lunedì 6 novembre 2017

Dieci anni senza Enzo Biagi

foto dal web


Dieci anni fa Enzo Biagi ci lasciava e questa sera  Rai3  gli dedica uno speciale “Enzo Biagi Testimone del tempo” curato da  Loris Mazzetti.

Chi era Biagi giornalista penso lo si sappia  ma occorre ricordare che era una persona libera, rigorosa e rispettosa.  Mica cose da poco... ma occorre riguardare le sue interviste  per misurarne la distanza, per qualità d'informazione, da quelle odierne. Pur senza fare di ogni erba un fascio, certamente,  perchè le eccezioni ci sono. 




Nel video riportato sopra,  si possono sentire  le motivazioni dell'allontanamento di Biagi dalla Rai   e, al minuto 0,58,  udire la replica all'allora presidente del consiglio da parte  di Enzo Biagi, registrate  nella puntata del suo "Il fatto" che sempre riscosse  successo fra il pubblico dell'epoca.   


Fra i tanti che oggi  ricordano Biagi  con rimpianto, ecco Roberto Bertoni che  QUI  scrive la sua "Lettera aperta a Enzo Biagi"  dicendo:
"Dieci anni, caro Enzo, e l’amara sensazione che molto, per non dire tutto, sia cambiato e quasi nulla in meglio"


giovedì 2 novembre 2017

Umanità


Mattina presto, lungo il corridoio deserto e illuminatissimo non c'è anima viva.  Lo percorro leggendo le etichette degli ambulatori posizionati a destra e guardo i gruppi di sedute che, a sinistra, aspettano. Trovo quel che cerco e siedo poggiando la borsa e le carte su  sedile accanto al mio.
Ancora nessuno. Controllo la data e l'ora dell'appuntamento.. sono entrambi giusti e mi accingo ad aspettare. Sfilo dalla borsetta le parole crociate e una penna, portate per ingannare i pensieri e quel tempo che, in certi frangenti,  non passa mai.

Bartezzaghi mi  sta facendo compagnia da poco quando sento rumore di passi. La persona che si avvicina non porta camice e scruta, proprio come avevo fatto io poco prima, le etichette poste sulle porte degli ambulatori ed io scopro che deve eseguire la mia stessa indagine. Si volta per accomodarsi e io, chissà perchè, sposto le mie carte per farla sedere vicino a me.  E' normale che gli unici esseri umani stiano vicini, no?

La signora è bella, bionda, ha grandi occhi  verde chiaro e una voce gentile. Due secondi dopo ci scambiamo informazioni e preoccupazioni e lei mi rassicura sull'esame che sto per subire e dice che l'unica sua preoccupazione è l'esito. Questo non l'avevo previsto perchè la mia indagine rientra in un gruppo di esami che si  dovranno parlare a vicenda...  mentre per lei non è così.
Mi dice di lei, di quel che ha passato e lo fa senza enfasi, come notizie di cronaca, con una serenità e positività che  sottolinea ad ogni passo e stupisce.
La mia ansia svanisce di colpo, spostata su lei, sul suo esame con relativo buon esito e sento quasi con certezza che tutto andrà bene e sarà così per entrambe.
Non vorrei perderla questa che sento come nuova amicizia e quando mi chiamano dall'ambulatorio 1 le dico sorridendo: "a dopo". A dopo, risponde lei ricambiando il sorriso.
All'uscita la signora non c'è più, ingoiata da una di quelle asettiche porte chiuse. Peccato.

Peccato, sì, ma non la scorderò e il suo sguardo positivo mi accompagnerà a lungo, spero per sempre.


lunedì 30 ottobre 2017

santità





Macché santità... chi si fa servo sarà trattato da servo. 
Che ognuno abbia quindi rispetto di se stesso e abbia a cuore la sua dignità.
Amen.



venerdì 27 ottobre 2017

Film


La rai, se vuole,  sa fare ottime cose e le si ritrova su quel raiplay che ripropone i buoni prodotti televisivi che, chi non ha la tv o va a letto a un'ora decente, non vede.     Ieri ho visto un bel film che mi ha lasciata colma di pensieri e che titola: Margin call.
Gli attori sono tutti di buon livello e la regia è stata davvero brava a  raccontare la crisi economica americana.  A me, digiuna di economia,  ha spiegato come si muovono le banche di affari,   come siamo fatti noi che crediamo di saperci autogovernare e come non si sia capaci di scegliere lo stile di vita più confacente ai nostri effettivi bisogni.
La sfrontata disinvoltura con cui agiscono gli operatori finanziari e le giustificazioni che si danno per autoassolversi, dipingono un mondo a parte, dove i valori non esistono perchè solo uno è degno di attenzione: il denaro. Il loro denaro, naturalmente, che guadagnano vendendo e comperando il nulla.
Per tutta la durata del film, un'attore viene inquadrato mentre mastica una gommina, quelle piccolissime che ormai sono dentro la bocca di tutti, e tutto quel muovere sul nulla fa pensare a qualcosa che non nutre, non s'ingoia ma serve solo a muovere le mandibole. Proprio come lo spostare denaro senza che nulla venga prodotto.
Bel film, da vedere per capire meglio quel che succede ora anche qui, nelle nostre banche e nel giro di interessi commerciali.

Margin call lo si può vedere cliccando  http://www.raiplay.it/programmi/margincall/





mercoledì 25 ottobre 2017

Sergio Endrigo: un grande artista


Anch'io ti ricorderò
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Sergio Endrigo



lunedì 16 ottobre 2017

Ben arrivato!

Lungamente atteso, finalmente è arrivato: è  vestito di nero satinato con  particolari in  acciaio opaco, è piccolo ma contiene il mondo e la mia non è un'esagerazione perchè sto parlando del nuovo computer che aspettavo da tempo.
Nuovo il sistema operativo, nuovi i programmi e nuova la tastiera a sostituzione della vecchia a cui avevo consumati i tasti..  e tutte queste novità le sto vivendo come una piacevole avventura. 
Potremmo vivere, ormai,  senza un computer?  Io non potrei perchè  questa scatoletta offre così  tante opportunità a cui è difficile rinunciare.
Benvenuto dunque al mio nuovo pc a cui non ho ancora dato  il nome. Woodstock, Scout, Pico o forse  Miss Marple?  Ancora non so...



sabato 7 ottobre 2017

L'amore è dappertutto

In questo nostro tempo, il male produce così tanto rumore da far pensare che il Bene sia scomparso. Invece l'amore c'è, circola, si sbriciola nelle nostre giornate e le sostiene. L'amore, senza tanti clamori, Ripara,  scorre e produce.


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venerdì 29 settembre 2017

Importanza del sapere

Ieri ho incontrato un medico specialista e dal colloquio sono uscita soddisfatta perché ho trovato una persona competente, in ascolto e interessata... ma quel che mi ha rassicurata, e in qualche modo stupita, è l'avere incontrato un professionista che SA.
Il pescatore vede nel cielo azzurrissimo una nuvoletta piccina appoggiata all'orizzonte e dice che nel pomeriggio pioverà. Ai più pare impossibile ma lui sorride sicuro perché SA.
Il filosofo conosce la storia, gli uomini, e dagli accadimenti del giorno riesce quasi a prevedere quel che accadrà. Lo può perché SA.
Credo che i malanni del nostro tempo possano derivare dal fatto che troppe persone si credano capaci mentre, in realtà, non sanno e combinano guai.
Il SAPERE è reale conoscenza, consapevolezza, comprensione e capacità di raccordare utilmente tutte le informazioni necessarie a raggiungere un fine.
Evviva chi SA e abbasso chi pretende di sapere.


domenica 3 settembre 2017

Quel che è giusto


"È giusto che chi viene accolto in un paese diverso dal proprio rispetti le sue leggi e la sua cultura. Su questo non c'è dubbio. C'è solo da domandarsi quale sia la cultura da rispettare quando parliamo di donne qui in Italia. Questa dovrebbe essere la maggior preoccupazione, anche di chi fa informazione. E parlare di più di violenza contro le donne sotto tutti gli aspetti. Sempre"

Cosi scrive la brava Laura Berti sui dati strumentalizzati che riguardano la violenza sulle donne. (L'articolo è qui)
Verrà il giorno in cui ogni donna violentata (in qualsiasi modo e non solo sessualmente) potrà denunciare il fatto senza sentirsi additata o messa alla gogna.
Verrà il giorno in cui ogni uomo, leggendo di un fatto terribile perpetrato ai danni delle donne potrà dire: IO NO, MAI  POTREI.


martedì 29 agosto 2017

Cos'è vero

In questa estate di sgomberi al grido di "legalità legalità!" per fatti che riguardano i cittadini e non certo i personaggi che ci governano, svetta la foto del poliziotto che consola una donna sgomberata in lacrime. La signora non è la solita "giovane e bella" e quindi non ci sarebbe da equivocare perciò il gesto mi impensierisce perché stride con lo svolgimento dei fatti in corso.
I fatti. Quel mattino la polizia è intervenuta in assetto di antisommossa per sgomberare i locali che chi scappava da torture e violenze abitava da anni. L'ordine impartito era quello di spezzare le braccia a chi avesse reagito e chi scappava da quella inaudita violenza, anche donne e bambini, è stato rincorso e non ho ben chiaro dove si pensava dovessero andare quella centinaia di persone di cui si è detto "debbono sparire".
Il poliziotto che si è fermato davanti a una donna piangente, un attimo prima aveva eseguito quegli ordini. L'attimo dopo quel momento di tenerezza sicuramente avrà ripreso ad eseguire gli stessi ordini e quindi non riesco a capire come possano coabitare nella stessa persona, quasi negli stessi istanti, due atteggiamenti così opposti.
Quell'episodio ha sicuramente giovato e stemperato la crudeltà dei fatti perché ora non si parla che del volto umano della legge e non dell'incredibile violenza di cui sono stati fatti oggetto persone inermi. Potenza dei media...