- “Riflettere ogni tanto sul Valore che diamo ai Nostri Valori penso sia importante più dei valori stessi." Ethel Cogliani -

giovedì 5 maggio 2022

Quanto è bella giovinezza...

 

Con tutta questa improvvisa umidità le mie ossa stanno esprimendo tutta la contrarietà possibile e comincio a pensare che qualche buona ragione l'avesse Dorian Gray  per quel patto sulla giovinezza (scellerato?) che fece con il diavolo.   

Acqua comunque benedetta.  




mercoledì 4 maggio 2022

Svago

  Incontri fortuiti



E' lì, appena passato  l'angolo, che l'aspetta il caffè migliore della città a cui lei non può rinunciare... lì, subito dopo la libreria dove lei entra spesso a sognare luoghi lontani e modi di stare al mondo.  Rallenta il passo ed è sbirciando nell'accattivante vetrina che nota, fra i titoli esposti,  il gruppetto di persone all'interno che assiste ad una presentazione editoriale.
- Dieci minuti -  pensa lei incuriosita -  il mio caffè aspetterà solo dieci minuti. Entra e siede silenziosamente all'ultimo posto scordando quasi subito il bar e le sue lusinghe. Il capo eretto,  le mani  abbandonate in grembo e le caviglie appena sovrapposte le danno un'aria da fanciulla ma lei non lo sa.  E' intenta a fissare l'autore mentre legge qualche pagina della sua opera prima  ed è così presa da non farsi distrarre neppure dal chiacchiericcio alle sue spalle. Il libro le piace, è già suo  e tornerà domani per acquistarlo perchè ora ha in tasca solo pochi spiccioli.

Lo scrittore  termina la sua lettura, alza lo sguardo, ringrazia i presenti che s'avvicinano per due parole e la firma del libro  e lentamente lo spazio culturale svuota nell'educato  vocìo  che sempre accompagna i lettori in queste occasioni.
Dal marciapiede arrivano gli echi degli ultimi saluti, la padrona del locale è sulla soglia a dispensare consigli e cortesie  mentre lei, invece, rimane seduta ancora un po' con lo sguardo, che pur ogni tanto cerca di sviare, al medico chirurgo che s'è  da poco scoperto scrittore.   

Lui s'accorge dell'interesse   e quando vede la signora  ormai prossima all'uscita,  d'impulso si avvicina.
- Ci conosciamo? - chiede con voce cortese.
- No - risponde lei. Sorride e fa per andare ma lui la ferma.
- Ho notato il suo sguardo insolitamente attento e mi ero convinto della reciproca conoscenza.  Sa, per mestiere incontro tante persone...
- Non ci conosciamo ma oggi, richiamata dalla vetrina della libreria, sono entrata senza averne l'intenzione... come avessi percepito che lei aveva  un messaggio per me.
- Ha scoperto cosa?
- Non saprei - dice lei con il sorriso e il gesto di chi vorrebbe ma non sa spiegare.
- Potremmo scoprirlo a quel tavolino laggiù, se non ha impegni - dice lui indicando quelli all'aperto del bar. La risposta della signora l'ha intrigato e vorrebbe saperne di più.
- Mi piacerebbe ma ora non posso. Le lascio il mio indirizzo di posta elettronica così quando avrà tempo, e se mi ricorderà, potremo scriverci e fissare un appuntamento.
Si scambiano gli indirizzi, lei gli sorride e saluta mentre lui la guarda allontanarsi  con un poco di inatteso rammarico.
Quella sera stessa apre  la casella di posta e scrive.

"Gentile signora, mi accorgo di non essermi presentato e anche se lei sa chi sono lo faccio ugualmente: Alberto Baldi, ex medico chirurgo presso l'ospedale  pediatrico cittadino. Giovane fino all'altro ieri, mi sono avvicinato alla scrittura per urgenza, per inoltrarmi dentro me e scoprire chi sono, oltre i dati anagrafici. E lei? Mi ha incuriosito il suo sguardo penetrante e vorrei incontrarla per scambiare due parole, forse già in amicizia."

"Io? Mi chiamo Alberta Simoni, ho insegnato in una scuola materna ed ora sono in pensione. Sono in buona salute,  non ho bisogno del suo intervento professionale, se è questo che ha pensato di me e del mio sguardo. Anch'io sono stupita di quel  che ho provato appena mi sono seduta nel locale. M'è parso di avere bisogno delle parole  che stavo ascoltando e non si è trattato di fascinazione ma  di qualcosa di meglio, è stato come guardare ... ecco... ho provato il desiderio di rubarle attraverso lo sguardo qualcosa che m'era necessario. Buffo no? Le persone non capitano mai a caso nella nostra vita e se questa mattina, nonostante il forte desiderio di un caffè, ho provato l'impulso di fermarmi ad ascoltarla,  un motivo ci sarà sicuramente.  Lei mi ha trattenuta... la ritengo dunque responsabile  di quel mio sguardo".

"Gentile Alberta, mi permette di chiamarla così? Non so dirle quanto mi senta felice per quel che mi ha spiegato tanto bene e  non le paia esagerato perchè è così che mi sento.  La mia professione non mi ha permesso di pensare ad altro  che ai miei piccoli pazienti e ora che in età di riposo ho cercato un'altro vivere, ho scoperto qualcosa di me di cui non sapevo... un'acutezza  di sentimenti che quasi mi mette  in imbarazzo ma che sento necessario esplorare.  Se prima tutti ricorrevano a me, ora m'accorgo d'avere anch'io lo stesso bisogno... e che posso soddisfarlo. La scrittura nasce così".

"Caro Alberto, avere uno  stesso nome  è già come somigliarsi almeno un poco. La mia vita è stata densa, non completamente scelta, ma sono rimasta felicemente fedele al compito  cui la vita mi aveva instradata ed  ora che sono libera da impegni cerco di riannodare fili, o forse solo  i pensieri di ragazza che fatico a ritrovare. Pensando agli anni passati,  quasi non mi riconosco in questo felice  viaggio a ritroso, verso una giovinezza ancora da percorrere. Oggi non sono solo una ex insegnante ma una piccola  regina. O forse più semplicemente  una specie di  Renée,  la comunissima  e contemporaneamente  straordinaria portinaia di  Barbery.  Ha forse letto "L'eleganza del riccio"?   Non credo di poterle descrivere   quanto m'intrighi questa mia nuova spensieratezza... o forse la conosce di già?".

"Cara Alberta, che piacere leggerla e scoprire quanto siano vicini  i nostri pensieri. M'interessa quella sua limpida realtà, la spontaneità con cui si presenta a nuovo  al mondo e il modo in cui  lo fa.
Caffè? Domattina, ore nove, al bar vicino alla libreria? Io ci sarò".

E c'è anche lei a quel bar mentre  il caffè pian piano fredda.



S.

venerdì 22 aprile 2022

Confronti

Da qualche tempo la comunicazione politica si è arricchita di un nuovo personaggio di cui tutti parlano o sparlano.  Sono andata a conoscerlo per le vie del web quando è stato quasi bandito da un allarmato servizio televisivo di stato a cui ha opposto resistenza rinunciando al gettone di presenza e bandito (ingiustamente?)  da wikipedia.

La persona, a mio giudizio, è colta,  cortese, sicura, ha buona  proprietà di linguaggio e non perde mai la bussola in presenza di idee opposte. Quello che mi piace poco è quel "pieno di sè" che cozza sempre con chi sa e vuole arricchire la conversazione. Si dice un guerriero e anche  questo è impedimento alla condivisione, allo scambio di  idee che dovrebbero portare valore a quel dialogo che lui dice di non temere e pare solo subire. Fa nascere il dubbio che quel pensiero autonomo di cui parla sia il suo. 

Eppure, nonostante quel che penso di lui, credo stia offrendo un buon servizio all'informazione.  Sempre che chi l'ascolta non sia  schierato ma cerchi di farsi una sua opinione sui fatti, naturalmente. Il professore ci ha infatti costretti ad ascoltarlo, a guardare cartine datate, a leggere biografie, a mettere in dubbio altre informazioni e pareri. Ci ha insegnato una pluralità di idee a cui non eravamo più abituati.
Il personaggio, un professore, ha infranto una narrazione che mi vedeva inerme   ad un copia-incolla generale... mi sono fatta un bagno dei suoi argomenti e trovato informazioni che collimavano in parte con le sue ma altrimenti motivate.  Ho anche ritrovato il mio stimato Emanuele Giordana che mi ha insegnato quanto contino la geografia e le ragioni di tutti che vanno sempre conosciute e valutate per cercare, e mantenere, motivi di Pace e stabilità.

La sicurezza del professore, viene messa in  dubbio quando incontra qualcuno che sa... sa per avere visto,  studiato e pensato.  Qui un esempio.
Questo mi fa pensare che chi lo intervista non  sia padrone dell'argomento di cui chiede e  non sufficientemente attrezzato a controbattere.  Ecco allora che  diventa chiaro come la qualità dell'informazione sia determinante  nel permetterci di essere   attori e non solo spettatori di quel che accade. E di questo  dovremo tener conto. 



martedì 19 aprile 2022

Lettura

 

Mi sto interessando, per curiosità personale, alla lettura veloce e a quante parole e argomenti riesco a fare miei seguendo i suggerimenti  di chi sa trattare questo argomento.  Il tema è variegato, interessante e ho provato a seguire, in primis, alla lettura con il dito, come fanno i piccoli che imparano a leggere. Mi pare funzioni ma è  davvero così o mi sono lasciata suggestionare dal metodo?  Seguendo il dito storno l'attenzione dal testo? Mi pare di avere letto più in fretta (capendo il contenuto, ovviamente) o la mia è solo una sensazione, la stessa che fa sembrare che il latte bolla più velocemente se intanto apro il frigorifero per vedere cosa cucinare a cena?  

Resisto a credere (per adesso) che il mio metodo di lettura, da turista, sia il più comodo anche se è vero quel che l'esperto segnala: spesso non sappiamo descrivere a sufficienza, nel  tempo, quel che abbiamo letto e che sappiamo riferire solo a grandi linee.  

Per meglio memorizzare i contenuti di un libro viene consigliato di scrivere note sui bordi delle pagine.  Non lo farei mai ma ho l'abitudine di scriverle, a matita,   su un foglio di carta che poi lascio a fine pagine. Leggendoli dopo anni, scopro che il segnalato è ormai mio e che ho tralasciato qualcosa che ancora mi interessa approfondire.  Che bel viaggio scoprire il proprio percorso personale... 




sabato 16 aprile 2022

Piccola storia

 

Un piccolo Tir
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Dentro la grande officina, nei rumori musicali che scandiscono una costante automazione,  qualcosa di eccezionale nella sua normalità  sta  accadendo ed è  la nascita di un piccolo Tir. 
Sia chiaro, i Tir non nascono piccoli per poi crescere... perchè non sono altro che un insieme di pezzi che  vengono assemblati  da braccia umane e meccaniche, ma tutti quei  passaggi non sono sterili e possono farsi cure  atte a rendere possibile una forma di Vita. 

Nell'officina il clima è tiepido, i rumori che giungono dall'esterno sono attutiti e il nostro piccolo Tir può crescere, giorno dopo giorno, prendendo forma. Mentre ride, sobbalza e freme nei vari passaggi di lavorazione, pone   attenzione a tutto ciò che  lo circonda e cerca di  immaginare  quel mondo di cui  presto farà parte. 
Nei lunghi mesi necessari alla sua creazione, di voci ne ha ascoltate tante e lui pone attenzione a quelle dei colleghi anziani  tornati lì per aggiornarsi  e quelle umane che raccontano della  vita fuori. Sono voci preoccupate e parlano di guerra, di bombe e di vite spezzate. Lui non sa cosa sia la guerra ma inorridisce e vorrebbe zittirle. 

Qualche mese è trascorso e Tir è quasi pronto per essere consegnato. Ora che i rumori sono terminati, si può concentrare su altro.  Da qualche giorno ha acquisito una sensibilità nuova  che gli permette di percepire il vigore  delle sue ossa metalliche  e sentire  scorrere, come sangue, la linfa del  lubrificante che gli permetterà il movimento... sa anche di poter  contare sulla solidità di ogni suo singolo bullone e questo lo rende sicuro.
Ogni giorno sente in cuore, o in un luogo che ne fa le veci, un senso di potenza mai  immaginato e ne è  sorpreso e contento.  
E' bella la vita e lui contribuirà  a renderla migliore.

Il gran giorno arriva e il giovane Tir è pronto, perfetto,  lustro  e già in attesa davanti alla grande saracinesca che  lo  separa dalla  strada... è ancora buio ed è in quell'attesa  che accadde  qualcosa di  inimmaginabile... qualcosa  che gli umani chiamerebbero momento onirico. Nessuno creda che i tir non sognino perchè, vi assicuro,  lo fanno spesso e quel rumore-sbuffo che viene attribuito ai freni non è altro che un sospiro, un attimo di sospensione, un cuscinetto  fra il sogno e il reale.
Tir sta sognando il  suo primo viaggio... e  gli pare di vederlo entusiasmante, speciale, straordinario...  qualcosa che ricorderà nel futuro durante le  lunghe e noiose file autostradali che certamente  incontrerà.  Avesse già imparato a farlo, in questo momento emetterebbe  un lungo sospiro. 

Passa  di lì, proprio in quel momento, una Potenza... una delle tante, sempre all'opera, di cui l'umanità manco s'accorge,   capta il desiderio di Tir e  decide di soddisfarlo. I grandi miracoli sono inutili e il mondo si deve salvare da solo, pensa,  ma un attimo di gioia può favorire gli animi.   Sì.  

Il mattino arriva, la grande saracinesca s'alza e Tir esce per la prima volta nel sole. L'aria lo ubriaca di emozioni  e si sente talmente euforico da non notare il solletico che gli procurano gli adesivi sui fianchi. Sono grandi,  allegri e sotto la scritta  ad arco "bambini felici" ci sono manine dalle dita aperte e colorate  coi colori della bandiera della pace. 

Il carico è pronto, sono casse leggere e profumate che contengono  uova di cioccolato destinate a bimbi di tutto il mondo... bimbi  bianchi, neri, gialli, arancioni o rossi  che dovrebbero essere, per statuto,  sempre contenti. 
- Corri - gli  dicono sorridenti  la signora ed il signore   che le hanno donate -  debbono arrivare entro oggi. 
E il nostro Tir, orgoglioso di tanto incarico, parte deciso.  Corre, corre, corre mentre le campane,  in qualunque posto posteggi per consegnare il suo dolce carico, cantano a festa.  E ne hanno  ben  motivo:  è  il giorno di Pasqua. 



Sari - oggi





venerdì 8 aprile 2022

Poesiola

 


Domande inopportune

 

"Vogliamo la pace o il condizionatore acceso?"  La domanda  è mal posta,  ingiusta e poco adatta a un personaggio politico.

Al solito!!!  Si traccia una linea (dividere è semplificare brutalmente) e sulla lavagna  si posizionano i buoni della pace e i cattivi della guerra.  Sigh.

La guerra ci è stata ben raccontata, l'abbiamo  vista sparsa fra i paesi del mondo e ora è alle nostre porte perciò mi chiedo: chi mai sceglierebbe la guerra, quale folle? 

L'energia, per come la penso, non è rappresentata dal condizionatore  ma dal  lavoro perchè senza quella le aziende, anche sanitarie,  soffrono,  gli stipendi mancano e i malati muoiono.    

Ogni lavoro, anche domestico, ci viene risparmiato dall'elettricità... dallo spazzolino da denti alla scopa, passando  per la cucina, abbiamo prese elettriche sempre pronte a soddisfare ogni necessità ma questo sarà un sacrificio necessario e, sono certa, lo faremo.  

Non possiedo un climatizzatore ma ho già messo in atto risparmi energetici... questo mi farà risparmiare un poco sulla bolletta ma, soprattutto faciliterà il mio paese  nelle sue scelte. 

Quel "vogliamo la pace o il condizionatore acceso" che leggo questa mattina mi indigna... le parole contano, eccome, e noi non siamo quei sempliciotti che certo potere pensa perciò... indignatevi anche voi.  




martedì 22 marzo 2022

Canti


Benvenuta Primavera

 

mercoledì 16 marzo 2022

Proteste e pretese

 

Da giorni mi presto ad essere presente, con altre persone, davanti a un cantiere edile dove, scavando,  è stato trovato  amianto. A sei metri dal cantiere c'è una grande scuola e se i cittadini non fossero stati informati,  non si sa come sarebbe avvenuto lo smaltimento del pericoloso elemento. 

Il complesso lì in costruzione prevede tre torri di undici piani ciascuna e sorgeranno in un rione  di case alte 2/3/4 piani che li vedranno svettare a pochi metri dalle finestre di casa.  I fabbricati toglieranno aria, luce e  quindi la possibilità di installare i pannelli fotovoltaici che in questa epoca di restrizioni energetiche saranno preziosi... e costringendo  i  residenti  ad accendere la luce anche di giorno. 

Qualcuno ha obiettato che è meglio costruire in altezza piuttosto che consumare il suolo ma di aree dismesse ce ne sono altre dove costruire a piacere ma questa che stiamo monitorando è stata giudicata area  strategica e così  il potere del denaro annienterà ogni protesta e ogni logica. 

Va bè, se mi leggerete poco in questi giorni sappiate che è per via dell'impegno che mi sono assunta.  Un saluto a tutti. 

martedì 8 marzo 2022

Quanta Vitamina!

 

Ho appena letto l'ultimo articolo (i suoi non sono semplici post) di Lorenza di Iris e Libellule  che tratta di guerra, di guerre, di come  siamo fatti e come va la vita... perchè lei sa coinvolgere il mondo in un singolo fatto e nel petalo sa trovare il mondo.  

Termina dando corpo a quel che reputo un sogno, una necessaria utopia:  " ... consideriamo la guerra inutile e troppo pericolosa, e ci impegniamo a toglierla dal dizionario. Perché non ci serve, non vogliamo usare più questa parola. La scriveremo sui dizionari all'inizio, in lettere maiuscole, come parola in disuso da non dimenticare. Ci impegniamo a lavorare per toglierla dalla faccia della terra, in ogni posto dove ancora esiste". 

Chi lo desidera clicchi su Iris e Libellule per leggere tutto. 

Grazie Lorenza, mi ha sempre fatto bene leggerti. 

lunedì 7 marzo 2022

8 marzo

 


Domani ricorrerà la Giornata Internazionale della Donna.
NON è una festa, non chiamiamola così, non sviliamola.
E' un'occasione per ripensare alla parità di genere, 
salariale e sociale,  e al ripensamento dei diritti negati.
Grazie. 






giovedì 3 marzo 2022

Marcia notturna

 


Marcia notturna


Con le lanterne del tempo di guerra

si procede, e la luna ha un tenue velo,

tutte le chiare stelle ardono in cielo.

Oh, spegnete quei lumi, uomini, in terra!

Presso, nel mare, quell’argenteo gelo

trema, e ci segue. Ebbri di sonno, stanchi

di querelarsi e di cantare, i fanti

tornano sotto un luminoso cielo,

lungo il golfo che a me ricorda quello

dove nacqui, che a notte ha il tuo sorriso

malinconico, l’aria del tuo viso.

Cosi che intorno io mi ritrovi il bello

lasciato quando qui venni a marciare,

e i sonni dell’infanzia a ritrovare.


Umberto Saba


Mai guerre

 


Mai guerre

Pacifista,
così ero ieri ma
oggi non so e
combattuta 
fra le ragioni
dell'invaso
e del mondo
quasi mi sento
una disertore
dei miei stessi  
pensieri  di ieri.


Sari


mercoledì 2 marzo 2022

Uova Di Pasqua

 


Riapre oggi, mercoledì delle ceneri, il mio blog pasquale che propone ogni giorno un breve pensiero, una illustrazione, un canto o altro.  E' ancora in allestimento  perchè quest'anno ho poco da offrire e sono in ansia per le notizie che invadono ma, se non altro,  ci faremo compagnia. Eccolo QUI



sabato 26 febbraio 2022

Profumo di viole

 

  

D'inverni e di guerre non sanno
obbediscono all'unico imperativo:
Fiorire

venerdì 25 febbraio 2022

Normalità

 

             










Siamo stati finalmente a teatro!

Domani c'è compito in classe...  bigiamo la scuola?

Il prossimo mese andremo... faremo.. diremo...

Domani, glielo dirò domani.

Mamma  dov'è la mia maglietta con gli strass??? 

Ho pensato che...

Che noia! 

Ti va di andare al bowling?

Che barba questo libro.

Dormo sempre  fino a tardi la domenica.

Non abbiamo ancora deciso dove trascorreremo le vacanze.

Hai chiamato l'idraulico? 

M'è venuta un'idea meravigliosa!

Si  va al cinema questa sera?

La banca mi ha concesso il mutuo della casa.

Facciamo colazione al bar questa mattina?

..... 

..... 

..... 

 

giovedì 24 febbraio 2022

Triste giorno

 

Poca voglia di  fare il soldato
Ivano Fossati



martedì 22 febbraio 2022

Parole antiche

 

"Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo
In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare.
A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde.
E’ un esercizio che mi riesce bene.
E mi riconcilia con il mio sacro poco."

Pier Paolo Pasolini (1922 – 1975)




Che tempi

 




Pre, pre, pre, pre, pre covid




Un tempo il cliente aveva sempre  ragione, anche quando aveva torto.

Oggi il cliente ha sempre torto, anche quando ha ragione. 

Che tempi! 




martedì 15 febbraio 2022

Compleanno

 10 febbraio 2010 -  10 febbraio 2022


Il 10 febbraio questo blog ha compiuto dodici anni. 

Potessi fare una grande festa, inviterei tutti voi, amiche ed amici che mi fate compagnia e siete presenti  in modi variegati e  interessanti. 



Grazie a tutti voi, cari vicini di casa. 




lunedì 14 febbraio 2022

San Valentino per Juvenal Nunes


Partecipo alla Prima Celebrazione di San Valentino
del poeta Juvenal Nunes 



Dimmelo

con gli occhi 

con un gesto

con un abbraccio

Dimmelo oggi

proprio oggi

e conserverò 

questo momento

in un vecchio libro

come si fa con i fiori

che, seppure secchi

conservano il profumo.



Sari





 

venerdì 11 febbraio 2022

Artiste

 Non credo sia possibile, per chi vive sotto questo cielo tricolore, ignorare il festival di Sanremo perchè della settimana canora si sa tutto e ogni fatto, in quei giorni,  viene riferito all'evento. 

Ho ascoltato qualche brano in replay ma ho prestato attenzione a tutte le cover che sempre mi incuriosiscono. Fra queste ne cito due: quella della splendida (sempre) Elisa e il duetto di Emma e Francesca Michielin. Ognuna di loro è stata potente in modo personale offrendo un'ottima prestazione. 

Se non ci si lascia irretire dalla brava ed energica ballerina e si presta attenzione al sonoro, si nota come Elisa (meravigliosamente scalza) non sbagli una nota e metta tutto quel che ha nel trascinante brano scelto.

Emma e Michielin sono state bravissime, (ottime voci, niente sbavature o forzature) sia a mischiare le loro voci così diverse che nell'animazione del brano che è stata misurata ma fresca.  

Eccole qua: 


Il video non è più disponibile... peccato

What a feeling' - Elisa

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Il video non è più disponibile... peccato

'Baby one more time'  - Emma e Francesca Michielin


mercoledì 9 febbraio 2022

Un raccontino (seconda parte)

 La sposa

(prima parte)


Un brillìo attira il suo sguardo... eccolo lì il perfido e dispettoso anello,  s'è posato sul gradino a un passo da lei e pare chiamarla.  Allunga prontamente  la mano ma  il movimento incauto le fa perdere l'equilibrio. Si rialza,  spettinata e strappata, è decisa  in qualsiasi modo  a risalire... ma la vegetazione pare volerla avvolgere con spine da cui non sa districarsi e si sente prigioniera. 

Nel cielo perfettamente azzurro, un aereo s'annuncia  e lei , inutilmente speranzosa alza le mani in segno di saluto e d'aiuto. La vedranno, la soccorreranno?   Si guarda ancora una volta attorno... la situazione in cui si trova ha un che di grottesco, tanto che le viene da ridere ma le ferite cominciano  a bruciare e s'abbandona a un pianto disperato... almeno quello lo sentiranno gli invitati, sua madre, suo padre, suo fratello, le amiche... 

Le lacrime ingigantiscono l'oro della fede che è sempre lì,   a un passo dalle sue dita e a questo punto, indispettita, decide di raccogliere la sfida  che quel piccolo monile pare lanciarle.   In fondo basta sporgersi un  po'... ancora un po'... ancora un po'...    Perde l'equilibrio e, senza appigli, cade nuovamente e questa volta non si rialza,  rimane così, a occhi chiusi e braccia aperte  sui rovi.  Il  viso segnato da lacrime nere e l'abito ridotto a un cencio  macchiato di sangue  la fanno rassomigliare alla  giovane protagonista di un film noir.  

L'hanno cercata dappertutto e qualche ora dopo la trovano. E' immobile, un filo di sangue segue i contorni del viso e   pare accarezzarlo.   Accanto alla sua mano sinistra la fede del marito brilla sul sasso.  Si grida di sollievo e di spavento. 

Lo sposo la guarda impietrito, inorridito ed è il padre a soccorrerla, a portarla a braccia mentre la madre chiama  convulsamente il 118.

Raggi, tac, medicazioni multiple  e il braccio sinistro imprigionato nel tutore sono l'esito dell'avventura occorsa in quel giorno  che doveva essere il più bello della sua vita di sposa.  La piccola fede è sul tavolino da notte e lei non intende usarla più. Lo sposo non si è fatto vedere (odia gli ospedali)   ma chiama al cellulare e manda messaggi su messaggi a cui lei ha smesso di rispondere. Sarà semplice annullare le nozze e il suo sarà il matrimonio più breve della storia. 

Domani verrà dimessa ma non abiterà la casa coniugale... tornerà nella sua di ragazza, butterà  le  scarpe tacco dodici, si  licenzierà dallo studio di cui non condivide le scelte,  contatterà la ditta tedesca che le aveva offerto l'allettante posto di lavoro  e  sa che quella vita  le piacerà.  Nel dormiveglia, e nonostante tutto,  sorride e benedice quella fede ballerina  a cui aveva posato un bacio prima d'infilarla al  dito del suo sposo. La ringrazia per essersi prestata al gioco di un destino  che s'è intrufolato nella sua vita, seppure in modo  stravagante e doloroso e si appresta al riposo.  

Nella semincoscienza che precede il sonno vede un cielo limpido dove vola  un aereo: è quello che aveva salutato dai rovi  e nota che sta lasciando una scia.  Legge:  sii il destino di te stessa.

                                                                               Fine

Sari

 

martedì 8 febbraio 2022

Un raccontino

 La sposa


La sposa in abito  bianco spicca  nel verde che attornia la bella location dove si sta svolgendo la festa di nozze; è radiosamente bella e felice. Il momento è quello delle chiacchiere, del buon rinfresco che si consuma fra  l'allegria che  ha già contagiato  tutti e degli abbracci fra persone che si vedono, con piacere,  solamente a matrimoni e funerali. 

La sposa è un architetto che  ha messo da parte il suo sogno di occuparsi  di  bioarchitettura e altrettanto ha fatto con la pubblicazione della sua tesi di laurea sull'edilizia  sostenibile.  Ha accantonato anche  il contratto che l'avrebbe portata a viaggiare  perchè il suo fidanzato l'aveva fortemente indirizzata in uno studio cittadino che avrebbe permesso alla famiglia di cenare ogni sera insieme.   

Lo sposo  è un ingegnere con una brillante carriera avviata e un radioso futuro davanti.  Ha mille amicizie, mille contatti e qualcuno di loro è stato invitato utilmente  alle nozze.  Ora è  al centro del gruppo di amici di  "chiacchiere & scherzi", ha fra le dita un calice e la sua risata allegra sovrasta la piccola folla che si spiega attorno al buffet.

La sposa invece è vicino alla breve scalinata che porta a un fascinoso giardino incolto dove i fiori di un'antico giardiniere mischiano felicemente con quelli spontanei, altrettanto belli. Chiacchiera con le amiche a cui racconta, con entusiasmo,  dell'imminente viaggio di nozze.   Una  piccola band musicale comincia a suonare in sordina... fra poco si ballerà e loro trasformeranno lo spazio all'aperto in discoteca. L'atmosfera è dolcemente rilassata e la felicità è alla portata di tutti. 

In un  insolito gesto d'esuberante allegria, lo sposo  butta in aria un braccio e vede   la fede  sfilare dall'anulare  per  volare lontano. Il cerchietto atterra a balzelli sui gradini dove sosta la sposa con le amiche, fa una breve giravolta e rotola verso la scalinata.  Allarmato,  lo sposo chiede all'appena dichiarata moglie di raccoglierla.  

- E' lì, guarda, è lì vicino a te - dice concitato.

Lei sta parlando con un'amica,  non sa di quel che sta succedendo ma si volge dove lui indica e comincia a scendere i pochi gradini. E' impacciata a causa di  quei tacchi altissimi che lui da tempo le chiede di indossare  ma l'anello, pensa,  si fermerà qui vicino, fra i primi cespugli. 

Eccolo lì il fuggitivo, lei si china per afferrarlo ma le sfugge rotolando chissà dove.  Dice  al marito che no, non può proseguire... e indica  le sue  scarpe inadatte.   Ma lui l'incalza. 

- E che sarà mai -  le dice ridendo.

- Cominciano i tuoi doveri di moglie -  la deridono gli amici burloni.

Lei sorride, scende ancora qualche gradino, non vede più l'anello e non sa che fare, vorrebbe risalire e si volta  per farlo ma suo padre l'esorta, la madre la guarda con apprensione  ma tace. Le amiche paiono fare il tifo per quell'insolito  "inseguimento dell'anello perduto" e ridono.  Gli amici  le danno indicazioni poco probabili e le burle producono forti risa... lei  ride con loro, sta al gioco,  allunga la mano, scosta e cerca ma la fede nuziale, che  pare stregata, si mostra e si nasconde in quello che pare un suo  personale gioco. 

- Vieni ad aiutarmi - invoca il marito.

- Arrivo fra un attimo - le risponde. 

Lui però tarda, lei è in una posizione scomoda e scende qualche gradino di quella scala che, da breve, pare allungarsi man mano che scende.  Ogni tanto si volta per  vedere se lui arriva ma no, non  c'è.  

I fiori spariscono e la vegetazione diventa un intreccio di  rovi;  lei non se la sente  di proseguire  e chiama il marito con voce imperiosa.  Lui non c'è,  nessuno la sente, il gioco dell'anello perduto è finito e chi la seguiva con lo sguardo ha abbandonato l'improvvisato divertimento.  Le voci allegre della festa paiono provenire da un altro mondo da cui si sente esclusa... quasi offesa...   ma non le resta che continuare a cercare, deve farlo o la fede benedetta sarà perduta. 

Cerca, scruta... ma ad una piccola giravolta   il vestito s'impiglia ai rovi  infittiti e, per buon peso,  il sottilissimo tacco d'una scarpa s'incastra in una crepa della scalinata e non ne vuole sapere di staccarsi.  Si china per districarlo e quel  movimento brusco provoca un suono  che denuncia lo strappo di una parte del prezioso abito.   Nel raccogliere i lembi  di pizzo s'accorge di sanguinare e  quella è la goccia che fa traboccare il vaso.   Stranita, stanca, preoccupata e ormai resa, si volta  e grida, sa che il piccolo piazzale è pieno di gente,  qualcuno la sentirà e la soccorrerà.  

Nessuno la sente ma non si scoraggia...  lei è la sposa,  si dice rassicurandosi,  è il giorno più bello d'una vita, la cercheranno per le foto,  la troveranno. 

- Torno indietro - pensa - anche senza anello. 

Si guarda attorno per progettare la risalita scoprendo d'essere scesa oltre il previsto e  la cima della scalinata  ora le pare  un buco di luce lontano dove a tratti  compaiono e scompaiono gli invitati come   brevi  brandelli colorati  in movimento. 

Il  piede scalzo la impensierisce,  vorrebbe un corrimano  e anche  sedersi per riposare ma non c'è modo di farlo e appoggiata ad un piccolo pilastro, residuo di chissacchè,  pensa al daffare. 


Sari 

(continua)


sabato 5 febbraio 2022

Pensieri

 

Che dicono, che fanno,  questi giovani e ragazzini d'oggi, sempre sui titoli di giornale  a causa di proteste, fatti e fattacci... quasi a riprendersi una visibilità troppo a lungo negata?  Dovrebbero  preoccuparci?  Sì,  e la cosa è urgente. Dovremmo,  non per condannarli ma per farci un esame di coscienza. 

Questi giovani sono i nostri figli e noi, governo e società compresi, li abbiamo cresciuti così...  lasciati senza adeguati mezzi di apprendimento, soli davanti a una tv o uno smartphone, elogiati se vincitori ma soli davanti ai mille risvolti di una società complessa che pare non avere cuore nè cura. Soli... e lo sanno.  Vedono che il mondo sta cambiando, è cambiato e cambierà senza tenere conto delle loro vite e speranze. E noi che abbiamo fatto per  quelle vite di cui  dovremmo sentirci responsabili?  Noi adulti non abbiamo fiatato quando sistematicamente hanno fatto tagli alla scuola che un tempo era il nostro fiore all'occhiello e oggi ci vede, per qualità e abbandono,  agli ultimi posti. Non ci siamo seduti accanto a loro... non abbiamo spiegato,  spiato e monitorato  il loro crescere, preoccupati, purtroppo spesso giustamente, d'altro. 

Questi nostri giovani non hanno avuto l'occhio vigile dei nonni, anche loro occupati dal lavoro... nessuno ad aiutarli a  riflettere su ciò che produce bene e ciò che porta conseguentemente al male. Nessuno a insegnare il lecito e il suo contrario. Li abbiamo difesi, questo sì, incolpando insegnanti o allenatori sportivi dei cattivi comportamenti quando questi segnali avrebbero dovuto, invece,  allarmarci e indirizzarci. 

Cos'è bene e cosa è male l'hanno imparato dalla tv e dai mezzi di comunicazione,  spesso violenti, volgari, diseducativi e senza riguardo per i loro giovani cuori.  Dalla pubblicità hanno saputo che ci si può inoltrare ovunque si voglia andare, sempre. 

Poveri ragazzi... e poveri genitori che, tornando a casa la sera  non hanno riposo ma problemi da risolvere senza saperlo fare.  

Questi giovani sono troppo soli, non hanno validi  referenti,  non vedono futuro e se protestano o solidarizzano  per una vita persa, a scuola,  rischiano di finire al pronto soccorso.  Che ne sappiamo noi adulti della solidarietà concreta? 

Da tempo si sa che l'alternanza scuola-lavoro non va se non in pochi casi. Se non c'è vera  formazione quello è lavoro minorile  non pagato, sfruttamento, manodopera gratuita,  tempo perso... quando non si perde addirittura la vita.   

Vogliamo dire a questi giovani che  (pur non capendoli perchè abbiamo vissuto una stagione dove era possibile disegnare il futuro e uno stipendio a garanzia delle nostre speranze) che  siamo dalla loro parte?  Vogliamo cercare di metterci accanto e non contro?  Non limitiamoci a leggere  strilli di giornali che già condannano... cerchiamo di sapere per davvero, di capire e solidarizzare, una volta tanto. 

A quanto ho capito da quel che ho letto da più parti, i ragazzi che hanno chiesto di rivedere l'esame di maturità, non cercavano sconti o scorciatoie ma di rivedere e riconsiderare il loro percorso scolastico in questi due anni di sbandamento e di decisioni prese sulle loro teste.  Noi che  li vorremmo maturi, questi ragazzi...  chiediamoci cosa sia la maturità, riflettendo anche sulla nostra di adulti. 


Sari







martedì 1 febbraio 2022

C'è tempo?

 C''è tempo - Ivano Fossati - 2003




sabato 29 gennaio 2022

Pausa

 






Alto è il sole sul castello

cosa fa stamane il gallo?

S'è scordato di cantare

ed il mondo sta a poltrire!

Guarda un po' questo galletto

tutta notte sta sul tetto

a guardar le stelline

(sarà stufo di galline?)

Pensa lui con sufficienza:

questa Sari... che pazienza

dal dottore deve andare

già da ore sto a cantare!!!


Sari  (in un tempo spensierato)


mercoledì 26 gennaio 2022

Giochi


Da qualche tempo mi approccio all'informazione fermandomi ai titoli scoprendo di non perdere granchè. Qualche eccezione la riservo per firme che hanno qualcosa da dire oltre la riga in grassetto, senza guardare la parte politica verso la quale immagino siano orientate.  

Sull'elezione del Capo dello Stato ho letto un po' qua e là fermandomi , una manciata di giorni fa, su due pareri riguardanti  due candidati. 

Un lucido ed esauriente  Tomaso Montanari   li cassa entrambi motivando da par suo mentre il bravo Feltri  ne mette in luce uno. 

Sono entrambi interessanti, da leggere, ma mi soffermo sulla chiusa di  Stefano Feltri.    Non credo che chiederemo conto di alcunchè alla politica... a noi elettori piace scommettere,  quando va bene, sul risultato di certi giochi di potere,  seppure spudorati.  A noi  piace "stare a vedere" chi vince e chi perde. Non pensiamo, non sappiamo quanto questo sia innaturale e dannoso per quel futuro che non è solo nostro e di cui ci lamenteremo, incoscientemente immobili e immorali. 



venerdì 14 gennaio 2022

Scie

 Ci sono persone che producono  una scia di bene dentro te.

Ce ne sono altre che tolgono un poco di quel "te"  che è poi difficile  ricostruire. 

Sari



martedì 11 gennaio 2022

David Sassoli, grazie

 

David Sassoli era (doloroso imperfetto)  una persona colta, educata,  competente che prendeva sul serio ogni impegno. Era una brava persona, riconosciuta da tutti.

Pare incredibile dover morire a 65 anni senza che una qualche incredibile scoperta medica gli salvasse la vita. Peccato, davvero. Mancherà... in ognuno dei ruoli che la vita gli aveva assegnato. 

Fra le tante, ho scelto di ricordarlo in questa foto che lo ritrae serio ma con un guizzo di sorriso negli occhi. 

Un saluto grato.  

venerdì 7 gennaio 2022

Volare alto

 

Mi piacerebbe discorrere con il filosofo Cimatti  ed essere in grado di dire  qualcosa che gli provochi quel suo radiofonico sbuffo che sta fra il sorriso e  la soddisfazione...  un suono che  significa condivisione, estrema vicinanza di  pensiero e, soprattutto, stima. 

Vabbè, sognare si può e se non si sogna in grande che si sogna a fare... 




lunedì 3 gennaio 2022

Requiem

 


-  Requiem -

Wolfgang Amadeus Mozart
Riccardo Muti dirige la  Philadelphia Orchestra 



                                                

domenica 2 gennaio 2022

Parole per cambiare modi e mondi

Comandassi sui termini  di uso comune, abolirei totalmente dalla comunicazione le parole  influencer, sexy, tutte quelle straniere (non necessarie) considerate talvolta come tali anche dagli stranieri stessi, quelle violente e le sigle.   

Darei nuova dignità  alle parole amore, politica, obbligo, maschile, normalità, femminilenecessità, amicizia

Scriverei in cielo, visibile da ogni latitudine,  due parole  in una lingua universale: rispetto  e frasorellanza*

Queste le parole che mi sono venute alla mente, ma ce ne sarebbero sicuramente altre. Sarebbe bello, e necessario, ripartire a nuovo dalle parole con cui comunichiamo.

Buon anno.


*Grazie Alberto



sabato 1 gennaio 2022

giovedì 30 dicembre 2021

Buon Anno

 

 Benedizione celtica


Che tu abbia tempo per la pazienza,

tempo per comprendere,

tempo per ricordare le cose buone fatte e da fare.

Tempo per credere nei tuoi compagni di viaggio,

tempo per capire quanto valga un amico.

 

Che le braccia del Signore ti cingano quando esci e quando torni.

Nel nome di Dio che ha fatto un sentiero sulle onde,

possa egli condurti sano e salvo a casa al termine di ogni giornata.


Buon Anno!



Fiducia





L'eccessiva fiducia produce ben più danni di chi non ne ha affatto.

                                                 Sari

mercoledì 22 dicembre 2021

Buon Natale

Auguri!
A te che condividi gli argomenti che mi appassionano,
e leggi le piccole  storie  che scrivo 
A te che mi fai compagnia con quel che scrivi
arricchendo  il mio bagaglio di conoscenza.
A  tutti voi miei vicini di casa e alle vostre finestre 
aperte e accoglienti
porgo tanti auguri per un Natale sereno e gioioso.
 Buon Natale





 

sabato 18 dicembre 2021

Saluto a Francesco Zaffuto

Nella pagina di Arpa Eolica la famiglia comunica la scomparsa dell'autore Francesco Zaffuto. 

Chi desidera può lasciare anche solo un saluto.

QUI  il link di Arpa Eolica




mercoledì 15 dicembre 2021

Natale Express

Ogni anno la brava Sciarada del blog  Anima Mundi organizza un viaggio attraversando i blog per attendere insieme il  S. Natale.  Il treno è il Natale Express oggi ferma  a VoceDiVento 



Accolgo i passeggeri con... 

Il mio acrostico natalizio    


     

   VieniEterno  - Gesù LietiIncessantementeAttendiamo 





Un piccolo racconto che ha per titolo

- Il   Natale   di   Borbottino -

 

L'inverno, annunciato da sgarbati venti  autunnali,  stava arrivando a grandi passi e  la famiglia Borbotti, come tutti gli esemplari della loro specie,  era già  al sicuro nella calda tana, desiderosi si abbandonarsi al lungo sonno stagionale che li avrebbe preservati fino a primavera  quando... un suono lontano fece sobbalzare il piccolo Borbottino.

- Chi è, che sarà mai ? -  chiese strofinandosi gli occhi.

- Nulla - disse mamma Borbotta  mezzo assonnata, stiracchiandosi - Chi suona  sta anticipando  la festa di Natale, un evento umano che non fa per noi.  Questo è il tuo primo letargo - aggiunse carezzandolo - buon riposo  piccolo mio.

- Oh no, io non voglio dormire - disse Borbottino  ergendosi in tutta la sua breve altezza -  voglio vedere il Natale, ne parla mezza foresta e vorrei proprio partecipare. 

Così dicendo Borbottino si alzò, spolverò qualche filo d'erba  dalle piccole spalle e si avviò all'uscita della tana.

Mamma Borbotta volse lo sguardo al suo compagno che, steso nella paglia, dormiva profondamente.  Aveva fatto un buon lavoro rendendo calda e sicura la loro tana  e, dopo tanto impegno, era sicuramente  stanco. Guardò anche il figlio e, vedendo che intendeva uscire per davvero, con occhi gonfi di sonno si alzò  e lo raggiunse. 

- Ragiona figliolo,  non potremo mai partecipare al  Natale perchè  si festeggerà  nel freddo  inverno e se la nostra specie non si abbandona  al lungo sonno invernale non sopravviverà. Rassegnati e torniamo  a dormire.

Ma il piccolo non era disposto ad ascoltarla e mamma Borbotta, che sapeva quanto fosse testardo quel suo cucciolo, pur sospirando di disappunto  cercò di mediare concedendogli  di  uscire per cercare un amico che potesse assistere in vece sua alla grande festa,  per poi  goderne il racconto a primavera. 

- Dieci minuti sai, non uno di più.  

Borbottino non se lo fece ripetere due volte e  corse  a cercare  il Merlo dal collare bianco, suo  maestro  di chiacchiere. Lo trovò fra i rami di un rovo e lo chiamò.


- Amico Merlo, sai quanto mi piacerebbe assistere al Natale, vedere la grande Stella e tutto il resto di cui il bosco già parla  perciò,  ti prego, dimmi che al mio risveglio mi porterai un segno del Natale e ne farai un dettagliato racconto. 

- Fifiufirulì... vedrò che posso fare - disse  il Merlo dal collare bianco fiondandosi su una bacca appena caduta -  Tra poco arriverà la sera e occorre spicciarsi. 

- E chiedi in giro se fosse possibile spostare la festa in autunno, così che il prossimo anno possa parteciparvi - insistette Borbottino. 

-  Fric cio cio cio...  conosco un abete che ogni anno trema di spavento  quando si avvicina Natale... chiederò a lui di parlarmi di questa festa di cui so poco. 

- Fai presto, per favore, comincio a cadere dal sonno. 

Merlo dal collare bianco volò via ma tornò poco dopo per dirgli che no, non era possibile spostare la festa  e che l'amico Abete Bianco s'era commosso  così tanto sentendo della sua richiesta da avere progettato per lui un dono natalizio molto speciale.  

- Uhm, ma sarà come  un vero Natale? -  chiese Borbottino con tono sospettoso.

- Eh quante ne vuoi sapere - disse il Merlo che non  sapeva  che rispondere...  mai che gli si chiedesse delle sostanze nutritive delle bacche rosse e come si diversificassero dalle violacee...  

- Firulìfirulà... ecco...  - tagliò corto Merlo - occorre accontentarsi nella vita, sei ancora piccolo ma lo imparerai presto. Fai gli ultimi preparativi per il lungo sonno e torna qui tra dieci minuti, ti aspetterà, come assicura Abete, una sorpresa. 

Furono i dieci minuti più lunghi della sua vita ma trascorsero e Borbottino uscì dalla tana con la mamma  cui aveva raccontato delle promesse di Merlo. 

La prima cosa che udì  avvicinandosi alla soglia della tana, fu uno strano suono che somigliava a una musica. E infatti lo era e i suonatori erano Vento e  le delicate Foglie che, avvoltolate dal suo soffio, producevano un suono armonioso. Subito dal bosco sbucarono gli abitanti della foresta, gli uccellini maestri di canto spiegarono le piccole gole e intonarono canti a cui, ognuno con la voce di cui madre natura lo aveva dotato, fece coro. 

Il suono che ne risultava era disarmonico, disarticolato, cacofonico e a tratti  stridente ma così pieno di sentimento che tutta la foresta rimase immobile ad ascoltare.  Mai si sentì musica più bella. 

Borbottino  guardò stupito quelle bocche che cercavano di accordarsi, d'ingentilirsi  e di dondolarsi seguendo un personale senso artistico e l'emozione divenne quasi un groppo in gola. Era un vero canto d'amore.  

Li guardò uno ad uno senza trovarli  stonati e ridicoli, di voce troppo alta o troppo roca...  e più li guardava più la sua commozione divampava.  La musica era attorno e dentro lui, come una calda coperta da cui si sentiva avvolto.  Tutti erano lì, per lui,  e stavano emettendo suoni, fino a quel momento a loro  proibiti,   per farlo contento. 

Intanto in cielo, quasi comandata,  s'accendeva una stella  e nella prima oscurità a lui parve essere la Cometa di cui aveva sentito parlare. 




Col cuore pieno di commossa gioia, gli occhi pieni di lacrime buone, disse a Merlo:  

- E'  questo, è così  il Natale? E' la gioia che ho in cuore? Allora è  potente il Natale perchè ha toccato anche  il cuoricino degli  amici della foresta che hanno cantato per me. 

E poi guardandolo meglio:

- Vedo che l'emozione  ha preso anche te amico mio. 

Merlo, imbarazzato, batté le ali ma rimase sul ramo. 

- Sono feliceeeeeeeeee - urlò al cielo e gli parve di sentire l'eco portare il suo grido fino a valle. 

- Vi ringrazio tutti - disse ad alta voce quando il coro sfumò  -  oggi  è Natale nel cuore,  ed ora che so cos'è lo cercherò   al risveglio e in ogni stagione. 

Il Merlo dal collare bianco volò su un rametto facendolo dondolare e sperò che il discorso del Natale fosse concluso perchè non aveva capito fino in fondo la questione che l'amico Abete gli aveva spiegato... ma se era come aveva detto Borbottino, se era quel che sentiva in petto anche lui, beh,  il Natale era una gran bella cosa.

Borbottino ringraziò ancora una volta Vento, Foglie, Animali (con le ali o senza)  e crollò fra le braccia di messer Letargo proprio  sulla soglia della tana. Mamma Borbotta, intorpidita dal freddo,  lo prese fra le zampette anteriori, lo trascinò a stento nella tana e barcollando verso il giaciglio vi  si lasciò cadere accanto al figlio che s'era addormentato  sorridendo. 

Sorrise anche lei e mentre si abbandonava al sonno pensò che a primavera avrebbe messo ordine nel gomitolo di pensieri che il suo figliolo  aveva, con la sua ostinazione, attivato.

Dallo spiraglio  che babbo Borbotto aveva prudentemente lasciato per il ricambio dell'aria, un angioletto in ricognizione captò  il profumo del sentimento che ancora aleggiava attorno a Borbottino addormentato,  si commosse, s'accoccolò su un alto ramo e, soddisfatto,  s'addormentò. 


Fine

s.

 

                                          

E per  ultimo, ecco  un breve Rebus

Rebus (frase 6 - 7 - 1 - 8)


Appena venuta al mondo

Pronome femminile 

N

Società Italiana Ematologia

Io accusativo

Strumento per abbattere

Ampia insenatura

 

 


Domani 15 dicembre,  il testimone passerà  a    Negus  del blog Ad Nutum

Buon Avvento a tutti


Sari