martedì 21 agosto 2012

Se riesci a ridere di te stesso va tutto bene


Dall'interessante  blog di Rosa rubo questo bel post che riporta un brano di Osho. Ve lo giro sperando vi procuri  serenità.

 



"La gente ride degli altri, mai di se stessa. È una cosa da imparare. Se puoi ridere di te stesso, la serietà se n’è già andata. Non le lasci alcuno spazio se riesci a ridere di te stesso.

Nei monasteri Zen, tutti i monaci devono ridere. La prima cosa che si fa al mattino è ridere, la primissima cosa. Non appena il monaco si accorge che non sta più dormendo, deve saltar giù dal letto, assumere un atteggiamento buffo – come un pagliaccio da circo – e cominciare a ridere, a ridere di se stesso. Non c’è modo migliore per cominciare la giornata.

Ridere di se stessi uccide l’ego, ti rende più limpido, più leggero, quando ti muovi nel mondo. E, se hai riso di te stesso, la risata di chi ride di te non ti potrà certo disturbare. Anzi, stanno semplicemente cooperando, stanno facendo la stessa cosa che hai fatto tu. Ne sarai felice.

Ridere degli altri è egoistico, ridere di sé è molto umile. Impara a ridere di te – della tua serietà e di tutte queste cose. Ti può capitare di prendere molto sul serio la tua serietà. Allora invece di una malattia, ne avrai create due. E in seguito prendi seriamente anche questa cosa, e così via. Non c’è fine a una situazione del genere, puoi continuare fino alla nausea.

Così è meglio se l’affronti fin dall’inizio. Non appena senti che stai diventando serio, mettiti a ridere, e cerca dentro di te dove si trova questa serietà. Fatti una risata, una bella risata, chiudi gli occhi e cerca dove è finita: la serietà si trova solo in un essere che non sa ridere.

Non c’è situazione più sfortunata di questa, non si riesce a immaginare qualcuno più disgraziato di un uomo che non sa ridere di se stesso. Per cui comincia il tuo giorno ridendo di te stesso, e ogni volta che trovi un momento libero nella tua giornata… quando non sai cosa fare, fatti una gran risata. Senza motivo – solo perché il mondo intero è così assurdo, solo perché è così assurdo il modo in cui sei fatto tu.

Lascia che la risata nasca proprio dalla pancia, che non sia qualcosa di mentale. Uno può anche ridere di testa, ma allora è una cosa morta. Tutto quello che viene dalla testa è morto, assolutamente meccanico. Certamente, puoi anche ridere di testa, ma la risata non raggiungerà alcuna profondità, non arriverà nella pancia, nell’hara.

Non andrà giù fino alle dita dei piedi, non si espanderà in tutto il corpo. Una risata vera è come quella di un bambino. Guarda come si scuote la sua pancia, tutto il suo corpo sussulta – si rotola sul pavimento. È una questione di totalità. Ride talmente che comincia a piangere; ride così totalmente che la risata si trasforma in lacrime, cominciano a scendergli lacrime dagli occhi. Una risata dovrebbe essere profonda e totale. Questa è la medicina che prescrivo contro la serietà."




[Osho]


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10 commenti:

  1. non sono completamente d'accordo. forse solo questione di particolari. pare quasi una regola. per esempio non possiamo essere sempre bambini. non c'è nulla di sbagliato nell'esserlo, anche in età adulta. ma rispondendo all'autenticità. buona giornata. anche ad osho, che ho già sentito nominare ma non conosco

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    1. Credo che Osho intendesse dire di cercare il bambino che è presente in noi quando ci sentiamo troppo presi da problemi o da noi stessi. Anche Tiziano Terzani, che si è formato alla scuola del mondo, diceva la stessa cosa e l'ha messa coerentemente in pratica quando si ammalato di cancro ed è morto. In certi frangenti non si mente e ci ha lasciato un bel messaggio. A ben guardare, troveremmo spesso di che ridere, se non fossimo troppo compresi nel nostro ruolo di persone... serie.
      Osho, straordinario personaggio, ha dettato la sua epigrafe che dice così: "Osho. Mai nato, mai morto, ha solo visitato questo pianeta Terra dall'11 dicembre 1931 al 19 gennaio 1990".
      Ciao Antony

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    2. sì, ho scritto che non ero completamente d'accordo. ma nella sostanza lo sono. mi considero un bambino adulto e un serio giullare. interessante epigrafe. se dovessi scrivere la mia direi qualcosa di analogo: per caso qui e per sempre ovunque. ciao

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    3. Ciao bambino adulto!!!

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  2. Siamo nel campo delle pure ipotesi. Ipotizziamo, cioè, che l'uomo possa essere diverso da quello che è. Beh, auspicabile ed impossibile ad un tempo.
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    Ora vedo se riesco a far sorridere io: due coniugi si mettono a letto e lui dice alla moglie; "Cara, sto per renderti la donna più felice al mondo". La risposta: "Caro, un po' mi mancherai....". Ciao Sarina

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    1. L'uomo può essere diverso da quel che crede di essere, ne sono certa e quando ha un progetto, se è persona di carattere, sa mantenerlo e restargli fedele.

      Grazie per la barzelletta. Povera donna, che sarà successo dopo essersi sbilanciata in quel modo? E come pensava di renderla tanto felice, quel povero uomo? Insomma, fra i due non c'era comunicazione alcuna e non lo sapevano.
      Ciao Giuliano :))

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  3. All'alba (veramente era ancora buio) non avendo più sonno e sentendomi una schifezza, ho voluto seguire il consiglio di OSHO,così mi son gettata dal letto a terra, con l'intenzione di rotolarmi ridendo, ma:
    1)cadendo mi son fatta male.
    2)cadendo ho prodotto un grosso rumore, pr cui è salito dal piano inferiore mio cognato, che amandomi tanto, sperava ch'io fossi trapassata a miglior vita, ma io gliel'ho detto che, almeno per il momento la vita migliore è ancora questa, perchè quell'altra non la conosco. Ma è a questo punto che m'è venuta la risata di pancia con le lacrime.Mio cognato è scappato, credevo per chiamare la croce verde (è ancora verde la croce dei folli?), invece no, è solamente scappato.Forse si è spaventato!ahahahahahah!!

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    1. Lillì, guarda che Osho non ha previsto il salto carpiato per gettarsi dal letto. Mi hai spaventata dicendo della caduta... così ti ho chiamato al telefono per farmi spiegare... sai che mi sono preoccupata per davvero? Mi dicevo: ma guarda se doveva capitare il giorno prima del suo compleanno! Giocherellona che non sei altro.
      Un bacione.

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  4. Come dare torto a Osho.
    E' vero ciò che scrive ed è giusto che lo dica.
    Non si può e non si deve, è vero, essere sempre bambini. E' consigliabile però lasciare che , in ogni occasione voglia farlo, il bambino che è in noi abbia la sua brava libera uscita.
    antrefrain

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    1. Lo sapevo, Osho vive in te.
      Condivido quel che scrivi e so che lo pensi per via della lunga frequentazione. Undici? Sì, sono undici anni che conosco te e il tuo alter ego Tatonno.
      Ciao ragazzo saggio.

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Grazie per avere trascorso un poco di tempo in questo nostro spazio.