sabato 15 novembre 2014

Cantare il sociale


    Ivano Fossati
"Cara democrazia"
        anno 2006


Con santa pazienza 
Ho dovuto aspettare 
Con quanta buona fede 
Sono stato ad ascoltare 
Cara, cara democrazia 
Sono stato al tuo gioco 
Anche quando il gioco 
Si era fatto pesante 
Cosi mi sento tradito 
O sono stato ingannato 
Mi sento come partito 
E non ancora approdato 
Sento un vuoto 
Sento un vuoto al mio fianco 
E nessuna certezza 
Messa nero su bianco 
Con benedetta arroganza 
Sono stato avvilito 
Con quanta leggerezza 
Sono stato alleggerito 
Cara 
Cara democrazia 
Cara gemma imperfetta 
Equazione sbagliata 
Non scritta e mai corretta 
Devotissimi della chiesa 
Fedelissimi del pallone 
Nullapensanti 
Della televisione 
Siamo i ragazzi del coro 
Le casalinghe sempre d'accordo 
E la classe operaia 
Nemmeno me la ricordo 
Democrazie pubblicitarie 
Democrazie allo stadio 
Democrazie quotate in borsa 

Fantademocrazie 
Libertà autoritarie 
Libertà ugualitarie 
Democrazie del lavoro 
Democrazie del ricordo e della dignità 
Ahi che pessime orchestre 
Che brutta musica che sento 
Qui si secca il fiore e il frutto 
Del nostro tempo 
Sono giorni duri 
Sono giorni bugiardi 
Cara democrazia 
Ritorna a casa che non é tardi 
Non sai con quanta pazienza 
Ho dovuto aspettare 
Non sai con quanta buona fede 
Sono stato ad ascoltare 
Sono giorni duri 
Sono giorni bugiardi 
Cara democrazia 
Ritorna a casa 
Che non è tardi.


.


10 commenti:

  1. ...che brutta musica che sento, Sono giorni duri, sono giorni bugiardi.
    E' che di nuovo qua c'è il diluvio. Cielo grigio, di un grigio uniforme e angosciante. Tuoni e pioggia, a spiare dai vetri della finestra del bagno se , magari, c'è un pochino di tregua. Che non c'è. Credi, mi fa male il cuore.
    GRAZIE per Ivano Fossati. Ma sai cosa mi sto canticchiando in testa, con questo assurdo rumore di sottofondo? FABRIZIO. Il nostro Fabrizio. " Dolcenera". Alluvione del 1970- avevo 12 anni e la ricordo benissimo.
    E' che qui Dolcenera non passa mai. Emanuela

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    1. Sai qual'è stata una delle mie delusioni adolescenziali? Sapere che niente è definitivo, conquistato una volta per tutte.... ma quel benessere che i nostri padri hanno conquistato è durato veramente poco. Ma se niente è per sempre, allora anche questo grigio dovrà sparire.
      Ho letto tanto di Genova in questo periodo (inchiodata a casa da un attacco di cervicale) e capisco il tuo sgomento. Spero che questo inverno sarà clemente con la tua terra zuppa.
      Ti abbraccio, ciao Emanuela.

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  2. Quanta mortificazione leggo in queste parole.

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    1. Gli artisti arrivano sempre prima di ogni altro a capire le cose della vita. Anche a questo servono.. o servirebbero, se riuscissimo a capire i segnali e porvi rimedio.
      Ciao Carla.

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  3. Quanta tristezza, quanta profonda delusione in queste parole.

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    1. La tristezza è anche la nostra, quella di oggi, in un momento in cui non si può più far finta che tutto vada bene.
      Ciao Ambra.

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  4. Un "grido di dolore" .Speranze divenute delusioni cocenti.

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    1. Sì, un grido di dolore che non deve farci perdere la forza di cercare di cambiare questo stato di cose.
      Ciao Costantino.

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  5. Non c'è più
    c'abbiamo sputato l'anima per averla
    e anche chi è stato prima di noi c'ha anche dato la vita
    ma adesso non c'è più
    per riaverla i vorrebbero le ghigliottine in piazza
    ma allora non sarebbe più lei.

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    1. Abbiamo lottato ma non vigilato abbastanza, non abbiamo tenuto d'occhio i politici e ci siamo fidati delle parole che credevamo d'onore, un onore che hanno perso.
      Sì, non sarebbe più lei se conquistata così come dici. Però la tentazione di invocarla, quella ghigliottina, è forte.
      Ciao Nucci

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