9 mar 2026
Ricordi?
1 ago 2025
Ritorno
23 apr 2025
Un vecchio articolo
Noi e la coscienza (di Sari nel 2016)
Papa Francesco ha appena compiuto 80 anni, da quattro è a capo del Vaticano e in questo lasso di tempo tanto è cambiato nel mondo e nei fatti che riguardano la fede cattolica.
Ricordo di quando esordì dicendo una frase insolita per un pontefice: "chi sono io per giudicare" e già questo avrebbe dovuto far presagire quanto questa figura di pontefice fosse diversa dalle altre... ma sono stati la sobrietà, la stima, l'accoglienza, i perdoni chiesti e quelli concessi a fare di lui una persona amata e rispettata, vicina alla nostra umanità ed alla realtà dei tempi.
Si dice che concederà alle donne il diaconato e io aspetto anche il passo successivo che le vedrà arrivare al sacerdozio, come nei primi tempi delle comunità cristiane, ma quel che più mi ha stupita, di questo papa, è stata la possibilità di perdono per tutte le persone coinvolte nel drammatico momento dell'aborto, compresi medici e infermieri, facendo sobbalzare sulle seggiole parecchi prelati. Nel novero dei protagonisti dell'aborto, non è però stata nominata la figura del potenziale padre di quell'esserino che mai nascerà e della cui sorte è responsabile al 50%. Il padre è per natura attore comprimario di quella vita nuova e spesso anche della decisione che vede come responsabile sempre e solo la donna. Peccato. (Davvero peccato)
In seguito alle decisioni fin qui prese da papa Francesco, ecco acquistare senso il suo presentarsi dicendo "chi sono io per giudicare"... perché se la chiesa, perdonando, conta sul nostro giudizio e quindi sulle coscienze, è chiaro che il primo immenso progetto del papa dovrà riguardare la formazione delle coscienze dei cristiani e riformare quelle dei preti, trasformando così ogni credente in persona in grado di rispondere delle proprie azioni davanti a Dio e alla giustizia terrena.
Il progetto, se sarà questo, presenterà notevole difficoltà e il cambiamento delle coscienze richiederà secoli. Che il Cielo protegga questo papa dagli altri e dai "suoi" concedendogli coraggio, forza e vita.
8 ott 2024
Parola del giorno
Parola del giorno: CHIODO
Cos'è un chiodo? Un giubbotto impermeabile nero, foderato di rosso, con tante zip, bottoni a clip e diverse taschine. I miei figli l'hanno strausato e sarebbe piaciuto anche a me indossarlo. Caldo, comodo, accollato, era perfetto per le mamme del "copriti che fa freddo" che vedeva uscire i figli del "non ho tempo sono in ritardo" con la giacchetta aperta là dove loro avrebbero coperto di più.
Passata la moda, la parola chiodo è tornata ad essere un mezzo per sostenere, chiudere, fissare. Tanto utile da essere nominata e usata per ogni bisogna.
Modi di dire che riguardano il chiodo che ricordo:Chi ha tempo può dare un'occhiata a questo sito dove la parola viene illustrata dettagliatamente
1 ott 2024
25 set 2024
Linguaggio
Se la stra-parola con due zeta, usata nei suoi mille derivati e buona per ogni occasione, venisse abolita universalmente, il mondo stupirebbe per il grande silenzio.
5 ago 2024
Lettere pensate
Agosto 2024
Caro figlio,
se oggi ti scrivo invece di parlarti, è per non dire qualcosa di sbagliato, che può ferirti e che interrompa quel doveroso percorso di crescita di cui non ho saputo avere cura. Hai compiuto un delitto tremendo, ancora più terribile perché pareva essere originato da un amore che amore non era. Hai ucciso.
Non badare al clamore che il tuo gesto ha provocato, non giustificarti come io, genitore, non giustifico me stesso per non avere detto, visto, capito, ascoltato quel che in te andava rassicurato e protetto. Io, oggi, mi sento colpevole quanto te della morte di Giulia e se parrà sia tu solo a pagare il gesto, sappi che sconterò una pena altrettanto grave e senza fine.
Io, oggi, ti chiedo l'aiuto che non ho saputo darti, ti chiedo di riconoscerti colpevole, senza sconti e senza timori perché solo così potrai salvarti e salvare vite di donne innocenti e dei maschi che vorranno imitarti.
Prometto di starti accanto, come fratello e sostenerti nel tuo percorso di consapevolezza in attesa di diventare, per te, un vero padre. Siamo due persone in crescita e se potrai a perdonare le mie assenze, le assurde pretese e i miei cattivi esempi, sappi che un giorno, grazie a te, diverrò un vero padre. Aiutami.
Caro figlio, ci attendono tempi difficili ma li affronteremo insieme, con coraggio e due progetti di vita vera.
Ti voglio bene. Papà
22 mar 2024
Le Parole
29 feb 2024
Ancora domande
In questo periodo un pensiero non mi abbandona e riguarda le giovani e giovanissime persone, armate solo di parole, picchiate selvaggiamente anche con le mani alzate. Ovvio come io detesti questi episodi che da anni rimangono senza chiarezza e/o sanzioni, ma mi pongo domande difficili sull'esercizio della forza.
Ho in orrore la violenza sotto qualsiasi forma (pensieri, parole, opere, omissioni) e cerco di tenere a freno anche la mia che so disarmarsi di fronte ad un altro essere umano che, avrà anche sbagliato, ma a cui non posso rispondere con la sua stessa arma. Ma una persona predisposta all'ordine sociale, dopo quale percorso di formazione può affrontare situazioni problematiche? Quando riesce a fermare la sua reazione violenta? Come riesce a non provocare guasti ingiusti o irrimediabili? E nei casi in cui la reazione violenta sia necessaria, la persona predisposta all'ordine sociale, è in grado di ragionare, ristabilire regole e, all'occorrenza, fermare il suo braccio alzato? La forza del braccio armato, può coesistere con la ragione?
E se c'è, o ci dovrebbe essere, che differenza passa fra la brutalità criminale che chiede ragione e quella dell'ordine pubblico che l'ha? Quando un essere umano è in grado di dominare la sua personale violenza?
25 feb 2024
Pensiero domenicale
23 feb 2024
Domande
6 set 2023
Le parole non sono solo parole
Sogno una società garbata, rispettosa e disposta a riflettere, che cerca di eliminare le parole ostili perchè la violenza verbale non è forza e produce danni.
Mi piacerebbe dire che ho sempre provato disappunto verso le parole violente, in qualsiasi forma vengano espresse o dai toni usati... in realtà l'ho fatto davvero solo in età adulta e da quando ho capito che la violenza fisica è il risultato di molte altre che si sono perpetrate e consolidate prima.
La violenza nasce, per come la penso, dalle parole, da espressioni e opinioni correnti in qualche modo legittimate, che danno il via a qualcosa che non si sa come e dove andranno a finire. Ammesso che una fine sia possibile ed esista.
La violenza comincia dalle parole, inquina lo sguardo, il sentimento, l'obiettività sulle cose e sul modo di interpretare i fatti.
In questo tempo che corre troppo in fretta, occorre essere prudenti e responsabili. Occorre fermarsi a pensare e scegliere... consapevoli che se accetterò una qualsiasi forma di brutalità, di violenza verbale, di discredito verso chiunque e comunque, diverrò contemporaneamente vittima e corresponsabile delle altre che seguiranno.
Accettando la violenza, platealmente riconosciuta o meno, contaminerò la società.
Peggiorerò inevitabilmente l'aria che tutti, vittime e carnefici, respireranno. Quindi avallerò, e ogni altra violenza avrà anche la mia firma. La riprova di quanto penso è sotto gli occhi di tutti perché la società è più propensa a capire, e in qualche modo difendere i violenti, piuttosto che comprendere le vittime e le loro ragioni. Facendolo, credo, ogni individuo difende se stesso.
Cerco di stare dalla parte delle vittime, sempre e comunque e questo non è sempre facile perché spesso non so riconoscere nè loro nè odo il loro grido. Già si fatica a comprendere e considerare vittima chi urla per ferite evidenti, figuriamoci come si può comprendere chi è vittima e non ha sangue da mostrare, sta male e non sa, non dice come/dove/quando/perché è stata ferita, spesso non lo capisce e non può farlo in una società che non aiuta ma tende ad essere sbrigativa
Occorre scegliere, oggi più che mai, da che parte stare.
Se qualcuno mi legge e pensa di non essere d'accordo con quanto ho scritto, lo faccia con garbo e motivando. Per favore.
14 ago 2023
Valori
6 ago 2023
Profumi
19 nov 2022
Consapevolezza
Cercando qualcosa da leggere o rileggere nella ricca biblioteca online di LiberLiber cerco Maupassant trovando solo la raccolta "Versi"
Eseguo il download e comincio a leggere. La concezione della donna è quella dell'epoca che le vedeva (voleva) frivole e "mute di pensier" ma inoltrandomi nella lettura trovo versi che risvegliano una domanda che spesso mi pongo inutilmente. La poesia titola "Un colpo di sole" (pag. 21) e narra di quello che oggi chiameremmo un delitto d'impeto. Vorrei inoltrarmi su questo argomento ma temendo di accomunare, offendendole, le persone di sesso maschile di cui ho stima, mi fermo qui.
Però mi domando: c'è qualcosa del maschile di cui non sappiamo e permette una brutalità che può essere da lui considerata addirittura naturale?
Per come la penso, quel che fa di un maschio un uomo è la consapevolezza. Vorrei che a marzo si celebrasse una "Giornata della Consapevolezza Maschile"... che ne dite?
13 nov 2022
Differenze
Noi chiamiamo mare quella fantastica distesa d'acqua salata, ricco di misteri e di varie forme di vita, declinandolo al maschile... ma basta spostare di poco il dito sulla cartina geografica per trovare le stesse acque, la stessa sostanza, definite al femminile. E' facile constatare che il mare e la mère hanno una stessa natura, pur appartenendo a generi diversi ma così non è quando si tratta di esseri umani perché il femminile e il maschile hanno caratteristiche che appartengono alla diversità che la vita ha loro assegnato.
Chiedere ad un femminile di essere coniugata al maschile è qualcosa di insolito e dovrebbe muovere domande, obiezioni ma se a chiederlo è una persona di ruolo ecco che anche l'Accademia della Crusca approva.
Appare chiaro anche alle persone più distratte come il femminile non sia sufficiente, non adeguato ad ogni incarico e questo fatto potrebbe essere considerato una stramberia o un peccato veniale se non fosse un chiaro messaggio all'intera società. Una donna sta dicendo che il femminile non vale quanto il maschile e lo reclama per sè. Penso che questo messaggio sia disastroso non solo per le donne ma per l'intera società. La richiedente chiede per sè una dignità che lascia indietro anzi, spinge più indietro, tutte le altre donne.
La forma è quindi divenuta sostanza. Non per tutte e tutti, certamente no, ma qui nasce il problema.
Ne scrive anche Libertà e Giustizia QUI
29 set 2022
19 apr 2022
Lettura
Mi sto interessando, per curiosità personale, alla lettura veloce e a quante parole e argomenti riesco a fare miei seguendo i suggerimenti di chi sa trattare questo argomento. Il tema è variegato, interessante e ho provato a seguire, in primis, alla lettura con il dito, come fanno i piccoli che imparano a leggere. Mi pare funzioni ma è davvero così o mi sono lasciata suggestionare dal metodo? Seguendo il dito storno l'attenzione dal testo? Mi pare di avere letto più in fretta (capendo il contenuto, ovviamente) o la mia è solo una sensazione, la stessa che fa sembrare che il latte bolla più velocemente se intanto apro il frigorifero per vedere cosa cucinare a cena?
Resisto a credere (per adesso) che il mio metodo di lettura, da turista, sia il più comodo anche se è vero quel che l'esperto segnala: spesso non sappiamo descrivere a sufficienza, nel tempo, quel che abbiamo letto e che sappiamo riferire solo a grandi linee.
Per meglio memorizzare i contenuti di un libro viene consigliato di scrivere note sui bordi delle pagine. Non lo farei mai ma ho l'abitudine di scriverle, a matita, su un foglio di carta che poi lascio a fine pagine. Leggendoli dopo anni, scopro che il segnalato è ormai mio e che ho tralasciato qualcosa che ancora mi interessa approfondire. Che bel viaggio scoprire il proprio percorso personale...
8 mar 2022
Quanta Vitamina!
Ho appena letto l'ultimo articolo (i suoi non sono semplici post) di Lorenza di Iris e Libellule che tratta di guerra, di guerre, di come siamo fatti e come va la vita... perchè lei sa coinvolgere il mondo in un singolo fatto e nel petalo sa trovare il mondo.
Termina dando corpo a quel che reputo un sogno, una necessaria utopia: " ... consideriamo la guerra inutile e troppo pericolosa, e ci impegniamo a toglierla dal dizionario. Perché non ci serve, non vogliamo usare più questa parola. La scriveremo sui dizionari all'inizio, in lettere maiuscole, come parola in disuso da non dimenticare. Ci impegniamo a lavorare per toglierla dalla faccia della terra, in ogni posto dove ancora esiste".
Chi lo desidera clicchi su Iris e Libellule per leggere tutto.
Grazie Lorenza, mi ha sempre fatto bene leggerti.
25 feb 2022
Normalità
Siamo stati finalmente a teatro!
Domani c'è compito in classe... bigiamo la scuola?
Il prossimo mese andremo... faremo.. diremo...
Domani, glielo dirò domani.
Mamma dov'è la mia maglietta con gli strass???
Ho pensato che...
Che noia!
Ti va di andare al bowling?
Che barba questo libro.
Dormo sempre fino a tardi la domenica.
Non abbiamo ancora deciso dove trascorreremo le vacanze.
Hai chiamato l'idraulico?
M'è venuta un'idea meravigliosa!
Si va al cinema questa sera?
La banca mi ha concesso il mutuo della casa.
Facciamo colazione al bar questa mattina?
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