mercoledì 20 febbraio 2019

Professione: provoc-educatore


4 parole
Alessandro Bergonzoni

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Mica c'è tanto da ridere nei suoi  "spettacoli"
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martedì 19 febbraio 2019

Forse...

Forse che basta un manipolo di fortunati (solo per essere riusciti a connettersi a una piattaforma di cui poco si sa) a determinare la liceità di comportamenti che riguardano  un intero paese?





lunedì 18 febbraio 2019

Nove

Se fosse...

... un bambino?  Frequenterebbe la quarta elementare
... una prova matematica? Sarebbe un test
... un periodo storico?  Sarebbe il 900
... un libro? Il Novecento di Baricco
... un film?  Titolerebbe "9"
... un album musicale?  Sarebbe quello del grande Ivan Graziani
... un gioco enigmistico?  Sarebbe un sudoku
... un tempo di gestazione?  Oh qui darebbe origine a una vita umana
... un luogo mitologico? Sarebbe il monte Elicona con le sue nove Muse
... un mese?  Sarebbe il magnifico settembre
E infine il numero 9 è la massima espressione dell'amore divino. Lo afferma Dante

Ma il numero 9 è anche  l'età raggiunta da questo blog vocedivento che tante soddisfazioni mi ha dato in questo lasso di tempo.


G R A Z I E 
 al mio caro commentarium e ai visitatori che lasciano traccia del loro passaggio. 




venerdì 8 febbraio 2019

Sob...

L'ho pigliato anch'io 'sto benedetto virus?

Ma no, gli ho offerto solo momentaneo riparo ma domani farà le valigie e se ne andrà.








giovedì 7 febbraio 2019

Rebus


Rebus (frase 7 - 1 - 7 - 4 - 6 - 13 - 4)


ordinamento, regola
donne colpevoli
devota
non l'hanno belle i sofferenti
Fondo Unico di Giustizia
calle selvatiche
tanto gentile e tanto onesta...  (-E)
olio oltremanica
si possono perdere quelli della ragione
stato sovrano
C
antica città della Mesopotamia
A

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S.E.&O.
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Ecco la soluzione, esatta,  della brava  super Mirtillo:
Leggere è piacere, fuga, riparo, illuminazione, cura. 

ordinamento, regola ................................. legge
donne colpevoli ....................................... ree
devota....................................................... pia
non l'hanno belle i sofferenti ..................... cere
Fondo Unico di Giustizia ......................... fug
calle selvatiche.......................................... ari
tanto gentile e tanto onesta...  (-E) ............ par
olio oltremanica......................................... oil
si possono perdere quelli della ragione...... lumi
stato sovrano.............................................. nazione
C.................................................................. c
antica città della Mesopotamia.................. ur
A................................................................. a



domenica 3 febbraio 2019

Hai visto mai...


Chiamatela uniforme,
livrea o tenuta
ma non divisa...
non sia mai che a qualcuno
venga in mente di pretendere
anche la vostra.








martedì 29 gennaio 2019

Anch'io

 

Grazie per questa tua voce chiara,  limpida e alta
Andrea Camilleri




lunedì 28 gennaio 2019

100

100 anni non sono pochi e, fra i benedetti dalla sorte che li hanno raggiunti,  da ieri c'è anche  Nino, un amico virtuale che ha fatto parte di un  bel gruppo di persone che ora, purtroppo, si sono perse di vista.

Ho conosciuto Nino quando giunse in un sito dove stazionavo anch'io. Lui aveva 84 anni, io parecchi di meno ma facemmo amicizia e quando disse che desiderava imparare la grafica computerizzata gli dissi che sì, gli avrei insegnato quel che sapevo... convinta che avrebbe ben presto gettato la spugna. Invece... a quell'età imparò a usare alcuni programmi che i più abbandonavano scoraggiati e non l'avesse pesantemente tradito la vista, chissà che avrebbe fatto quel diavolo d'uomo che era curioso e ambizioso come pochi.

Ieri l'ho sentito al telefono e la sua voce tradiva la fatica per quella giornata di festa che l'ha sicuramente stancato, anche se reso felice. L'imperativa  forza del carattere invece è rimasta intatta. Ahahah...

Buon compleanno a Nino che ancora spera di raggiungere (incontentabile ed esagerato come sempre) i 150 anni. A quell'appuntamento non ci sarò ma lui... sì.
E quasi quasi mi sentirei di giurarlo.



domenica 27 gennaio 2019

Ricordare

Oggi è una giornata di quelle che gettano, anzi gettavano, nell'angoscia e nell'orrore e che, dicevano, sarebbe servita ad un sano "mai più"... ma a quei sentimenti siamo assuefatti perchè ogni giorno ce ne propinano dosi massicce e allora che ci deve ancora raccontare, insegnare questa ricorrenza del 27 gennaio?

Io voglio ricordare...

... che la giustizia deve riguardare ed essere esercitata verso tutti, che mi siano graditi o meno
... che le libertà di espressione e di opinione sono, e debbono restare, un valore
... che il diritto deve valere per me come per ogni altro essere umano
... che la scelta è necessaria, è qualcosa che parla di me, un impegno che debbo onorare, esercitare, senza accodarmi a chi grida più forte
... che la pigrizia mentale è una via che porterà me, e a cascata la società, in un baratro
... che il silenzio non è sempre rispetto ma può divenire colpa
... che non esiste il "noi e loro" ma solo il "noi"
... che è indispensabile difendersi , distanziarsi dalle barbarie  e prendere posizione

Desidero ricordare che ogni voto, ogni click, ogni battuta, ogni gesto,  ha una conseguenza e ciò che desidero per me è legittimo sia desiderato da ogni altro essere vivente.
Ricordare tutto questo è un modo per onorare tutte le vittime di ogni olocausto affinché non siano morte invano.





lunedì 21 gennaio 2019

Mucchi di parole

Chi  pensa che i blog siano luoghi di sole chiacchiere, più o meno lecite, sbaglia di grosso. Un esempio ce lo mette sotto il naso giorno dopo giorno la brava Patricia Moll che ha ideato succosi eventi di scrittura in varie forme e tutte da gustare. Date un'occhiata  Qui

Ho partecipato a "Insieme raccontiamo 41" del 20 gennaio -  lo trovate qui - e questo è il mio contributo all'accattivante incipit che Patricia ha proposto.  

Il baule
Avevano comperato la loro casetta. C’erano voluti anni e sacrifici ma ce l’avevano fatta. Non era una reggia però a loro era piaciuta subito. Immersa nel verde ma non lontano dalla città. Soprattutto indipendente su tutti e quattro i lati. Intorno un bel giardino ricco di fiori e piante rigogliose. Una in particolare. Una betulla argentea. Doveva essere vecchissima tanto era alta.
I venditori avevano lasciato la casa arredata. Non che i mobili fossero antichi o stupendi però qualcuno di buona fattura nel mezzo c’era. Una bella ripulita, una carteggiata e una mano di vernice e li avrebbero recuperati. I mobili non bastano mai. Specialmente quelle cassettiere.
Gli altri invece erano già ammuchiati in cortile pronti per la discarica. Prima però di chiamare gli addetti del comune avevano deciso di dare uno sguardo anche in soffitta.
Altri mobili, scaffali, scatoloni… in un angolo anche un vecchio baule. Non sapendo da che parte iniziare, la ragazza si inginocchiò proprio di fronte ad esso. Era chiuso a chiave ma le cerniere erano vecchie e con un leggero colpo di cacciavite saltarono. Una volta aperto….


Una volta aperto... le apparve una ordinata fila di quelli che parevano libri e invece, come scoprì, erano diari. La tentazione di leggerli la sfiorò solo per un momento ma ritirò rispettosamente la mano, chiuse il baule e si voltò verso suo marito che stava esaminando una vecchia bicicletta.
La notte arrivò e lei, nel buio della vecchia casa che ancora abitavano, ripensò ai diari cercando di immaginare chi potesse averli scritti e conservati con tanta cura. Una donna? E se sì, come mai non li aveva portati con sè? Un uomo? No, un uomo non scrive così tanto... se non per professione.
- Dormi pazzerella - si disse. Chiuse gli occhi, allungò la mano verso la schiena di suo marito addormentato e lo imitò.
Resistette tutta la settimana alla curiosità ma il sabato corse alla soffitta, sedette su uno sgabello parzialmente sverniciato e, tacitato il senso di colpa, prese il primo diario in alto a sinistra e lo aprì.
- Se mi stai leggendo, questo significa che non sono più fra voi... - cominciava chi scriveva.
- Ehi, non si pranza oggi? Non dirmi che sei ancora in soffitta - disse suo marito molte ore dopo mentre saliva le scale.
- Tutto bene? - chiese guardando la moglie pallida e immobile con il quarto diario in grembo e altri tre a terra.
- Siedi qua e ascolta questa incredibile storia.
Quel giorno non pranzarono e lessero tutti i diari presenti nel baule. Ogni tanto si guardavano scorgendo negli occhi dell'altro lo stesso sgomento e stupore.
Prima che facesse buio, scesero dalla soffitta e mangiarono un panino fra i fiori del giardino che era proprio generoso. Mangiarono in silenzio, ognuno seguendo i propri pensieri, per poi condividerli... quasi contemporaneamente. Si dissero che quel che avevano letto, sbriciolata in otto diari, poteva essere l'opera di uno scrittore di fantascienza e si ripromisero di fare ricerche sul web per scoprirne l'autore. Sì, doveva essere così, non c'era altra spiegazione. Ma non trovarono nulla e gli abitanti della vecchia casa non furono loro d'aiuto perchè quella era la loro casa delle vacanze e non erano mai saliti in soffitta.
Il trasloco fu impegnativo e distolse parzialmente l'attenzione dal baule in soffitta dove rimase chiuso per qualche mese.
In un giorno di settembre, tornarono ad aprirlo per scoprire che i libri non erano più otto ma nove. Lessero l'ultimo avidamente, con mani tremanti, per scoprire che l'autore era un'autrice e diceva d'essere una vicina di casa... anche se la vicinanza era particolare. Era vissuta in quella casa, che ora era la loro, per un esperimento e ora era tornata nella sua dimensione, un luogo parallelo che pareva inaccessibile a chi non sapeva varcare certe porte ma che poteva essere a portata di mano. Pallidi e silenziosi, scesero in giardino, panacea per ogni male, e lì si abbracciarono per confortarsi, con occhi lucidi e tanta apprensione in cuore. Quella casa che pareva la realizzazione di un sogno aveva assunto un aspetto minaccioso... non erano soli e non lo sarebbero stati mai più.
Su un ramo della vecchia betulla, una ragazzina li guardava pensosa... avrebbe dovuto dirlo al più presto che i diari erano opera sua, narratrice di fantascienza in erba. Altro che giardiniera, come avrebbe voluto il nonno che curava i giardini dei dintorni... da grande sarebbe divenuta una grande scrittrice ed ora che aveva la prova dell'efficiacia della sua fantasia, poteva dirsene certa.

Sari

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Chi vuole provare a mettersi in gioco corra a casa di Patricia e si butti.