domenica 8 maggio 2016

Madri e figlie


Un giorno, all'improvviso


Un giorno, all’improvviso
mentre ti starai pettinando in silenzio,
o mentre ti infilerai una calza,
ti verrà in mente un mio gesto
e ti ritroverai a sorridere pensandomi.
Un giorno, all’improvviso
pedalando veloce sotto le prime gocce
di una calda pioggia di settembre,
sentirai un odore arrivarti al naso
e risvegliare un ricordo di mestoli e tegami
e mi vedrai davanti al fuoco, per un attimo.
Un giorno, all’improvviso
farai qualcosa che facevo anch’io
proprio allo stesso modo in cui la facevo io
e te ne meraviglierai moltissimo
perché non avresti mai pensato
di potermi somigliare così tanto.
Un giorno, all’improvviso
ti guarderai il dorso delle mani
e con il pollice e l’indice
ti pizzicherai la pelle, sollevandola,
e conterai il tempo che impiega a stendersi
pensando a quando lo facevi alle mie mani.
Un giorno, all’improvviso
ti ritroverai, stanca, ad abbracciare un figlio,
mi chiederai scusa per le volte che ho pianto
sapendo già che ti sono state tutte perdonate.
E ti mancherò da fare male
Ma sarò con te in ogni gesto
o nel muoversi delle foglie,
nel frusciare di un gatto nel giardino
o nelle orme di un pettirosso sulla neve,
come solo l’eterna presenza di una madre lo può.


Carolina Turroni



27 commenti:

  1. bellissima. Nessun altro commento.
    ....ho vissuto il momento in cui, guardandomi allo specchio, mi sono accorta di avere sul viso le stesse espressioni della mamma, noi che siamo così diverse fisicamente....è stato choccante ed emozionante!
    un abbraccio
    Emanuela

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    1. Davvero incredibile come le nostre madri ci abbiano lasciato impronte sui visi, sui modi di dire, sulla nostra faccia seria quando siamo arrabbiate; quando lo riscontro, sorrido del piccolo furto.
      Un abbraccio a te, Emanuela.

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  2. Bellissima. Per la mia mamma, per le mie figlie. Grazie.

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    1. Cosa lasceremo alle nostre figlie, cosa avranno respirato negli anni trascorsi insieme? Per fortuna non tocca a noi scegliere.
      Ciao, cara Lorenza.

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  3. Carolina Turroni, l'ho scoperta su face.
    Quando lessi questa poesia, mi venne in mente la nostra Monellina d'oro.
    Specialmente nell'ultimo verso:

    "Ma sarò con te in ogni gesto
    o nel muoversi delle foglie,
    nel frusciare di un gatto nel giardino
    o nelle orme di un pettirosso sulla neve,
    come solo l’eterna presenza di una madre lo può."

    Un abbraccio grande ad una Mamma veramente brava. Lo sei.


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    1. Grazie amica mia. Sì, la nostra Monellina d'oro e la sua testolina di seta...
      Ricordo che la presentasti tu questa poetessa ma questa poesia l'ho copiata dalla nostra Fausta che ha fiuto per i diamanti.
      Ciao cara.

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  4. Parlate sempre di madri com se ci fossero solo loro.
    Anche io ho spesso ricordato mio padre
    nei gesti, nell'educazione a tavola,
    il suo cantare senza sapere le parole e faceva "ra ra ra"
    nel guidare mandando a quel paese gli imbranati
    e quando almeno due volte la settimana dava di stomaco,
    nelle sberle avute e le carezze mancate.
    E non esisteva solo mia madre,
    esisteva anche lui anche se non c'era più.

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    1. C'è da dire che i padri, un tempo, erano poco presenti e si curavano a malapena dei figli ed erano più temuti che amati, anche se l'amore sicuramente c'era.
      Di padri se ne sarebbe dovuto parlare il 19 marzo, alla festa del papà, ma non ho letto nessun figlio celebrarlo come facciamo noi figlie con la mamma.
      I due generi hanno caratteristiche e sensibilità diverse, i maschi provano vergogna a mostrare i sentimenti, si sentono poco virili a farlo e questo forse giustifica le poche poesie (rispetto a quelle dedicate alla madre) che sono dedicate al padre. Fra pochi anni faranno altrettanto le femmine, modificate dal duro e doppio lavoro che sono costrette a svolgere, ahimè.
      Non so se anche tu, guardandoti allo specchio, potrai notare somiglianze con tuo padre ma, se lo farai, penso che ne avrai piacere.
      Ciao!

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    2. per Massimo.
      E' vero Massimo, ci sono anche i padri ed io ho seminato i racconti su di lui ovunque. Forse perchè - e scusa se ti sembra un trito e ritrito luogo comune- le donne masticano meglio i sentimenti e poi li cacciano fuori: forse voi uomini, in questo, siete un pochino indietro....Sono assolutamente d'accordo con Sari quando dice che avete vergogna a mostrare i vostri sentimenti, come se questo, in qualche modo, vi svilisse....
      Mio padre se n'è andato 4 anni fa.
      Era ancora un uomo bellissimo e, soprattutto, pur piagato e piegato dalla malattia, lucido, intelligente, ironico. E PADRE.
      Due giorni prima di andare via, in quei giorni del febbraio 2012 che, nel Montefeltro, si ricordano per l'entità della neve.
      Quei giorni in cui, per poterlo portare al cimitero di Montecerignone, dall'ospedale di Riccione, di giorni ce ne abbiamo impiegati 7, aspettando la protezione civile del Friuli, che ci ha liberato la strada.
      quei giorni che trascorrevo sorridendo, ricordando che Lui ha fatto....il piacione fino alla fine, con la signora che lo accudiva di notte.
      Due giorni prima mi ha telefonato e mi ha detto " Ho visto le previsioni del tempo, a Genova verrà molto freddo: copriti bene, quando la mattina esci."
      un Padre, insomma.
      Emanuela
      PS. Per Sari. Scusa se ho approfittato del tuo spazio.

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    3. Non scusarti, Emanuela, mi piace molto che i miei ospiti dialoghino fra loro.
      Grazie per questi tuoi ricordi... vorrei che fossero letti dai padri novelli, per accrescere la consapevolezza del loro ruolo di genitori.
      Ciao!

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    4. Ciao ManelaRossi
      In quel tempo io ero tra la neve
      e per uscire di casa avevo fatto un tunnel
      adesso è bello da raccontare
      a allora non è stato un granchè.

      Sari, non mi scuso per aver usato il tuo spazio,
      so adesso che sei contenta.
      dovresti ringraziarmi :-))

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  5. Bellissimi ed emozionanti questi versi. Anch'io mi rivedo quotidianamente nei gesti di mia madre, gesti che quotidianamente criticavo, quando Lei era in vita e che oggi mi fanno sentire così vicina a lei.

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    1. Perfetta descrizione. Ritrovarsi a fare gli stessi gesti, a usare identici modi di dire, pare una via obbligata dal dna ma credo che in tutto questo conti anche l'avere raggiunto la loro stessa età, quella della maturità.
      Ciao Krilù.

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  6. Sto raggiungendo i miei 68 anni e quando morì mia madre aveva solo 54 anni e io 12. Ritrovarmi ad avere più anni di lei per me è alquanto strano; ma certe volte se passeggiando sento l'odore del mirto la rivedo come era quando mi accompagnava in un giardino dove c'erano tanti arbusti di quella pianta. In quel luogo non c'è nessuna età tutto è rimasto stranamente eterno.

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    1. Un ricordo dolce e intenso, il tuo. E' poesia dei sentimenti.
      Grazie.

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  7. Di mia madre ho gli occhi, le sopracciglia, il modo di tossire...insomma è dentro di me. La poesia è bella perché vera.Ciao SARI, scusami il ritardo ed il silenzio.Divento sempre più sfaticata.Come mia madre.

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    1. Tu sei tu e basta. Tua madre ha avuto una figliola premurosa e anche tu l'hai. Devi solo avere cura di te. tutto il resto va bene.
      Un abbraccio. :)

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  8. vi trovo serenità e dolcezza.
    naturalmente io non penso e non scriverei mai "E ti mancherò da fare male". ma questo non ha importanza.
    ciao. buona giornata

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    1. Non lo scriveresti ma per molti è così. E' un dolore che i genitori vorrebbero evitare ai figli ma è l'amore, giorno dopo giorno, a produrlo.
      Ciao Ant.

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  9. ...mi piace questa poesia perché è proprio così ...ogni parola è un'immagine vissuta ....la invierò a mia figlia, ai miei figli
    Grazie ...Un saluto!!!

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    1. Ti ho incontrato altrove e sono lieta di darti il benvenuto anche qui.
      Chi scrive col cuore sa arrivare a quello degli altri.
      Ciao Franca Rita.

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  10. Fammi ancora essere figlio. Solo una volta. Una volta sola.
    Poi ti lascio andare.
    Ma per una volta ancora, fammi sentire sicuro.
    Proteggimi dal mondo.
    Fammi dormire nel sedile dietro il tuo.
    Guida tu, che io sono triste e stanco.
    Ho voglia che sia tu a guidarmi, papà.
    Metti la musica che ti piace. Che sarà quella che una volta cresciuto piacerà a me.
    Fammi essere piccolo.
    Pensa tu per me.
    Decidi tu per me.
    Mettimi la tua giacca, che a me sembra enorme, perché ho freddo.
    Prendimi in braccio e portami a letto perché mi sono addormentato sul divano.
    Raccontami storie.
    E se sei stanco non farlo. Ma non te ne andare.
    Ho voglia di rimanere figlio per sempre.
    Abbracciami forte come dopo un goal.
    Dormi ora, come hai fatto per una settimana su una sedia accanto al mio letto in ospedale.
    Rassicurami.
    Carezzami la testa.
    Lo so che per tutti arriva il momento in cui devi fare da padre a tuo padre.
    Ma io non voglio.
    Non ora.
    Voglio vederti come un gigante. Non come un uccellino.
    Non andare papà.
    Ti prego.
    Fammi essere ancora tuo figlio.
    Fammi essere sempre tuo figlio.

    Gabriele Corsi

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  11. Come mi commuove quest'altra poesia rivolta al padre! Quando le parole sono vere, si sentono!Ciao CANGALA, ciao SARI!

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  12. Tutto bene SARI? vedo che taci da un po' di giorni, stai bene sì?

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  13. E' bellissima la poesia che ci porti, Cangala. Grazie davvero! (Hai visto che ne ho fatto un post?)

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  14. Lili, com'è bello commuoversi per una poesia così piena di sentimento, riconcilia col mondo.
    Sono silenziosa per più motivi. Uno è l'impegno preso per fare volantini per un'associazione culturale e poi sono tanto preoccupata e scriverei solo di mala politica e scrivo "mala" perchè di buona se ne vede così poca in giro da credere che sia sparita. Ma c'è, lo so. Ciao e grazie.

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