venerdì 19 gennaio 2018

Elena Ferrante, la scrittrice italiana più letta e tradotta, sarà editorialista del "Guardian Weekend"  dove terrà una rubrica settimanale.  
Scriverà trattando di argomenti seri o leggeri e lo farà da par suo... beato chi la leggerà.  Anche la sua editrice lo pensa scrivendo: "Non vediamo l'ora di vedere dove ci porterà". 

E sul caso molestie verso le donne la Ferrante dice la sua:

"La forza dei piccoli e grandi Weinstein, che si trovino al centro del mondo o in posizione marginale, è non soltanto di non provare alcuna vergogna di fronte alle diverse forme di stupro alle quali ci sottopongono, ma anche di farci credere, con un meccanismo ripugnante, che siamo noi a doverci vergognare".
Qui l'articolo:

Sacrosante parole, signora Ferrante. 
E' istruttivo il parere di persone come lei che sanno riportare i fatti così come stanno, senza scadere nel pro o contro in cui sguazzano diversi giornali. 




martedì 9 gennaio 2018

il ballo delle balle

 In questa campagna elettorale m'aspettavo fuoco e fiamme ma balle così colossali no.   
D'altra parte siamo in un  clima da  "fine secolo"  e, sicuri di se stessi, pensano sia possibile essere creduti. 

Oddio, non sarà che han ragione loro e gli italiani voteranno senza tener conto degli enormi errori commessi, delle marachelle e delle enormità che destra, sinistra, centro, di lato, su, giù  stanno promettendo sapendo di non poter mantenere? 

Tanto noi perdoniamo, scusiamo  e siamo anche inclini a dimenticare.
Che tristezza... 





sabato 6 gennaio 2018


















La Befana quando fa notte 
con le scarpe tutte rotte
chiede a tutti col vocione
che tremar fa anche il leone:
- Tu! Hai fatto il monellaccio 
ed al gatto hai messo il laccio
o sei stato diligente
e di burle non sai niente?-
Ci foss'uno spaventato
che non sempre bravo è stato!
All'appello tutti quanti
si dichiaran quasi santi.
Son sicuri che un dolcetto
sarà  dentro ogni calzetto  
e che  i doni elargiti 
saran quelli più graditi

...

Assonnate, or  le Befane,
mettono via scope e sottane
che le vede, un giorno l'anno,
scalar tetti con affanno
e alle birbe come ai  buoni
dispenserà feriali doni:  
nè magìe nè bacchette
ma sol madri (quasi) perfette.  



Sari

Epifania




Silenziosamente una stella gialla raggiunse 
il suo seggio elevato, 
la luna sciolse l'argenteo cappello 
che copriva il suo volto lustrale. 
Tutta la sera si accese dolcemente 
come un'astrale sala di festa. 
"Padre", io dissi al Cielo 
"sei puntuale".



Emily Dickinson




domenica 31 dicembre 2017

Buon Anno



B e n e d i z i o n e 


Questo nuovo anno sarà per te una benedizione
se tu saprai benedire il tempo che ti verrà donato
se tu saprai essere una benedizione
per il tuo vicino e il tuo vicino una benedizione per te.
Benedetto sarà il tuo volto, se il tuo volto sarà bagnato di un po’ di lacrime altrui.
Benedette le tue mani, se le tue mani sapranno accarezzare e donare pace.
Benedette le tue labbra, se sapranno dire parole d’amore e baciare un nemico.
Benedetti i tuoi occhi, se sapranno meravigliarsi della bellezza.
Benedette le tue vesti, se non offenderanno i poveri.
Benedetti i tuoi piedi, se sapranno condurti verso chi è solo.
Benedetto il tuo cuore se saprà scoprire Dio in ogni giornata che vivrai.
Benedetta sarà la tua casa se le porte saranno aperte per condividere.
Benedetta sarà la tua vita se saprai ringraziare per ogni cosa.


Buon Anno!
(Don Angelo Saporiti)


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Ogni volta che... 

non rispondi al saluto
non paghi il biglietto sul bus
non fai il tuo dovere sul posto di lavoro
incolpi la sfortuna invece del tuo disimpegno
usi volgarità 
non sei solidale
chiami la tua convenienza "giustizia" 
sciupi il  tempo
ti lagni di quel che è tuo difetto attribuendolo ad altri
manchi di carità 
sei indifferente e pensi: non sono fatti miei
chini cuore e ragione  davanti alle ingiustizie


sappi che il tuo comportamento sarà  seme a quel che verrà.

Buon 2018


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- Grazie Franz,   il tuo commento mi è parso più che giusto e l'ho seguito -
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domenica 24 dicembre 2017

Semi di felicità


Tutti pensano che a renderci felici debba essere la vita, ma io una cosa l'ho capita: per essere felici serve solo coraggio.
Ce ne vuole troppo per accogliere il cielo e la terra nel petto, però so che quel coraggio in qualche modo adesso è dentro di me, come un seme che prima è piccolissimo e poi diventa albero dai rami grandi e forti, capace di dare ombra e riparo.
Capace di ricevere ferite e stagioni.
Di morire  per tanti inverni e gemmare in altrettante primavere, sommando vita e morte in anelli sempre più ampi, unendo cielo e terra.


Alessandro D'Avenia (tratto da "Quel che inferno non è")



sabato 23 dicembre 2017

Calendario d'Avvento

Quest'anno partecipo al Calendario d'Avvento ideato e curato da Sciarada di  Anima mundi   
Dal primo dicembre fino al giorno di Natale i blog partecipanti hanno formato una sentita catena ideale con contributi che accompagnano alla festa del Natale.  Io partecipo con un mio vecchio racconto. 



Buon Natale a tutti voi   con l'augurio che il vostro cuore sia leggero e davvero in festa. 

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Oggi è festa
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Sari


La mamma chiamò i suoi figli in cucina e diede loro la merenda: pane e marmellata di albicocche… quell'estate  l’albero del loro piccolo  giardino era stato davvero generoso.
Aspettò che finissero il breve pasto.
- Bambini, debbo dirvi qualcosa che riguarda il Natale. Sapete che il babbo è rimasto senza lavoro e... -
- Ma no mamma, il babbo va a lavorare tutte le mattine, come al solito. -
- Sì, va  a spalare la neve dalle strade del centro cittadino ma  il denaro è poco e noi dobbiamo risparmiare. Perciò, questo Natale non avremo il dolce e la Befana non verrà a portare  caramelle. -
- Niente dolce? Non lo comperi mica il dolce, lo fai tu mamma. - disse sicura la figlia più grande. 
- E la Befana? Lei non sa che il babbo non lavora -  considerò quella di mezzo.
Il piccolo taceva, ma aveva l’espressione grave di chi sente, pur non comprendendo,  che una catastrofe sta per abbattersi sul suo capo. 
Il giorno terminò e il babbo tornò a casa stanco. Aveva il viso serio,  la pelle arrossata e le dita delle mani anchilosate dal freddo.  
Quella sera cenarono in silenzio… ognuno aveva i suoi pensieri ed i piccoli avvertivano il senso di cupo mistero che riguardava il lavoro del babbo… che guadagnava poco e pur tornava stanco.
Il giorno dopo, la madre disse alle figlie che aveva bisogno del loro aiuto e mandò il figlio minore a giocare in veranda.
- Il babbo ed io abbiamo pensato che la Befana arriverà solo per vostro fratello.”- disse appena la porta si fu richiusa dietro il capo di riccioli  accesi del figlio.”-
- Perché? - fu il grido unanime delle due bimbe.
- Perché lui è troppo piccolo per una delusione così grande. Lui non sa che la Befana sono io  e non capirebbe. 
- La Befana non sei tu! - disse con forza una delle bimbe.
- Lo sapevi dallo scorso anno – disse la mamma sgomenta – te lo rivelò la tua compagna di banco, ricordi? – insistette mettendo una mano sopra quella della sua bambina delusa.
- Mamma, dimmi che stai scherzando, che la Befana non sei tu e che arriverà.  – insistette la bimba con voce tremula.
La mamma si alzò e, volgendo le spalle, disse che potevano andare a giocare anche loro.
Ma la tristezza, che s'era posata sul  capo delle due bimbe, ora  le serrava con forza il cuore.

Pochi giorni prima di Natale, arrivò il sacerdote con il solito pacco regalo per la famiglia. Era più abbondante del solito e c’era tutto l’occorrente perché la mamma potesse cucinare il dolce.
Quel regalo, ravvivò lo sguardo di tutti ed il Santo Natale fu allegro come il solito.
La vigilia dell’Epifania, la mamma ed il babbo ridevano e si accarezzavano con misterioso sguardo. Sembravano complici.  
Nel mattino di festa,  in casa regnava il  silenzio e c’era un’aria come di attesa… 
La figlia maggiore sapeva che per lei non ci sarebbe stato nulla, la seconda pensava all’ipotesi che la mamma  potesse essersi sbagliata… ma nessuna delle due parlò.   
Svegliarono il fratellino e tutti insieme andarono in cucina.
Trovarono la madre indaffarata ed il padre occupato con la legna per la stufa.
Sul tavolo, tre calze di tulle colorato fecero esplodere di gioia tre piccole gole.
- Mamma, ma avevi detto…  -  cominciò la maggiore, sottovoce, sfiorando con mano leggera il fianco della madre.
- Domani, ne parleremo domani.  – rispose lei con fare allegro – Oggi è festa.


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Domani, 24 dicembre,  il testimone passerà a Elio di  "De qua e de la"


mercoledì 20 dicembre 2017

Sacchetti bio

Leggo la notizia:  dal primo gennaio 2018 i sacchetti che usiamo per comperare frutta e verdura saranno  a pagamento. E che novità è mai questa? I sacchetti li si è sempre pagati perchè pesati assieme alla merce e non sono mai stati regalati, quindi. 

Se il sacchetto, come dicono, verrà acquistato dal cliente per  2 centesimi,  ci si infilerà la frutta  e quel sacchetto sarà pagato due volte:  una alla consegna e l'altro  con la pesata e al costo, variabile,  della  merce. 
Considerando che non si possono  inserire più prodotti nello stesso sacchetto, dovendo fare un semplice minestrone si dovranno usare almeno dieci sacchetti per cui quel minestrone costerà caro. 

Fino ad ora i sacchetti venivano acquistati dai gestori che poi dicevano di concederli  gratuitamente  ma ora gli stessi comperano i sacchetti che poi ci rivendono e che noi, come si è  detto,  pagheremo due volte. 
A chi fa comodo questa decisione? E i sacchetti "bio" lo saranno  per davvero?

La vera novità sarebbe:
a) l'eliminazione totale dei sacchetti di plastica, magari per tornare a quelli di carta come un tempo... carta riciclata, ovviamente.  E' ovvio che anche quelli avranno un costo ma almeno giustificherebbero la motivazione per cui si è adottati il provvedimento: salvare il pianeta. 
b) la vendita con la persona al banco per la pesata e quindi ognuno sarebbe libero di inserire nella busta portata da casa la merce acquistata. 

Qui si potrà obiettare che i costi del lavoratore... 
Ah ma allora  si dica chiaramente che a chi legifera del pianeta poco importa.   Importano invece i diritti  dei ricchi  gestori. 
Dimenticavo di dire che l'Iva, sui sacchetti,  sarà del 22% !.

Chi vuol saperne di più può leggere l'articolo cliccando QUI 


domenica 17 dicembre 2017

Sergio Endrigo



Nelle mie notti
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Sergio Endrigo - 2001




Una storia

Molly aveva pochi mesi di vita  e già aveva perso la madre e una zampa. La madre era stata uccisa da un cacciatore e la sua zampa era finita in una tagliola che gliela aveva spezzata.  La zoppìa le aveva tolto un poco di velocità,  non la voglia di vivere ma si sentiva sola perchè le sue compagne ritenevano che la sua lentezza potesse metterle in pericolo e per la stessa ragione non aveva un compagno.  
Nonostante la situazione Molly  non era infelice ed era grata al destino perchè poteva procurarsi il cibo da sola e godere dell'aria pura che raffinava il pensiero... solo ogni tanto sentiva il grande peso dato dalle difficoltà della vita e in quei momenti si chiudeva nella sua tana per ritrovare la serenità. Da questi episodi  usciva smagrita ma più forte e questo la rassicurava.  

Capitò che un giorno, pieno di neve, la stanchezza si facesse particolarmente sentire  ed essendo lontana dalla sua tana si accucciò nella neve.  Per sciogliere la tensione, tracciò alcune linee sulla neve fresca e quando le guardò con occhi attenti vide che aveva disegnato un cuore.   Quasi subito, attorno al cuore si materializzò una porta e Molly, immediatamente guardinga, balzò in piedi  per fuggire da quella che pareva una trappola  ma la curiosità, o un altro istinto,  la trattenne e quando la porta lentamente si aprì lei la pensò una tana sotterranea e discese. 

Nel fondo trovò una vecchia volpe, tutta d'argento, che l'accolse  con un sorriso e l'invitò ad accucciarsi vicino a lei.
- So che sei stanca, vieni, riposa e canta con me. 
Molly, docile,  ubbidì e poco dopo l'aria si riempì di canti armoniosi.  Ognuna cantava con una diversa tonalità  ma l'insieme produceva benessere.

- Cosa ti angustia? - Chiese Volpe.
- Sono zoppa, vedi? Per questo sono sempre sola e la mia vita è densa di difficoltà.
- Posso aiutarti - disse l'argenteo animale e subito emise un suono sottile che non pareva uscire dalla sua gola ma si era certi che potesse raggiungere il cielo. 
Molly si addormentò e quando si risvegliò  si sentì rigenerata,  forte come non mai e, grata, abbracciò  la  misteriosa benefattrice per quel benessere che sentiva inondarle il petto. 

Volpe, sorridendole,  le indicò la zampetta e Molly s'accorse che era ricresciuta.  Emozionata e felice,  come mai lo era stata, stava per porle mille domande ma...    

- Sssttt.... - disse Volpe - ora vai ma ricorda che ogni volta che ti sentirai persa, stanca o in difficoltà,  ti basterà disegnare un cuore e la porta si aprirà  e potrai avere aiuto. 
- Non voglio perderti, tornerò domani a farti visita e se ora vado è solo per provare nuovamente  l'ebbrezza della corsa.  
- Grazie, grazie, grazie...  - disse Molly mentre la sua voce, allontanandosi, si confondeva col vento. 
Uscì all'aria aperta e corse, corse, corse...

Quando tornò, ansimante per la  lunga e appagante corsa,  la porta era sparita e lei, seppure felice per la sua zampa rigenerata, si sentì triste. 

Poi la vita divenne più facile, trovò un compagno e assieme diedero vita alla vita. 
Solo molto tempo dopo, in un momento difficile, ricordò le parole della Volpe e disegnò, questa volta sul terreno soffice del sottobosco, un cuore.

La porta apparve, lei bussò e le fu aperto.



Sari