mercoledì 21 settembre 2016

Solitudini



La giornata, ieri, è stata bellissima, quasi un ultimo regalo che l'estate, a valigie fatte,  aveva  voluto farci.

Il cane ed io eravamo nel grande prato a goderci il tepore del primo pomeriggio e lì, seduta su una panchina, abbiamo incontrato una signora  che l'occupava tutta con le sue cose sparse.  Al mio saluto ha risposto con accento straniero e poco dopo l'ho sentita  cantare, sottovoce, un motivo che pareva inventato lì per lì, come chi canticchia per voglia o per farsi compagnia.
M'ha ricordata un'altra signora, in un altro prato che, seduta sul manto verde ad angolo retto,  cantava un canto in una lingua dolce. Le avevo sorriso e, al suo invito fatto di sorrisi, mi ero avvicinata rimanendo un poco con lei. Nessuna lingua ci avvicinava e ci siamo scambiate solo gesti e sorrisi, ma è stato bello, per me.
Il cane reclamava con insistenza la sua passeggiata   e l'avevo salutata con simpatia, dispiaciuta di quel mancato scambio ma certa che l'avrei incontrata nuovamente.
Non l'incontrai più e dopo qualche mese una triste notizia sul quotidiano locale me la ricordò: una signora peruviana si era lanciata dal sesto piano. Non era lei, no, lei  è da qualche parte a  cantare  coi  fiori del prato.

Da allora, chi canta in solitudine  mi procura tristezza... mi fa pensare a  un grido, una richiesta di aiuto che non si ha il coraggio di chiedere a parole.



16 commenti:

  1. Non puoi andare in giro a ridere a tutti quelli che incontri
    ti prendono per matta!
    A volte mi capita che vorrei parlare da solo
    a quel punto apro il telefono a chiamo qualcuno per scambiare due chiacchiere
    o per scaricare il cervello.

    Fuori tema:
    vedo qui a fianco la scritta su campo giallo
    "VERITA' PER GIULIO REGENI"
    Secondo me il Regeni era al servizio di Sua Maestà
    a fare lo 007 in terra d'Egitto
    altrimenti non si spiegherebbe il fatto che gli inglesi
    al pari degli egiziani non ci vogliano dire niente.
    E' solo una ideazza che mi passa per la testa
    che a volte condivido e altre no.
    Scusa il fuori tema.
    Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Legga bene signor Nucci: ho parlato di sorrisi e non di risa.
      E poi, come si fa a salutare senza sorridere?
      E poi.... legga qua cosa ne dice Faber, del sorriso:
      "Donare un sorriso
      Rende felice il cuore.
      Arricchisce chi lo riceve
      Senza impoverire chi lo dona.
      Non dura che un istante,
      Ma il suo ricordo rimane a lungo.
      Nessuno è così ricco
      Da poterne fare a meno
      Né così povero da non poterlo donare.
      Il sorriso crea gioia in famiglia,
      Da sostegno nel lavoro
      Ed segno tangibile di amicizia.
      Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
      Rinnova il coraggio nelle prove,
      E nella tristezza è medicina.
      E poi se incontri chi non te lo offre,
      Sii generoso e porgigli il tuo:
      Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
      Come colui che non sa darlo".
      ---------------
      Chiunque fosse Regeni, la brutalità della sua morte lascia sgomenti. Penserò alla tua ipotesi.
      Ciao.

      Elimina
    2. Oh, intendiamoci bene, il fatto che regeni sia chiunque sia
      non dà diritto a nessuno di torturare,
      ammazzare in questo modo è barbaro, incivile,
      meriterebbe una condanna pari al misfatto compiuto
      mi manda in crisi (ma veramente) il pensiero che oggi ci sia qualcuno capace di certe cose
      Mi torna alla mente quando mi facevano dire il rosario inginocchiato sui ceci
      le torture inflitte a quel ragazzo sono cento, mille volte peggiori
      e ci vuole una disumanità immensa per procurare dolore ad un'altra persona.
      spero di essrmi spiegato.

      Elimina
    3. La pena dei ceci è tremenda ma accostarla al rosario è davvero stolto.
      Anche a me fa male pensare che ci siano persone che non provano disgusto per la tortura e altre che la praticano. Pare innaturale e forse lo è.
      Ciao.

      Elimina
  2. Sì, forse è davvero un grido di aiuto. E mi rendo conto che, troppe volte, non ho saputo cogliere oppure non ho saputo rispondere a grida di aiuto o anche solo a richieste di comprensione, espresse in mille modi diversi.. un abbraccio, sono tornata dalle mie...non ferie! Emanuela

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come si fa a dare aiuto a chi non vuole che ti accorga del suo bisogno? Qualche anno fa ho conosciuto le Piccole Sorelle di Gesù di Charles de Foucauld, mi hanno insegnato il valore della condivisione, della vicinanza all'altro, fosse pure nel silenzio, perchè la cosa importante è che tu sia lì. Non è facile neppure questa che pare semplice ma mi consola quando non so cosa e come fare.
      Bentornata Emanuela, sei stata con i nipotini? chissà quanto è cresciuto il piccolino di tua figlia... che gioia.
      Ti abbraccio, ciao.

      Elimina
  3. purtroppo è vero... ognuno di noi combatte una battaglia che forse non riusciremo a vincere da soli e chiediamo aiuto... forse non sappiamo chiederlo o magari chi dovrebbe accorgersene è troppo indaffarato... chissà!

    Comunque sono arrivata per caso al tuo blog e mi è piaciuto molto, mi sono aggiunta ai tuoi lettori fissi!
    Un bacio, Luisa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuta Luisa!
      Pensa come sarebbe bello avere il coraggio di chiedere aiuto e trovare chi offre la sua mano sentendo il privilegio d'essere stato scelto.
      Grazie Luisa, un abbraccio. A presto.

      Elimina
  4. Ci si sente soli per diversi motivi, ma credo che la solitudine di chi è lontano dal suo paese e non sente più nemmeno la sua lingua, sia più disperante che mai!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ... e anche chi, pur parlando la stessa lingua di chi lo attornia non li comprende e non si sente da loro capito.
      Solitudine... è il nostro male moderno.
      Ciao Lili.

      Elimina
  5. canticchio spesso in solitudine. ma non mi sento solo. lieto giorno

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo faresti anche in mezzo a un prato? Sì, vero? Ahah..
      Ciao.

      Elimina
  6. Quando sui treni potevamo viaggiare a finestrini aperti, io mi affacciavo e cantavo a squarciagola. Che soddisfazione. Non mi sono mai chiesta se la mia voce, venisse sentita all'interno. Non me ne fregava niente. Un bacio, la tua fatina.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah, mi sarebbe piaciuto vederti, coi capelli e la voce al vento.
      Io cantavo in auto e continuavo anche se qualcuno, affiancandosi, mi guardava storto, ora tutto va meglio, chi mi vede pensa che io parli al cellulare e così sono salva.
      Un abbracione.

      Elimina
  7. Chiedere aiuto è una cosa difficile...bisogna accettare di essere fragili e di aver bisogno degli altri, eppure riuscire a farlo dona una grande serenità...
    Un sorriso donato non è mai fuori luogo, al massimo cade nell'indifferenza ma se viene accolto può fare veramente bene , non solo a chi lo riceve... anche a chi lo dà...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Firmo tutto quel che pensi perchè è proprio come dici ma... chi è fragile non sempre trova la forza di chiedere aiuto. A chi è in mezzo al mare e sta per affogare viene spontaneo... perchè non deve esserlo per altri tipi di pericolo?
      Ciao.

      Elimina

Grazie per avere trascorso un poco di tempo in questo nostro spazio.
Gli utenti anonimi saranno cancellati.