giovedì 6 dicembre 2018

Fiaba natalizia

Ricopio qui il racconto che ho scritto per  partecipare alla bella iniziativa d'Avvento di Sciarada  Di Anima Mundi


Il  Rosso
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Sari


Quell’anno il cielo alto era particolarmente affollato ed il viavai   di angeli era talmente caotico che ci sarebbe voluto un semaforo a evitare ingorghi fra le stradine del cielo.   Mai si era visto niente di simile in Paradiso e il motivo di tanta confusione era presto detto: una miriade di angioletti, freschi di accademia, era giunta a prendere servizio in vista dell’imminente Natale ma se la buona volontà era da elogiare, la fremente impazienza era certamente d’intralcio.

I vecchi angeli, che pure avevano chiesto rinforzi, se ne erano già pentiti perché i novellini erano d’ingovernabile entusiasmo e tenerli sotto controllo affinché non combinassero pasticci era pressoché impossibile. E che dire del fatto che chiamassero san Pietro “Sampi”?
- Un poco di rispetto, o giovani – tuonava bonariamente l’angelo anziano senza successo. 
San Pietro detto “Sampi” del fatto sorrideva perché quel nomignolo era un segno di vicinanza e di amicizia.  E poi, suvvia, erano angioletti giovani, ancora senza le ali ed era necessario avere tanta pazienza per educarli alle attività del cielo dicembrino.

Fra i tanti angioletti, ce n’era uno più vivace degli altri che correva incessantemente a destra e manca senza costrutto, faceva domande di cui non aspettava la risposta e s’intrufolava nei discorsi degli anziani interrompendo il loro lavoro. Era una vera disperazione ma era pur sempre un angioletto ed era piccolo, il più piccolo e si chiamava… già, come si chiamava?... nessuno pareva saperlo perché tutti lo chiamavano il Rosso.
Rosso era esile, aveva grandi occhi nocciola, un sorriso dolce che a volte pareva assumere contorni sfrontati e una folta chioma di capelli fulvi.  Un ciuffo ribelle gli copriva interamente l’occhio destro e l’angelo più intransigente diceva che quel ciuffo gli faceva venire una gran voglia di prendere un paio di forbici e… zac.
- Un angelo deve avere la vista aguzza, perbacco, e quel piccoletto con un occhio coperto non può di certo adempiere ad alcun dovere – diceva con convinzione.

Il Rosso pareva non ascoltare le chiacchiere sul suo ciuffo e si dava un gran daffare,  si offriva d’aiutare chiunque gli capitasse a tiro e spesso inciampava nell’orlo della veste che, oltre ad essergli abbondante, aveva qualche macchia qua e là.
Come tutti gli angeli cadetti del suo corso, non aveva ancora le ali perché quelle se le doveva meritare ma non vedeva l’ora, come tutti i compagni, di averle.  Non che le volesse per vantarsene, affatto, ma sarebbero stata la prova d’essere sulla via giusta per fare del bene all’umanità.

Era la sera del 23 dicembre, in cielo i preparativi per far bella quella festa che bella lo era già di suo erano quasi terminati e tutti erano stanchi e pronti per andare a cena.  Ma, fra lo sbalordimento generale, Rosso si presentò a tavola lustro, con la veste perfettamente candida e... con il capo completamente rasato. Al momento nessuno lo riconobbe perché il suo visetto, per intero, nessuno l’aveva mai visto ma poi tutti gli angeli, grandi e piccoli, gli furono attorno per chiedergli conto del cambiamento. Lui, con aria noncurante, disse:
- Mi ero stufato di tanti capelli e poi così farò molto più in fretta a prepararmi la mattina.

San Pietro lo guardò, gli andò incontro e, visibilmente commosso, gli passò un braccio attorno alle piccole spalle attirandolo contro il suo fianco.
A quel contatto Rosso si sentì…beh, non fosse che in cielo c’era già avrebbe detto che si sentiva in paradiso ma la sua gioia era persino qualcosa di più del paradiso. Non gli importava neppure che la manica larga del santo gli ricoprisse gli occhi e a tratti gli producesse il solletico, quel che lo infastidiva, in tanta beatitudine, era solo il prurito alla schiena.
- Sta’ a vedere che mi sono beccato una malattia esantematica proprio a Natale -  pensò.

In tre seppero quel che era successo a Rosso e perché si fosse rasato il capo. Uno era lui, naturalmente, l’altro era il compagno che aveva combinato un guaio con la colla e il terzo era san Pietro che, non visto, aveva assistito a tutta la scena.

Il 24 dicembre, all’imbrunire, il Paradiso era perfettamente ordinato, ogni cosa era pronta per festeggiare la nascita del Bambino Gesù e tutti fremevano in vista del grande evento. Gli angioletti erano alla loro prima esperienza e l’eccitazione era palpabile… solo Rosso pareva non partecipare all’agitazione generale… era serio e a tratti, non visto, si massaggiava la schiena e scrollava le spalle.
- Che hai? – gli chiese san Pietro a cui non sfuggiva nulla di quanto avveniva in Paradiso.
- Nulla – rispose Rosso temendo che la malattia che avanzava gli precludesse di partecipare ai festeggiamenti.
- Voltati – disse con voce ferma il santo.
Rosso, imbarazzato e indispettito si voltò, san Pietro controllò e poi lo fece rigirare.
- Temevi di avere una malattia, vero? –
- Sì, ma mi sento bene e posso… - cominciò a dire Rosso
- Non sei malato – disse san Pietro – ti stanno semplicemente spuntando le ali e questo sarà il tuo primo Santo Natale da angelo vero.
Lo abbracciò e gli disse:
- Vieni andiamo a dirlo agli altri, quest’anno avremo un motivo in più per fare festa.




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