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mercoledì 11 gennaio 2017

Ancora Guccio. Solo ironico?


Don Chisciotte
Francesco Guccini in duetto con Flaco- dall'album "Stagioni" anno 2000


(D.Chisciotte )
Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.
Nel mondo oggi più di ieri domina l'ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
proprio per questo, Sancho, c'è bisogno soprattutto
d'uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
l'ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,
e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello,
ma un rifiuto non l'accetto, forza sellami il cavallo !
Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante
e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante,
colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte,
com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte...

(Sancho)
Questo folle non sta bene, ha bisogno di un dottore,
contraddirlo non conviene, non è mai di buon umore...
E' la più triste figura che sia apparsa sulla Terra,
cavalier senza paura di una solitaria guerra
cominciata per amore di una donna conosciuta
dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta,
ma credendo di aver visto una vera principessa,
lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.
E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere,
non sappiamo dove siamo, senza pane e senza bere
e questo pazzo scatenato che è il più ingenuo dei bambini
proprio ieri si è stroncato fra le pale dei mulini...
E' un testardo, un idealista, troppi sogni ha nel cervello:
io che sono più realista mi accontento di un castello.
Mi farà Governatore e avrò terre in abbondanza,
quant'è vero che anch'io ho un cuore e che mi chiamo Sancho Panza...

(D.Chisciotte )
Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,
solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora:
per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori
e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri !
L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fà d'ombra e s'ingarbuglia la matassa...

(Sancho)
A proposito di questo farsi d'ombra delle cose,
l'altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese
le ha attaccate come fossero un esercito di Mori,
ma che alla fine ci mordessero oltre i cani anche i pastori
era chiaro come il giorno, non è vero, mio Signore ?
Io sarò un codardo e dormo, ma non sono un traditore,
credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimane
il solo metro che possiedo, com'è vero... che ora ho fame !

(D.Chisciotte )
Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch'io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l'apparenza delle cose come vedi non m'inganna,
preferisco le sorprese di quest'anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire...

(Sancho)
Mio Signore, io purtoppo sono un povero ignorante
e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente,
ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia,
riusciremo noi da soli a riportare la giustizia ?
In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre,
dove regna il "capitale", oggi più spietatamente,
riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero
al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero ?

(D.Chisciotte )
Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro ?
Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?

(Insieme)
Il "potere" è l'immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha",
Sancho Panza... e Don Chisciotte!

lunedì 9 gennaio 2017

Ferire a parole


Cyrano
Francesco Guccini

"Io non perdono e tocco"
(Ah quanto mi piacerebbe)

lunedì 2 gennaio 2017

In coscienza

Papa Francesco ha appena compiuto  80 anni, da quattro  è a capo del Vaticano e in questo lasso di tempo tanto è cambiato   nel mondo e nei fatti che riguardano la fede cattolica.
Ricordo che esordì dicendo una frase insolita per un pontefice: "chi sono io per giudicare" e già questo avrebbe dovuto far presagire che questa figura di pontefice era diversa dalle altre... ma sono stati la sobrietà,  la stima,  l'accoglienza, i perdoni chiesti e  quelli concessi a fare di lui una persona amata e rispettata, vicina alla nostra umanità ed alla realtà dei tempi.
Si dice che concederà alle donne il diaconato e io aspetto anche il passo  successivo che le vedrà arrivare al  sacerdozio, come nei primi tempi delle comunità  cristiane, ma quel che più mi ha stupita, di questo papa,  è stata la possibilità di perdono per tutte le persone coinvolte nel drammatico momento dell'aborto, compresi  medici e infermieri, facendo sobbalzare sulle seggiole parecchi prelati.  Nel novero dei protagonisti dell'aborto, non è stata però nominata la figura del  potenziale padre di quell'esserino che mai nascerà...  della cui sorte  è responsabile, al 50%, ad essere generosi...  il padre è infatti attore comprimario di quella decisione che ha visto pagare sempre e solo la donna in qualità di  responsabile e  dunque colpevole. Peccato.

In seguito alle  decisioni  fin qui prese da papa Francesco, ecco acquistare senso il suo presentarsi  dicendo "chi sono io per giudicare"...  perchè se la chiesa, perdonando, conta  sul nostro giudizio e quindi sulle coscienze, è chiaro che il primo immenso   progetto del papa dovrà  riguardare la formazione delle  coscienze dei cristiani e riformare quelle dei preti, trasformando  così  ogni  credente in persona  in grado di rispondere delle  proprie  azioni davanti a Dio e alla giustizia terrena.
Il progetto, se sarà questo, presenterà notevole difficoltà e il cambiamento richiederà secoli per modificare le coscienze... che il Cielo lo protegga dagli altri e dai "suoi" e  gli conservi a lungo coraggio,  forza e vita.

domenica 1 gennaio 2017

sabato 31 dicembre 2016

martedì 27 dicembre 2016

Articoli come regali

Certi  articoli di giornali sono autentici regali ma  chi è distratto, chi pensa che leggere sia faticoso, chi crede che la tv sia la fonte più seria di informazione,  li scarta senza pensare che occorre coraggio per scrivere, denunciando, alcuni fatti di casa nostra che è necessario sapere.
Questo che ho appena letto contiene una lettera di Dario Vassallo, il fratello di Angelo,  un sindaco inviso a certi poteri che l'hanno assassinato sei anni fa, che  fa pensare.
Leggiamola questa lettera che mostra l'amore per il fratello e come quella  stessa passione per le cose chiare abita anche lui.
La lettera è qui



sabato 24 dicembre 2016

Buon Natale!

In questa difficile stagione, abbiamo bisogno più che mai  del  Natale,  
di un Natale vero che  veda l'essere umano e il suo benessere  come priorità assoluta. 
Che ognuno preghi il  suo Dio affinchè un nuovo progetto di pace  
ci veda tutti  uniti e perseveranti. 

Questo è il mio augurio per questo 25 dicembre  che, per me, è Santo. 

Raccolgo in un abbraccio tutte le care amicizie.
Ringrazio ogni curatrice, curatore di blog   che ho frequentato con piacere
Un grazie sentito va ai visitatori che mi hanno letta commentando. 

Buon Natale a tutti!
  



martedì 20 dicembre 2016

Sconcerto

Viene da pensare che i nostri  ministri detestino i nostri giovani, quelli che anche loro hanno contribuito a formare con leggi e  decisioni prese in materia di scuola e lavoro.  Giovani che qui non hanno modo di progettare il loro futuro,  tarpati da  contratti a termine, voucher  e partite iva svantaggiose.  
Giovani che dopo essere stati  definiti, nel tempo,  bamboccioni e  choosy,  ora si sentono dire che  è meglio che se ne vadano e non restino qui, fra i piedi.  Più chiaro di così non si poteva esprimere, il ministro...  
Domande: non sono dunque  i giovani  a rappresentre ricchezza e futuro del nostro paese? Come si può definirli  "palla al piede"?   Che sarebbe la nostra patria senza giovani? Questa boutade non sarà una forma di  vendetta elettorale?
Mio Dio, che sconcerto... 



domenica 18 dicembre 2016

Passione

Herbert Pagani
___________________
Arringa per la mia terra
Scritta nel novembre 1975



venerdì 16 dicembre 2016

Che belli i dialetti

L'ho sentita proprio ieri quella espressione dialettale e mi si è allargato il cuore per la sorpresa gioiosa. E'  raro sentire  il mio dialetto ma ieri  ho ascoltato una parola che avevo dimenticato:  m'agriva.   Tradotta letteralmente vuol dire mi spiace ma sarebbe riduttivo farlo perchè quel m'agriva dice di più, intende un dispiacere più profondo, una pena che quasi non dà pace. 
La nostra cara lingua italiana è ricca di vocaboli ma il dialetto è insostituibile perchè ogni gruppo di persone trova espressioni tutte sue per dire  di un sentimento che accomuna solo la comunità che lo usa. 
M'agriva che il dialetto bolognese vada perso ma nessuno lo parla per via di quelle migrazioni che hanno caratterizzato la nostra zona e mischiato, a volte anche  felicemente, parole, detti, cibi e usanze tanto diverse fra loro. 




Al gréll cantarén

Cómm un gréll cantarén in un gabiòt
mé a cant par mî piasair, parché a stèr srè
mé a murirêv, s’a n cant, quand al vén nòt,
e a m cuntänt d una fójja d insalè.

Fôrsi an me bèda gnanc un lumagòt, 
ma chi s n in frêga? Dåpp una cantè 
l é l istàss ch’èva vént un têrn al lòt, 
e a sån quèsi cuntänt d èser scurdè!

Par l’ânma cantarénna é sänper bèla
la vétta, e quall ch’é brótt al n à inpurtanza
s’at rèsta inpiè int al côr una fiamèla...

Lasèm dånca cantèr la mî rumanza 
fén che int al zîl l’arlusarà una strèla. 

Ugo Balestri 


                                                                                                                                     Il grillo canterino

Come un grillo canterino in una gabbietta
io canto pel mio piacere, perchè a star rinchiuso
io morirei, se non canto, quando arriva la notte,
e mi accontento d'una foglia di insalata.

Forse non mi ascolterà nessuno
ma chi se ne importa? Dopo aver cantato
è come avessi vinto un terno al lotto
e sono quasi contento d'essere scordato!

Per un'anima canterina è sempre bella
la vita e quel che è brutto non ha importanza
se ti resta accesa nel cuore una fiammella...

Lasciatemi dunque cantare la mia romanza

fino a che in cielo rilucerà una stella.

(Mia traduzione)