domenica 5 marzo 2017

Una Favola da Eugenio Finardi


Eugenio Finardi 
Favola - 1993
(E' dedicato alla sua bambina  questo brano ed è tanto pieno d'amore  da commuovere)
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Non viene spesso citato  Eugenio Finardi ma è un grande artista che porta avanti un discorso musicale tutto suo e lo fa con grande passione e coerenza.   Secondo me il suo nome  è da inserire fra i grandi artisti... lo è  per la musica,  per l'interpretazione e per il prodotto finale che,  all'ascolto,  appare chiara opera  d'arte. 
La sua voce, ormai matura,  non ha perso le aggraziate note alte ma ha acquistato quella ruvidezza che sa donare forza e carattere alla sua musica ed a me piace molto. 
Bravo  Finardi!

giovedì 2 marzo 2017

Buon compleanno Articolo21


Quindici anni fa, e precisamente il  27 febbraio 2002,  nasceva l'importante "Associazione  ARTICOLO 21   - Il dovere di informare e il diritto ad essere informati" a difesa del diritto di chiunque a sapere quel che è necessario e talvolta indispensabile. 
In questi anni sono state moltissime le campagne promosse a tutela  della libertà di informazione e l'Associazione si è sempre schierata  a fianco dei cosiddetti  giornalisti scomodi  e di  chi, con i mezzi dei cui disponeva, portava a conoscenza fatti e persone altrimenti destinati all'ombra. 


Buon Compleanno, Articolo21.org 
e molte g r a z i e 


... Guardatelo, sono solo 7 minuti ,,, 


Seguo costantemente la pagina online dell'Associazione e questo, attraverso i servizi che offre,  mi ha permesso di formulare pensieri  ed avere un'opinione meglio informata sui fatti.


Costituzione Italiana - Articolo 21



Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.


Testo copiato dal   sito del senato   online


martedì 28 febbraio 2017

Fake = falso



Leggo su  "Web sul Blog" l'iniziativa che tende a informare sulla proposta di legge  che vorrebbe regolare le notizie che circolano nel web.

QUI si può leggere il suo interessante post







Quel che ne penso.
Le  chiamano "notizie false",  coloro che stanno legiferando in materia di "bufale" e lo fanno usando un termine straniero.  E già questo m'impensierisce perchè ogni volta che si inventano  sigle o usano termini di non immediata comprensione,  sobbalzo.
E' giusto e possibile stabilire, per legge, ciò che è vero e ciò che è falso?
Dividere il vero dal falso e il giusto dall'ingiusto  non sono operazioni da poco e l'unico rimedio possibile, credo sia lampante,  è educare.
Ma  educare vorrebbe dire insegnare ad usare il pensiero critico,  eliminare le pubblicità sessiste,  quelle che incitano all'azzardo,  smentire le chiare menzogne, sanzionare chi  sparge odio da qualsiasi microfono.
Ed allora?  Allora  diventa chiaro come sia  più comodo limitare, spostare  la responsabilità altrove e ammantare il progetto di  (udite udite) necessaria tutela.
Se con questa proposta di legge s'intende tutelare i giovani e in qualche modo salvarli, siamo al ridicolo... il web è il mondo e non è  proibendo che si insegna ad evitarne i pericoli e a dividere il lecito dall'illecito.
Conoscere il mondo, reale o virtuale che sia,  selezionare,  educare... questi sono  per me  i verbi giusti,  perchè  imbavagliare e proibire proprio non lo sono.


sabato 11 febbraio 2017

Megafono


BASTA parlare di VINCERE
signori politici
d o v e t e 
GOVERNARE !


venerdì 10 febbraio 2017

Provvedimenti


In questi giorni, a Bologna, ci sono stati tafferugli e, leggendo varie testate per  capire i motivi  degli scontri fra studenti universitari e polizia, mi sono resa conto di come la stampa abbia dato importanza al fatto in sè a scapito dei motivi che  l'hanno provocato. 
Leggendo i commenti dei lettori  delle varie testate,  mi  sono resa  conto di quanto agli adulti siano invisi  i giovani, gli studenti in particolare, pensati come  scansafatiche, comunisti, reazionari e peggio. 
Che tristezza...

A "Prima pagina" di radio3rai  due telefonate,  da parte di chi aveva vissuto i fatti in prima persona,  anche se  di segno diverso,  portavano i segni di un allarmato stupore.  Eh, sì... 

Ma cosa è successo davvero? Da quel che ho capito, l'ateneo aveva montato dei tornelli, con pass, per evitare che studenti, definiti  "normali", potessero accedere alla biblioteca della facoltà di Lettere. Gli studenti hanno sentito il fatto come una limitazione dei diritti di tutti, un controllo grave e hanno divelto tale meccanismo occupando poi la  biblioteca. 
Il rettore ha  reagito chiamando  le forze dell'ordine che, giunte  in stato di sommossa, ha caricato e sgomberato.                                                 

Mi chiedo se sia  tanto degradato il rapporto fra l'ateneo e i suoi studenti... come non sia stato possibile regolare tutto con  il dialogo, prima di prendere  provvedimenti che possono diventare  pericolosi fiammiferi. Che altri strumenti aveva il rettore per far passare quel che riteneva necessario? (Lo era?) I presenti in biblioteca erano solo studenti? 
Che conseguenze avranno questi fatti?   
Beh, un po' preoccupata lo sono...

martedì 7 febbraio 2017

Parole astratte

"(...)  i nomi astratti abbiano preso il sopravvento nella nostra lingua, abbia centrato il grande problema della nostra società e trovata la causa del malcontento e sbandamento che caratterizza moltissime persone.
Astrarsi  è  l'allontanarsi da una realtà,  perdere tutto ciò che è concreto, reale, per seguire un pensiero che ci porta altrove.  In questo caso, lontano dal nostro bisogno e quindi contro il nostro stesso interesse".

L'intervento  di un vecchio amico,  qui  sopra  riportato,   sposa perfettamente con l'aforisma di Marcello Pamio che avevo salvato poco tempo fa e che recita: "Oggi si ricorre sempre più spesso a neologismi creati ad arte per far sì che non siamo più noi a pensare con le parole, ma che siano le parole stesse a pensare per noi"... 

...  e questa mattina, mentre sfaccendavo, pensavo quanto le parole nuove,  tanto estranee da essere vuote di significato, ci allontanino inesorabilmente da quel concreto di cui abbiamo bisogno per  sentirci  capaci di  pensare, di decidere e  autodeterminarci.

La politica sta facendo largo uso di parole  astratte, che paiono progetti ma non portano al concreto (un concreto  che forse sarà solo loro)  e per ulteriore beffa,  ce le cominicano con quel tremendo mezzo chiamato  "cinguettìo" e che è  vergogna di chi dovrebbe rispettare le regole della  buona comunicazione. 

E noi cittadini? Ah, noi  ci facciamo intimidire da quelle parole o sigle ma le usiamo...  quasi che  ripetendole, pur senza comprenderle, ci   possiamo impollinare  di quel poco di  potere che cade dalla tavola dei potenti.  

 Ecco quindi  nascere in molti lo  spaesamento, l'ansia,  quel senso di estraneità   a cui non si  sa dare nome nè colpa... se non quella indicata da chi  sa creare nemici anche dove non ci  sono. 

Annegheremo  in un mare astratto? 



martedì 24 gennaio 2017

Pensieri ondivaghi


"Tu cercavi di tenere insieme questi due poli che già da sempre slogano l’anima e il corpo dell’uomo. 
Ora seguivi il cuore e ti inoltravi nelle sue terre e scoprivi che aveva bisogno della ragione, altrimenti si disperdeva in una vita soltanto immaginaria; allora seguivi la ragione e trovavi deserti che avevano bisogno di essere bagnati da qualcosa che alla sola ragione sfugge sempre. 
Scoprivi che la vita vive della tensione tra i due poli, della continua e necessaria corrente tra essi. 
E in mezzo ci sono il nostro corpo e il nostro spirito che si stirano e si comprimono, che svaniscono nella fantasia o si sfracellano contro la dura realtà. 
Raccontami come hai fatto tu ad appartenere a entrambi i mondi e a crearne uno nuovo. 
Come si fa a non morire di realtà? 
Come si fa a non svanire nell'immaginazione? 
Come si fa a tenere insieme cuore e ragione, evitando le secche del cinismo e le sabbie mobili del sentimentalismo?"




da L'arte di essere fragili, pp. 56-7 - di Alessandro D'Avenia


domenica 22 gennaio 2017

Domanda


M'intendo poco di finanza ma l'articolo che ho letto sulle donazioni per i nostri fratelli terremotati  mi ha dato da pensare.
I denari raccolti con bonifici, da Italia e dall'estero, vanno al Monte dei Paschi di Siena che finora ha raccolto (leggo dal sito della  Protezione Civile)   euro 8.095.718,89.
Mi chiedo se era il caso di affidare denari a una banca in difficoltà e tanto chiacchierata.  E ancora: se la banca dovesse fallire, che ne sarà di quei denari?




giovedì 19 gennaio 2017

Subito!

Dona subito, recita lo slogan rai che ci invita a donare denari per il sisma che continua a colpire una vasta zona della nostra Italia.
Come spiega il ministro Finocchiaro, interpellato dal M5S, i denari verranno spesi per la ricostruzione solo (sigh) dopo la chiusura della raccolta fondi (doppio sigh) e dopo l'istituzione di un comitato dei garanti. Ma la raccolta è stata chiusa e riaperta tre volte e quindi non si sa da quando la protezione civile (triplo sigh) deciderà come spendere i denari.
Subito, i denari vanno spesi subito per salvare quel che si deve e si può per chi sta morendo di  macerie, terrore, freddo e viene lasciato ad aspettare che siano  i tempi della burocrazia, o le regole (sono ormai  sinonimi?) a decidere delle vite.  I denari che gli italiani hanno donato subito sono per i fratelli nella prova che subito ne hanno bisogno...   non  l'han fatto certo per la burocrazia.

QUi il breve video dell'interrogazione parlamentare