.......... - "Ho cercato di fissare i miei sogni, con la speranza che qualcun altro attaccasse i suoi" - Jean Michel Folon - ...........

giovedì 21 ottobre 2021

Quasi una novità

 

Domani, il prodotto editoriale nato un anno fa, in piena pandemia, è per me un bel giornale. I giornalisti, a cominciare dal direttore Feltri (nessuna parentela nel settore), sono quasi tutti giovani e questo, per come la penso, fa la differenza perché si sente in loro il piacere di scrivere un bell'articolo, di informare senza sfoggio di eloquenza, protagonismo, ironia o partigianeria.  

Gli argomenti trattati sono per me interessanti, chi scrive va subito al sodo senza fronzoli e nel sottotitolo  si può leggere, in tre punti, una breve indicazione del tema trattato, così da permettere al lettore se continuare o meno la lettura.  E' un giornale veloce, ben diviso, senza pubblicità, finestre pop e gossip di qualsiasi genere... che fa della scrittura, anche  al femminile, un suo punto di forza. 

Il giornale Domani festeggerà il suo anno di presenza in editoria con un evento di due giorni di cui  si può leggere  QUI

L'unico mio dispiacere viene dal fatto che fra gli ospiti invitati saranno presenti anche influencer... e mi si perdoni se qui dichiaro la mia insofferenza per questa categoria di persone. 

Domani  il link


mercoledì 20 ottobre 2021

Donne - L'Argia


Il paese non era che un anonimo agglomerato di case in un territorio emiliano di mezza montagna  che di particolare aveva solo il nome: Avino di Sopra e l'unica  stranezza consisteva nel fatto che non ce ne fosse uno di Sotto. L'Argia abitava lì. 

Per i suoi genitori, che l'avevano concepita in tarda età, quella bimba  briosa e allegra  era stato un dono del cielo e se ne sentirono sempre grati. Era anche bella l'Argia e quello che le si era aggiunto nel suo diventare donna  era andato soprattutto a vantaggio dell'altezza che era d'una spanna oltre la media.

A guerra appena passata, l'Argia aspettava d'innamorarsi e a sedici anni era giusto fosse così. Intelligente, simpatica e avvenente, non le mancavano di certo i corteggiatori ma i ragazzi del 1920, la cui statura si fermava al massimo al metro e 60, non le perdonavano  quei settantadue centrimetri oltre il metro e dopo qualche  schermaglia amorosa le preferivano le altre, più basse.  Poco a poco  fu chiaro a tutti che una moglie che avrebbe guardato il marito dall'alto al basso non fosse cosa accettabile per i giovani paesani e così l'Argia, pur richiestissima, celebratissima, a vent'anni divenne ufficialmente zitella senza alcuna possibilità di cambiare il suo stato civile.  

Il tempo passava, l'Argia attirava sospirosi sguardi ma... ahi quei quindici centimetri di troppo...

Lavorava al banco del forno paesano e nel tempo libero raggiungeva le amiche in un fienile dismesso dove le donne anziane  lavoravano la paglia mentre loro si scambiavano allegre notizie  che vestivano di straordinarietà.

Ad Avino di Sopra la vita  era monotamente  scandita da lavoro, arrivi e dipartite, ma la gente era allegra, aveva voglia di scordare sangue,  bombe  e ai pomeriggi di festa bastavano una fisarmonica e poco altro  per radunare in piazza chi aveva voglia di ascoltare musica e ballare fino a che le gambe reggevano.  

Nuovi balli erano arrivati da chissà dove e ciascuno si dava da fare per impararli ed insegnarli ad altri.  In quelle occasioni, facevano corona ai ballerini  una cerchia di spettatori che, seduti su seggiole di paglia  portate da casa, accentuavano l'allegria con commenti, anche salaci e ad alta voce, a danno dei ballerini. Baie di cui nessuno si offendeva. 

In quelle occasioni capitava si formassero nuove coppie... e se in quei pomeriggi l'Argia aspettava di trovare il suo 'lui' non lo dava a vedere, così come pareva non spiacersi  guardare le coetanee,  una dopo l'altra,  andare all'altare.  Però un segreto l'Argia l'aveva: sognava.  Altroché se sognava... e alto o basso che fosse, l'uomo sognato era un tipo coraggioso, buono, sorridente e sincero. Mentre l'aspettava, intimorita dal suo stesso desiderio, rideva, cantava e coglieva i frutti dell'orto.

- Vuoi ballare? Le chiese un giovane straniero quel giorno di maggio che la vedeva compiere ventidue anni, mentre un complessino amatoriale suonava una mazurka tutta nuova.

- Sì - ripose lei cercando il modo di guardarlo meglio senza farsi scorgere. 

Si chiamava Mentore,  non era bello, non era alto ma aveva occhi ridenti e lei se ne innamorò all'istante. Anche lui confessò l'attrazione che provava per lei e  subito si  fidanzarono fra lo stupore gioioso di tutto il paese. Non passò neppure un mese che, vinti dalla passione, s'accasarono. 

- Ci sposeremo dopo la vendemmia, disse lui che era contadino con parecchie vigne. 

Ma quella stagione non arrivò mai perchè ci fu sempre una ragione plausibile per rimandare le nozze e i compaesani smisero di aspettarle senza che alcuno si scandalizzasse per quella situazione irregolare... d'altra parte per l'Argia era  sempre meglio la convivenza che rimanere sola per tutta la vita.

- Ci sposeremo all'arrivo di un bambino, disse nuovamente lui 

La vecchia casa gioì per il grande amore a cui dava tetto e si entusiasmò per l'arrivo dei cinque chiassosi figli che  l'Argia e il compagno  accolsero e crebbero armoniosamente. Furono anni densi di lavoro, di pensieri e non ci fu tempo  per pensare ad altro che al presente mentre i calendari sfogliavano senza memoria, come solitamente succede  quando non capitano eventi eccezionali.

Con il lavoro di entrambi raggiunsero una buona pace economica e  si ebbe tempo per pensare. 

- Ci sposeremo?, chiese lei una sera, dandogli le spalle, mentre rigovernava i piatti e pensava ai figli, a se stessa e al futuro.

- Certamente, rispose distrattamente lui continuando a sfogliare le grandi pagine del giornale domenicale.   

Il "quando" che le urgeva in cuore, le  rimase in gola. 

Uno dopo l'altro i figli, tutti alti e maschi,  sposarono piccole ragazze bionde e brune  e la coppia di contrabbando rimase sola.

Una sera, accanto al camino, lui guardò la compagna seduta accanto intenta a cucire, pensò che era  ancora bella seppure segnata dal lavoro e dall'età e, con un sorriso enigmatico, le rivolse una domanda. 

- Ti sei mai pentita d'avermi detto sì senza ci fosse di mezzo l'altare? 

- No, rispose debolmente lei alzando gli occhi ma con quell'attimo d'esitazione che lui percepì. 

- Vorresti ancora sposarti? - chiese lui  per poi dire precipitosamente - Certo che saremmo proprio buffi noi due, a quest'età, seduti come giovinetti a farci promesse che abbiamo già mantenute. 

- Forse, rispose lei a cui il messaggio era arrivato chiaro e forte rimettendosi al lavoro.

Di nozze non se ne parlò più e quando lui  anni dopo morì, lei non versò pubblicamente una lacrima ma a sera, partiti tutti, ormai sola nella grande casa, salì in mansarda, aprì un baule e pianse, pianse a lungo accovacciata su quella nuvola di tulle bianca  ormai stropicciata e ai sogni lì conservati e ora sepolti.


Fine


Come prima lettrice di questo racconto, mi chiedo come mai, pur amando l'Argia  e sapendola solida e fedele, Mentore  non l'abbia voluta sposare, ben sapendo quanto lei tenesse a farlo.  Che sia stata la rivincita su quei dieci centimetri che lei aveva in più? 


Sari






martedì 19 ottobre 2021

Dispetti

 Oggi Blogger non mi riconosce e non accetta i mei commenti ai blog amici. Chi si trova più messaggi, ammesso che il tremendo li abbia conservati, mi perdoni. 

Aspetto il rinsavimento. 



domenica 17 ottobre 2021

Abbagli

 


 L'oggi è una domenica di chiara estate  

d'aria tiepida presa a prestito dalla primavera 

e piena dei sogni  rubati al sempre

Ma il calendario a sera ironico ride 

e rimette  tutto a posto:

chiude le finestre e accende il fornello

sotto la pentola del brodo. 

...

Sari, il  17 ottobre 2021






venerdì 15 ottobre 2021

Elio

 

M'aspettavo una celebrazione, un riconoscimento o uno dei tanti special che la rai mette in campo ad ogni dipartita di un personaggio di valore... e invece no. 

Qualche giorno fa è mancato Elio Pandolfi ma la notizia è passata sotto silenzio e il fatto mi ha tanto meravigliato.  

Ho conosciuto Elio Pandolfi in radio... una voce amica, sorridente, canterina e ironicamente garbata.  Mia madre amava l'operetta e la tv ci ha fatto conoscere l'artista anche in veste di interprete... ma ha fatto anche tanto altro: varietà, ballo, doppiaggio, cinema e chissà che altro. Era un artista completo ed è vissuto 95 anni quasi interamente sul palco, a beneficio di chi correva a vederlo per ridere o commuoversi senza svilire l'arte o dare danno. 

La ragazza ritratta con lui nella foto si chiama Irene Trovato  e di  Elio ne ha fatto l'argomento della sua tesi di laurea guadagnando un bel  110/110.  Non è stata la sola ed ora Elio non sarà scordato e forse, dico forse, in futuro sarà riscoperto e apprezzato. 

Sito ufficiale

L'amica Wiki

Grazie Elio Pandolfi.





mercoledì 6 ottobre 2021

 







Preghiera


"O Dio, chiunque tu sia,

o non esista,

o trascorra solo come un concetto le nostre menti"*


dona a tutti una giornata buona

atta a  procurare gioia

a volgere al bene i cuori e

"de Te, Altissimo, porti significazione". **


Fa' ch'io non rechi danno, 

malanno o sciagura alcuna

e che prima di parlare

io mi soffermi a pensare 


 


Sari


 * Mario Tobino

** San Francesco d'Assisi


martedì 5 ottobre 2021

La virtù delle catene

 

 
Carlo Sini
FestivalFilosofia 2021 

In questo periodo sto ascoltando, a più riprese, quel che il FestivalFilosofia ha proposto in questo 2021.  Oggi è stato il turno di Carlo Sini, il filosofo. Lo  ascoltavo sfaccendando ma presto ha catturato la mia attenzione  tanto da trovarmi alla scrivania per prendere appunti. 

Diceva di Kant, della preziosità delle catene e il suo non è stato un discorso astratto ma,  al contrario, decisamente utile e pratico.

Non ho studiato filosofia ma lui non ha fatto citazioni colte o riferimenti inaccessibili  per cui, nell'ora in sua compagnia,  mi sono potuta accomodare sentendomi più che bene.  



domenica 3 ottobre 2021

Silenzio!

 

Faccio parte di un nutrito gruppo di famiglie che abitano nello stesso territorio e questa mattina, alle ore 8,59, ricevo un messaggio WhatsApp di una persona, candidata al Consiglio Comunale della mia città, che invita a votare per lei ammiccando al fatto che lavorerà per la nostra zona. Scrive anche che il messaggio WA non rientra nel silenzio elettorale e questo mi procura un disgusto enorme, tanto che le rispondo con la legge del Garante della Privacy che vieta di inviare messaggi elettorali se non approvati dal destinatario. E cito anche l'invito dell'Agicom ad osservare il silenzio anche sui social

A differenza dei social, a cui ci si può o meno collegare, il messaggio via telefono è inaccettabile perchè non lo si può evitare, è un'invadenza, un sopruso.  

L'aspirante candidato, mi risponde con le scuse per il fastidio e cancella il suo messaggio elettorale. Le rispondo ancora che mi spiace abbia reputato il mio intervento come fastidioso perchè era, invece, un chiaro invito a osservare la legge nel suo significato più profondo. 

E' vero che la legge che regola le elezioni non è aggiornata e si affida, ahi lei, al buonsenso di partiti, liste e candidati ma, viste anche le enormi violazioni delle norme, occorre  che si specifichi quanto prima il divieto in qualsiasi forma o mezzo. 

Silenzio signori politici, fateci riflettere per favore.






giovedì 30 settembre 2021

Così va il mondo

 


Francesco Guccini

Canzone per Silvia (1993)




mercoledì 29 settembre 2021

Che voce!

 

Ginevra Di Marco

Ninna Nanna di Maria

Concerto di Natale - Firenze 2010




martedì 28 settembre 2021

Vedi...

 



Vedi com'è fatta la vita... oggi era un giorno mesto ma poi una telefonata 

- Vieni? 

- Come no!... 

Qualche ora di risa, episodi rinverditi, un accenno che basta a ricordate le stesse cose... 

Ah, quanto fa bene stare bene in compagnia.