- "La pace è più importante di ogni giustizia; e la pace non fu fatta per amore della giustizia, ma la giustizia per amor della pace" - Martin Lutero -

martedì 2 agosto 2022

2 agosto, ieri e oggi

 

Bologna è una città generosa, che sa muoversi in fretta e  42 anni fa queste qualità furono messe alla prova.  

In quel  caldissimo giorno di agosto stavo riponendo la spesa, i miei tre piccolini giocavano nelle loro stanze e la radio era, come sempre, accesa. Una notizia interruppe il programma musicale e riguardava lo scoppio di una caldaia alla stazione centrale. Quella immediatamente successiva disse di morti e feriti. Tanti. La terza chiedeva a chiunque avesse competenze di soccorso a vario genere di precipitarsi in stazione. Poi si chiese a tutti di donare sangue, di lasciare libere le linee telefoniche e le strade, raccomandava di spostarsi solo per casi urgenti e fu fornito un numero telefonico per avere notizie di parenti o amici. Gli ospedali della città e dintorni divennero un organizzato  formicaio e tutta la città  rimase sintonizzata su diverse stazioni radiofoniche che, unitamente alla tv, raccontavano il disastro.

La città, tutta, s'era messa in moto. Medici e infermieri tornarono dalle ferie, i giovani arrivati numerosi in bicicletta scavarono spesso a mani nude per raggiungere i sepolti e chi aveva mezzi di trasporto li mise a disposizione. I soccorritori furono sfamati e sostentati da ristoratori generosi e chi veniva da lontano fu ospitato.  La gara di generosità fu vinta da tutti.

I ferrovieri dissero subito che no, di caldaie lì non ce n'erano  e i vigili del fuoco videro chiari segni di una bomba ad alto potenziale. Si fosse saputo subito, si sarebbero allertate le frontiere, messi posti di blocco e altro di cui non ricordo... invece quello della caldaia risultò il primo dei depistaggi che sarebbero seguiti. 

A distanza di tanti anni ricordo, grata,   il primo presidente della Associazione dei Familiari delle Vittime Torquato Secci, il suo successore Paolo Bolognesi, la segretaria storica Paola Sola e le tante persone che, a vario titolo, si sono impegnate usando tempo e denari propri  per sostenere e seguire con tenace e fedele costanza la vicenda processuale che ne è seguita.  

Oggi che ci si sta avvicinando  a una verità a lungo negata, provo riconoscenza verso l'Associazione che mi ha educata a pretendere verità, legalità e a non demordere. mai 




lunedì 1 agosto 2022

Svolte

 


"Destra Sinistra"  - 2001 -   Giorgio Gaber  

-.-.-.-.-.-

Nessuno le somiglia né sa cosa esattamente  sia,  nessuno ha la certezza della sua esistenza  ma tutti fingono e continua ad essere sulla bocca di tutti.  Ma è inutile cercarla... sia in cielo che nel fango...  non verrà trovata  perchè la Sinistra  non esiste. Inutilmente si è pregato quelli che parevano legittimi possessori di farci sperare, di dirci almeno "qualcosa di sinistra"... macchè, niente da fare. 

Facendo ingiustamente di tutta l'erba un fascio, affermo che noi siamo gente a cui bastano le parole più dei fatti. Gente che sa tifare ma non prendere parte. Gente che scorda e avalla, con comportamenti e scelte, il peggio. Gente del  "perchè proprio a me"  che non sa pensare il "perche NON a me?" 

Chiedo il miracolo dell'"Oggi tocca a me".




martedì 19 luglio 2022

Matilde è

Matilde è nata in anni lontani ma  in  cuore, spirito e mente  ha conservato i tratti di una giovane e brillante ragazza. La spontanea generosità e allegria le hanno fatto guadagnare amicizie  durature e la sua risata, misurata ma piena e cordiale, ha allietato tanti nostri incontri... la sua saggezza  poi, mai esibita,  mi è ancora utile e la terrò come oggetto di cui avere cura.

Matilde è nata due volte, l'ultima l'altro ieri e il fatto non deve rattristare troppo perchè, ne sono certa, avrà già trovato modo di sistemarsi e relazionarsi con soddisfazione  nel luogo dove ora abita. 

Qui ha lasciato un'eredità sostanziosa e dovremo farcela bastare a lungo, come si fa col per sempre.  

Ciao piemontesina.







mercoledì 15 giugno 2022

Attimi di vita 2

 Seconda parte



Dopo la pausa di quiete,  senza motivo,  tutto cambia, Lei apre gli occhi   e  la luce che vi si scorge  assicura chi la guarda che Lei è tornata.  

La Lei ridestata respira a fondo e fa il gesto di rialzarsi  ma poi ci ripensa e si abbandona allo schienale della poltrona, immobile, quasi che un solo gesto possa risvegliare l'Altra.   Quell'Altra  di cui sa. Una nemica  che  la chiude in un bosco buio e le  impedisce  di volare, di produrre sogni capaci e conduce  a terra tutto ciò che vive solo in cielo.   La conosce ma decide di sfidarla, di non darle spazio... non  ora, proprio ora che è tornata senza sapere quanto resterà.

Lucida e padrona, gira lo sguardo intorno,  poi s'alza, cammina e riprende possesso di quel che è suo. Accarezza soprammobili, sposta cornici di fotografie che ritraggono persone a cui  sa dare nome e si ferma accanto alla libreria colma e ordinata  che ama tanto.  Sfila un libro dallo scaffale e lo apre a caso su una pagina che presenta  righe  sottolineate. Lo richiude e sosta con la mano aperta sulla copertina, in segno di possesso.  La sottolineatura è  la sua  d'adolescente, quando mente e cuore erano potenti e governabili.

Un fiotto di felicità l'invade, ora sa che l'Altra si impossesserà  solo di una parte di lei perché il resto, quello che conta,  è dentro una cassaforte di cui solo lei conosce la combinazione. Anche i ricordi sono chiusi lì, disponibili e suoi, suoi per sempre e inattaccabili.   

Per un attimo prova l'urgenza del fare di chi sa  che di tempo ce n'è poco ma poi si rilassa...  userà altrimenti quello spazio, poco o tanto che sia . Le piace scrivere e l'ha fatto  tanto bene da essere  pubblicata  da un grande editore. Cerca fra gli scaffali e trova il ripiano  che mostra  copertine dai colori pastello che recano stampato  il suo nome...  li  sfila per  accarezzarli tutti.  Uno ad uno. 

- Quel male che corrode  mente e ricordi  - pensa -  mi  sta offrendo tregua,  non so quanta o se  per sempre  ma ora sono qui, ancora qui, non risanata ma rinata e godrò d'ogni attimo che strapperò all'Altra.  

- Signora, l'accompagno a letto?  - dice Agostina alle sue spalle.

- No cara, sono meravigliosamente desta e intendo rimanerlo a lungo.  Grazie, vai pure a dormire. 

Agostina sbalordisce ed è felice dell'insperato ritorno, accosta piano la porta  e corre al telefono. 

Lei accende la lampada accanto al divano, sceglie un libro e un altro e un altro ancora,  siede, accavalla le gambe e sospira lieta su pagine  già lette e da rileggere. 

Adesso che nel suo cielo feriale  si è aperto uno squarcio  non può dormire, adesso è tempo di  godere di sè, del suo cuore,  della mente  e di assaporarne i frutti. 

Si alza e siede al tavolo da lavoro.

Forse domattina non ricorderò  questi momenti, pensa, ma non sprecherò questa felicità d'oggi che sarà a difesa di qualsiasi  domani. 

- Agostina - dice con voce ferma - per favore può portarmi  la mia lettera 22? 


Fine


Sari, ieri. 



martedì 14 giugno 2022

Attimi di vita 1

Prima parte


La sera invernale è limpida, fra un attimo i lampioni del giardino si accenderanno e Lei si avvicina alla porta finestra per non perdere quell'attimo  trapuntato di stelle che fra poco la luce artificiale smorzerà. Il vapore che sale  dalla tazza di tisana  che stringe fra le mani  raggiunge il vetro appannandolo.  Lei lo guarda infittirsi fino a formare una gocciolina che piano scende lungo la superficie liscia formando un rigagnolo... d'istinto allunga un dito per disperderla e nel gesto infantile  ritrova la voce della madre che la riprende perchè intende mantenere puliti i vetri e rivive le scommesse con la sorella  sui tempi di arrivo delle gocce, che orientate dal fiato, daranno la vittoria a quella che arriverà ultima alla cornice di legno dell'imposta.  Sorride spensierata  a quell'antico  ricordo ma un istante dopo il  vapore della tisana è tornato solamente una  chiazza sul vetro. 

Posa la tazza sul marmo del tavolino, la tisana non le piace ma chi gliela porge ogni sera sa essere  convincente e lei non vuole essere scortese.  Si riavvicina alla finestra... il cielo l'ha sempre attratta ed in quello reso più scuro  dai lampioni ora accesi, le pare di vedere un volto: chi è, chi c'è là fuori?  Non sa. Non sa ma deve sapere, è importante.  Sempre più importante. S'agita, il cuore accelera i battiti e  sente  impellente il desiderio di chiedere ma non  sa cosa e come...   il respiro si fa pesante e il lobo dell'orecchio tormentato dalla mano che rigira la perla dell'orecchino comincia a dolerle.  

D'improvviso   si ferma  e lo sguardo rischiara...   sì, il volto è quello di suo marito.  Oppure no,  e si riabbuia nuovamente, è quello di suo figlio. L'agitazione la  riprende, qualcosa non va e chiede rimedio...  aria, ha bisogno d'aria, allunga la mano  per aprire la portafinestra che dà sul giardino e la scopre  chiusa a chiave e nella toppa la chiave non c'è.  Ora il male, quel male,  cresce  e Lei grida di spavento. 

- Va tutto bene - dice una voce gentile accarezzandole  piano le braccia - Ora le porto un'altra tisana perchè  questa è ormai fredda.

- No, grazie Agostina - dice Lei chiedendosi come mai conosce il nome di quella sconosciuta -   Hai ragione, va tutto bene. 

Agostina se ne va, almeno lo fa credere, e  dopo  le sue parole rassicuranti  Lei si sente quieta e nell'aria silenziosa della sera percepisce  una musica dolce.  

- Note e biscotti - Dice col sorriso di chi accede a ricordi lieti. L'accostamento è inusuale e  si chiede che relazione possa esistere fra...  

- Basta basta - dice sottovoce ai suoi pensieri - sono  stanca, tanto stanca. 

Cede e si lascia cadere a peso morto  sul divano,  sfila le scarpe e raccoglie le gambe sotto  di sè, con gesto da ragazza. 


Sari, oggi


continua




venerdì 10 giugno 2022

Non andrò

 Referendum

- Considero i referendum una beffa perchè vengono puntualmente disattesi.

- Questo ricorso al cittadino costa   parecchio denaro e  non era il caso di spenderne in questo tempo di magra.

- I quesiti presentano testi tanto oscuri da sembrare ostici  persino agli addetti ai lavori.

- Trovo poco serio farci esprimere   su temi tanto complessi che neppure  la politica (che li paghiamo a fare?) riesce a districare. 

Non andrò a votare e per me è la prima volta. 




martedì 31 maggio 2022

Vento


 

Una porta sbatte violentemente.
Un sobbalzo.
- Che è stato?
- Nulla. Solo un colpo di Vento.




giovedì 5 maggio 2022

Quanto è bella giovinezza...

 

Con tutta questa improvvisa umidità le mie ossa stanno esprimendo tutta la contrarietà possibile e comincio a pensare che qualche buona ragione l'avesse Dorian Gray  per quel patto sulla giovinezza (scellerato?) che fece con il diavolo.   

Acqua comunque benedetta.  




mercoledì 4 maggio 2022

Svago

  Incontri fortuiti



E' lì, appena passato  l'angolo, che l'aspetta il caffè migliore della città a cui lei non può rinunciare... lì, subito dopo la libreria dove lei entra spesso a sognare luoghi lontani e modi di stare al mondo.  Rallenta il passo ed è sbirciando nell'accattivante vetrina che nota, fra i titoli esposti,  il gruppetto di persone all'interno che assiste ad una presentazione editoriale.
- Dieci minuti -  pensa lei incuriosita -  il mio caffè aspetterà solo dieci minuti. Entra e siede silenziosamente all'ultimo posto scordando quasi subito il bar e le sue lusinghe. Il capo eretto,  le mani  abbandonate in grembo e le caviglie appena sovrapposte le danno un'aria da fanciulla ma lei non lo sa.  E' intenta a fissare l'autore mentre legge qualche pagina della sua opera prima  ed è così presa da non farsi distrarre neppure dal chiacchiericcio alle sue spalle. Il libro le piace, è già suo  e tornerà domani per acquistarlo perchè ora ha in tasca solo pochi spiccioli.

Lo scrittore  termina la sua lettura, alza lo sguardo, ringrazia i presenti che s'avvicinano per due parole e la firma del libro  e lentamente lo spazio culturale svuota nell'educato  vocìo  che sempre accompagna i lettori in queste occasioni.
Dal marciapiede arrivano gli echi degli ultimi saluti, la padrona del locale è sulla soglia a dispensare consigli e cortesie  mentre lei, invece, rimane seduta ancora un po' con lo sguardo, che pur ogni tanto cerca di sviare, al medico chirurgo che s'è  da poco scoperto scrittore.   

Lui s'accorge dell'interesse   e quando vede la signora  ormai prossima all'uscita,  d'impulso si avvicina.
- Ci conosciamo? - chiede con voce cortese.
- No - risponde lei. Sorride e fa per andare ma lui la ferma.
- Ho notato il suo sguardo insolitamente attento e mi ero convinto della reciproca conoscenza.  Sa, per mestiere incontro tante persone...
- Non ci conosciamo ma oggi, richiamata dalla vetrina della libreria, sono entrata senza averne l'intenzione... come avessi percepito che lei aveva  un messaggio per me.
- Ha scoperto cosa?
- Non saprei - dice lei con il sorriso e il gesto di chi vorrebbe ma non sa spiegare.
- Potremmo scoprirlo a quel tavolino laggiù, se non ha impegni - dice lui indicando quelli all'aperto del bar. La risposta della signora l'ha intrigato e vorrebbe saperne di più.
- Mi piacerebbe ma ora non posso. Le lascio il mio indirizzo di posta elettronica così quando avrà tempo, e se mi ricorderà, potremo scriverci e fissare un appuntamento.
Si scambiano gli indirizzi, lei gli sorride e saluta mentre lui la guarda allontanarsi  con un poco di inatteso rammarico.
Quella sera stessa apre  la casella di posta e scrive.

"Gentile signora, mi accorgo di non essermi presentato e anche se lei sa chi sono lo faccio ugualmente: Alberto Baldi, ex medico chirurgo presso l'ospedale  pediatrico cittadino. Giovane fino all'altro ieri, mi sono avvicinato alla scrittura per urgenza, per inoltrarmi dentro me e scoprire chi sono, oltre i dati anagrafici. E lei? Mi ha incuriosito il suo sguardo penetrante e vorrei incontrarla per scambiare due parole, forse già in amicizia."

"Io? Mi chiamo Alberta Simoni, ho insegnato in una scuola materna ed ora sono in pensione. Sono in buona salute,  non ho bisogno del suo intervento professionale, se è questo che ha pensato di me e del mio sguardo. Anch'io sono stupita di quel  che ho provato appena mi sono seduta nel locale. M'è parso di avere bisogno delle parole  che stavo ascoltando e non si è trattato di fascinazione ma  di qualcosa di meglio, è stato come guardare ... ecco... ho provato il desiderio di rubarle attraverso lo sguardo qualcosa che m'era necessario. Buffo no? Le persone non capitano mai a caso nella nostra vita e se questa mattina, nonostante il forte desiderio di un caffè, ho provato l'impulso di fermarmi ad ascoltarla,  un motivo ci sarà sicuramente.  Lei mi ha trattenuta... la ritengo dunque responsabile  di quel mio sguardo".

"Gentile Alberta, mi permette di chiamarla così? Non so dirle quanto mi senta felice per quel che mi ha spiegato tanto bene e  non le paia esagerato perchè è così che mi sento.  La mia professione non mi ha permesso di pensare ad altro  che ai miei piccoli pazienti e ora che in età di riposo ho cercato un'altro vivere, ho scoperto qualcosa di me di cui non sapevo... un'acutezza  di sentimenti che quasi mi mette  in imbarazzo ma che sento necessario esplorare.  Se prima tutti ricorrevano a me, ora m'accorgo d'avere anch'io lo stesso bisogno... e che posso soddisfarlo. La scrittura nasce così".

"Caro Alberto, avere uno  stesso nome  è già come somigliarsi almeno un poco. La mia vita è stata densa, non completamente scelta, ma sono rimasta felicemente fedele al compito  cui la vita mi aveva instradata ed  ora che sono libera da impegni cerco di riannodare fili, o forse solo  i pensieri di ragazza che fatico a ritrovare. Pensando agli anni passati,  quasi non mi riconosco in questo felice  viaggio a ritroso, verso una giovinezza ancora da percorrere. Oggi non sono solo una ex insegnante ma una piccola  regina. O forse più semplicemente  una specie di  Renée,  la comunissima  e contemporaneamente  straordinaria portinaia di  Barbery.  Ha forse letto "L'eleganza del riccio"?   Non credo di poterle descrivere   quanto m'intrighi questa mia nuova spensieratezza... o forse la conosce di già?".

"Cara Alberta, che piacere leggerla e scoprire quanto siano vicini  i nostri pensieri. M'interessa quella sua limpida realtà, la spontaneità con cui si presenta a nuovo  al mondo e il modo in cui  lo fa.
Caffè? Domattina, ore nove, al bar vicino alla libreria? Io ci sarò".

E c'è anche lei a quel bar mentre  il caffè pian piano fredda.



S.

venerdì 22 aprile 2022

Confronti

Da qualche tempo la comunicazione politica si è arricchita di un nuovo personaggio di cui tutti parlano o sparlano.  Sono andata a conoscerlo per le vie del web quando è stato quasi bandito da un allarmato servizio televisivo di stato a cui ha opposto resistenza rinunciando al gettone di presenza e bandito (ingiustamente?)  da wikipedia.

La persona, a mio giudizio, è colta,  cortese, sicura, ha buona  proprietà di linguaggio e non perde mai la bussola in presenza di idee opposte. Quello che mi piace poco è quel "pieno di sè" che cozza sempre con chi sa e vuole arricchire la conversazione. Si dice un guerriero e anche  questo è impedimento alla condivisione, allo scambio di  idee che dovrebbero portare valore a quel dialogo che lui dice di non temere e pare solo subire. Fa nascere il dubbio che quel pensiero autonomo di cui parla sia il suo. 

Eppure, nonostante quel che penso di lui, credo stia offrendo un buon servizio all'informazione.  Sempre che chi l'ascolta non sia  schierato ma cerchi di farsi una sua opinione sui fatti, naturalmente. Il professore ci ha infatti costretti ad ascoltarlo, a guardare cartine datate, a leggere biografie, a mettere in dubbio altre informazioni e pareri. Ci ha insegnato una pluralità di idee a cui non eravamo più abituati.
Il personaggio, un professore, ha infranto una narrazione che mi vedeva inerme   ad un copia-incolla generale... mi sono fatta un bagno dei suoi argomenti e trovato informazioni che collimavano in parte con le sue ma altrimenti motivate.  Ho anche ritrovato il mio stimato Emanuele Giordana che mi ha insegnato quanto contino la geografia e le ragioni di tutti che vanno sempre conosciute e valutate per cercare, e mantenere, motivi di Pace e stabilità.

La sicurezza del professore, viene messa in  dubbio quando incontra qualcuno che sa... sa per avere visto,  studiato e pensato.  Qui un esempio.
Questo mi fa pensare che chi lo intervista non  sia padrone dell'argomento di cui chiede e  non sufficientemente attrezzato a controbattere.  Ecco allora che  diventa chiaro come la qualità dell'informazione sia determinante  nel permetterci di essere   attori e non solo spettatori di quel che accade. E di questo  dovremo tener conto.