martedì 13 dicembre 2016

L'alba lontana

Prospettiva Nevski
(Battiato - Pio) 

Un vento a trenta gradi sotto zero 
incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili 
a tratti come raffiche di mitra disintegrava i cumuli di neve. 
E intorno i fuochi delle guardie rosse accesi per scacciare i lupi 
e vecchie coi rosari. 
Seduti sui gradini di una chiesa 
aspettavamo che finisse messa e uscissero le donne 
poi guardavamo con le facce assenti la grazia innaturale di Nijinsky. 
E poi di lui si innamorò perdutamente il suo impresario 
e dei balletti russi. 
L'inverno con la mia generazione 
le donne curve sui telai vicine alle finestre 
un giorno sulla prospettiva Nevski per caso vi incontrai Igor Stravinsky 
e gli orinali messi sotto i letti per la notte 
e un film di Ejzenstejn sulla rivoluzione. 
E studiavamo chiusi in una stanza 
la luce fioca di candele e lampade a petrolio 
e quando si trattava di parlare aspettavamo sempre con piacere 
e il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare 
l'alba dentro l'imbrunire. 
E il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare 
l'alba dentro l'imbrunire


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