8 apr 2019

Storie difficili di integrazione

Di lui si conoscevano nome e cognome ma gli amici lo chiamavo Vento.
Lavorava in una fabbrica dove svolgeva un lavoro umile ma mai se ne era lamentato.
Dopo qualche anno l'azienda scoprì che era un sinti, uno zingaro quindi, e fu licenziato senza giusta causa. Il sindacato obbligò l'azienda a riassumerlo e così fu ma Vento non riebbe il suo vero posto di lavoro perchè non gli venne assegnato alcun incarico. Andava sì in fabbrica  ed era regolarmente pagato ma non aveva nulla da fare. Trascorreva il tempo guardando i colleghi, sperando che quella situazione anomala fosse momentanea ma...  nulla cambiò e  l'umiliazione fu così bruciante e penosa  che  dopo qualche mese di inutile resistenza  fu lui a licenziarsi.
Era ormai vecchio e disse a tutti d'essere un pensionato ma la ferita prodotta da quel fatto più non rimarginò.

Loredana Lipperini, in occasione della Giornata Internazionale  dei Rom, Sinti e Caminanti,   QUI ne racconta



6 commenti:

  1. Una triste storia che mi ha commosso. Saluti cari.

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    1. Una storia acacduta anni fa ma è tristissima davvero... Vento non se ne fece mai una ragione, diceva che a condannarlo era stata la sua carta d'identità.
      Ciao cara Mirtillo.

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  2. Una delle tantissime storie tristi dei nostri giorni, vere tragedie che sembrano invisibili agli occhi dei più. Questo post lascia appiccicato alla pelle tristezza e indignazione. Ciao.
    sinforosa

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    1. Ci fosse giustizia sociale attuata da governanti coraggiosi, staremmo tutti meglio. Invece...
      Ciao.

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  3. Risposte
    1. I pregiudizi sono una facile scorciatoria che accontenta la pigrizia. Vincerli sarà una virtù che porterà alla concordia.
      Ciao.

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- Grazie per il tuo commento che sarà sicuramente rispettoso.