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martedì 15 maggio 2018

Pensieri


Del  testo sottostante  sono state scritte diverse versioni  ed io, anni fa, riportai quella di Bertolt Brecht  che mi pareva ben attualizzata.  Oggi posto  quella originale, scritta dal pastore protestante tedesco Martin Niemöller (1892-1984), che recita così:





"Quando i nazisti presero i comunisti,
io non dissi nulla
perché non ero comunista.
Quando rinchiusero i socialdemocratici
io non dissi nulla
perché non ero socialdemocratico.
Quando presero i sindacalisti,
io non dissi nulla
perché non ero sindacalista.
Poi presero gli ebrei,
e io non dissi nulla
perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa"


Il verbo "presero" è molto significativo perchè indica l'uso determinante della forza, della potenza e, quindi, quella della ragione ad ogni costo.
Invito chi è interessato all'argomento, a sostituire,  nel segreto della sua coscienza,  quel "presero" con schiacciarono, vinsero, ebbero ragione  e,  al posto dei perdenti di ieri, quelli di oggi.

Ho ripensato spesso a quella poesia ascoltando le notizie delle guerre in corso (anche ieri sera sentendo quella della disfatta palestinese) e ne ho immaginata una versione mia, riferita alla politica che agita e s'agita nei palazzi del potere.

Sono già venuti a prendere le mie idee, la mia coscienza, quella parte giusta che abita in ciascuno di noi, indipendentemente dalla voglia di avere ragione?
Nel guazzabuglio dei pensieri da riordinare, del cercare di capire e orientarmi, ieri sera è arrivato, pietoso, il sonno.



4 commenti:

  1. I pensieri non li strappano a forza li corrodono attraverso tv spazzatura e rimbecillimento sui social. In modo indolore cancellano la capacità critica ed il saper discernere con il cervello invece che solo con la pancia.

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    1. Credo occorra essere davvero forti per difendere l'integrità del proprio pensiero dagli assalti del vissuto, dell'ascoltato e del percepito. Non ho la tv da più di un decennio e non sono iscritta ai social eppure temo i piccoli cambiamenti che potrebbero dare vita a grandi guasti. Temo quel piccolo passo oltre la riga dello stop che mi vedrebbe da quell'altra parte che aborro.

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  2. I pensieri alla rinfusa mi piacciono di più, il neurone ogni tanto ci sbatte e allora quel pensiero o quell'altro tornano come fossero freschi e si tirano dietro tutti quelli che gli stanno intorno. A volte mi capita di andare di là a prendere qualcosa e tornare a mani vuote perchè il neurone s'è distratto, poi rimbalza un po' e mi torna alla mente quel che mi serviva.
    LO SO CHE SONO ANDATO FUORI TEMA ma siccome la penso come te e qualcosa dovevo scrivere... non mi ricordo più cosa, ma ti assicuro che era un bel pensiero. Ciao

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    1. Be', un sorriso nato così, da qui, non può essere che benedetto e tu me l'hai provocato.
      La memoria fa scherzi a qualsiasi età anche se viene etichettata in modo diverso. Da bambini ogni dimenticanza viene imputata alla distrazione, da giovani sono gli ormoni ad essere messi sul banco degli imputati e da adulti la giustificazione è il troppo lavoro. Perchè solo per l'età anziana ogni dimenticanza fa pensare alla partenza dei neuroni? Non è affatto giusto.
      Ciao.

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