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mercoledì 4 aprile 2018

"I have a dream"

"I have a dream" gridava al mondo  Martin Luther King  una cinquantina d'anni fa e la scrittrice indiana, Arundhati Roy,  su "Internazionale.it"  getta lo sguardo su quel che resta  di lui e del sogno pacifista degli altri due grandi  che hanno percorso la strada della non violenza: Mohandas Gandhi e Nelson Mandela.

I guerrieri non violenti paiono aver perso, oggi,  ogni battaglia ma i loro sogni restano perchè li sappiamo giusti e   dovranno dare frutti lungo tutta la storia.
L'articolo di Arundhati Roy mi è piaciuto molto e chi vuole può leggerlo qui:
https://www.internazionale.it/opinione/arundhati-roy/2018/03/30/martin-luther-king-when-the-saints-go-marching-out



10 commenti:

  1. Amo molto questa rivista e la leggo spesso anche e soprattutto l'edizione cartacea. Andrò a leggere l'articolo da te linkato. Condivido cmq il timore tuo e della scrittrice indiana. Purtroppo stiamo assistendo ad un imbarbarimento dell'umanità intera.

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  2. Io leggo online ma comprerò una copia anche di carta... è sempre bello sfogliare e trovare quel "di più" che offre la copia in edicola.
    Ciao Daniele.

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  3. Il sogno resta perchè abbiamo paura di cancellarlo, sono l'ultima cosa che ci rimane e il potere non è ancora riuscito a toglierceli in compenso ha creato nei giovani sogni collettivi e tutti di basso profilo che al massimo raggiungono l'acquisto di una macchina nuova o un nuovo smart, solo roba che si compra. Il potere non vede l'ora che muoiano gli ultimi sognatori per paura che il sogno si faccia strada tra la gente normalizzata. Ciao.

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    1. ... e i sogni moriranno se non ne avremo la stessa cura con cui altri cercano di distruggerli. Viva chi sa sognare per davvero.
      Ciao.

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  4. Credo che il sogno sia molto lontano dal realizzarsi perchè vedo la nostra società attuarle precipitare verso il basso. Ma è un sogno che deve continuare a volare alto perchè si possa , finalmente realizzare. Buona domenica.

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  5. I sogni sono un faro che tracciano una via quasi impossibile da raggiungere. Il nostro valore di persona è mantenersi sulla traccia. Sì, il sogno deve continuare proprio come dici.
    Ciao.

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  6. I sogni sono l'unica cosa che non potranno mai toglierci, perché risiedono dentro di noi... noi siamo la loro casa e se saremo in grado di chiudere porte e finestre,li terremo al sicuro .
    Sono felice di aver scoperto il tuo Blog e grazie mille per avermi fatto presente l'intervista che andrò volentieri a leggere.

    A presto,
    FrancescArte.

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    1. Davvero... nessuno potrà toglierci i sogni e la forza che producono.
      Ben arrivata Francesca, ho visto qualche tua pagina e mi complimento con la tua arte.
      Buona giornata.

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  7. era davvero un sogno-desiderio. io preferisco viverlo il sogno. e c'è dentro tutto. anche il brutto che meritiamo. e, naturalmente, il dolore. buon giorno

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    1. King non ha visto realizzarsi il sogno del cammino verso la parità dei diritti umani ma non è stato con le mani in mano ad aspettare che altri lo realizzassero. Ha lavorato rischiando e pagando duramente ed ha messo in campo un argomento che pareva difficile persino da pensare. Ha sognato attivamente, dunque.
      Sognare è "progettare" ma non escludo il suo atto ludico o l'immersione in un fantastico che riposa il pensiero tacitando, se occorre, una sorte momentaneamente avversa.
      Una possibile realizzazione di un desiderio prevede sicuramente momenti di fatica e dolore... solo quelli che ci paiono accettabili ma che non sempre lo sono.
      Buongiorno a te, Ant.

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