dovrebbe fare nei loro territori. Ora, di nuovo, promettono il buon governo e chi  come me ha i capelli grigi, sa come andrà a finire. Anche questa volta. Ancora una volta.
Ma andrò a votare e che il cielo ce la mandi buona... o almeno migliore.


domenica 12 giugno 2016

Se...




Se qualcuno mi chiedesse: "Cosa vorresti che, dopo di te, di te rimanesse?", risponderei senza esitare: "Questi colloqui"

La frase fu pronunciata dal  giornalista Indro Montanelli al termine di una intervista,  una quindicina di anni fa e lui, che era  persona di pensieri e parole,  ancora lo si ricorda come avrebbe voluto e la sua "vista",  i suoi concetti, ancora ci servono..

Ed io? Cosa vorrei  lasciare di me, non avendo  pensieri altrettanto poderosi?
Ecco... di me, vorrei lasciare l'amore. Vorrei che ogni persona  amata  ricordasse  tutto il bene che le  ho voluto, non per rinfacciarglielo ma come dono, forza e ricchezza... perchè l'amore lo è sempre.


domenica 5 giugno 2016

Vota

 

Vota per il tuo futuro,  
per la tua famiglia,
per  la libertà,
per mantenere vivo il sacrificio di chi ha pagato col sangue questo diritto,
vota per una democrazia che va mantenuta e che stanno già minando,
vota per il tuo valore di persona
vota per chi non può farlo
vota per dare il buon esempio

Vota!

domenica 22 maggio 2016

Breve istante














Breve istante




Sarà così, come se
piovesse. Nulla di
strano. Un soffio di
freddo come una
sbuffatina di una
fanciulla stanca e
infreddolita nel tuo
orecchio sinistro e
poi uno strano, ma
chiarissimo buio.
Questa la vita amico,
questo è tutto o lo
sarebbe, se in mezzo
non ci fosse l'amore,
ed un sorriso, e la
grazia donata per un
Istante, per un povero
istante, per davvero.
Un istante divino.
Sì, Dio esiste davvero.


Giba


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Altre poesie di Giba:
QUI 
QUI
e QUI

giovedì 19 maggio 2016

Parole parole parole 4

Torno sull'argomento integrazione iniziato tempo fa.
QUI è cominciato con un piccolo gioco e QUI  ho proseguito parlando del difficile  verbo integrare. QUI invece ho parlato della metafora della torta e adesso ve la racconto.


Nel mio quartiere c'è una scuola dove, da tempo e nel silenzio che sempre caratterizza quella che è considerata  normalità, si fa  vera integrazione.   L'ho  vista e toccata con mano, questo miracolo di "torta", perchè  vi ero stata invitata  per svolgere una piccola attività manuale.
Si avvicinavano le feste natalizie e l'aula che mi ha accolta aveva le pareti occupate da disegni e decori molto diversi fra loro. Seguendo il mio sguardo curioso, un'insegnante mi  spiegò che in classe c'erano bambini di quattro religioni differenti e ogni parete era stata allestita dalle mamme che vi avevano fissato i segni della propria appartenenza religiosa. "Dovesse arrivare un bambino di altro credo" mi disse sorridendo  "dovremmo pensare a decorare il soffitto".
La data per la comune festa scolastica natalizia, con le famiglie, era stata concordata fra  tutti e in quell'occasione ognuna avrebbe condiviso con le altre il cibo festivo della loro patria.
Ogni anno, la festa riscuoteva, com'è ovvio, un gran successo.
Lungo il corridoio, altri segni denotavano come ogni bambino, entrando negli ambienti scolastici, potesse ritrovarsi neii colori, nelle terre, nei disegni del  paese di origine. Questo per permettere ad ogni bambino di pensare che nella scuola c'era un posto per lui, per quel che era e in cui credeva...  un posto dove erano naturali lo scambio e la comunicazione. Riassunto in una parola: il RISPETTO.
Che torta!!! 

Straniero, diverso, non è solo chi arriva da un paese lontano  ma anche chi non è acculturato, chi è povero, ignorante, malato. E straniero  siamo noi   quando percorriamo strade/ambienti  diversi da quelli che siamo  soliti frequentare.
Sarebbe bello, e anche conveniente, che ogni persona potesse  dire ovunque: qui c'è posto anche per me.

........ continua ........