giovedì 15 gennaio 2015

Chi può dire di conoscere veramente?


Guarda che non sono io
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Francesco De Gregori

Guarda che non sono io
quello che stai cercando
Quello che conosce il tempo
E che ti spiega il mondo
Quello che ti perdona e ti capisce
Che non ti lascia sola
e che non ti tradisce
Guarda che non sono io quello seduto accanto
Che ti prende la mano e che ti asciuga il pianto
Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e mi ringrazia
Vuole sapere qualcosa
Di una vecchia canzone
Ed io gli dico
Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio
E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io
Guarda che non sono io
quello che mi somiglia
L’angelo a piedi nudi
o il diavolo in bottiglia
Il vagabondo sul vagone
La pace fra gli ulivi
e la rivoluzione
Guarda che non sono io la mia fotografia
Che non vale niente e che ti porti via
Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e vuol sapere
E mi domanda qualcosa
Di una vecchia canzone
Ed io gli dico
Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio
E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io

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9 commenti:

  1. Il mistero ci avvolge, dalla nascita alla morte.

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    1. Il maggior mistero riguarda me stessa e la cosa affascina e preoccupa contemporaneamente.
      Da quanto credo di capire, De Gregori, in questo brano, dice all'altro: credi di conoscermi e invece sbagli, mi hai vestito di abiti non miei.
      Ciao.

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  2. conosci te stesso diceva Socrate ed è già arduo e difficile, conoscere l'altro è forse un tantino più difficile, allora cerchiamo almeno di rispettarlo come nostro simile

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    1. Il rispetto è un ottima base per la conoscenza, Ottimo pensiero.
      Ciao.

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  3. ...vestiamo gli altri di vestiti che non gli appartengono.Pensiamo di conoscere " gli altri " che fanno parte delle nostra vita,
    Poi, però, mi viene da chiedermi..... Ma perchè è così difficile farci conoscere nella nostra vera essenza ,mostrarci per ciò che davvero siamo o che, in assoluta onestà, pensiamo di essere? Vestiamo gli altri di abiti che non appartengono loro, ne indossiamo altri che non noi non hanno nulla a che vedere, ma ce li drappeggiamo addosso. Ma perchè è così difficile essere sinceri? Un abbraccio Emanuela

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    1. Siamo molto condizionati e spesso non ci presentiamo nudi ma, come dici, vestiti di abiti che riteniamo convenzionali o che ci rappresentano al meglio. Ci tradiamo continuamente, insomma. La sincerità viene spesso esaltata ma non la onoriamo quasi mai... scartata perchè poco conveniente. Il peggior servizio che facciamo a noi stessi sono le menzogne che ci riguardano. Come sarebbe utile invece, perdonarci e ripartire a nuovo ogni giorno.
      Un abbraccio a te. Ciao.
      P.S.: Genova nell'occhio del ciclone... adesso anche politico. Meglio questo della calma piatta.

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  4. "Soltanto conoscendo te stesso, o Creso, diverrai un uomo felice" (Senofonte)

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    1. Invece facciamo di tutto per essere qualcosa d'altro... quel che crediamo migliore. Già, così non si può essere affatto felici.
      Ciao

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  5. Che bel post!
    Mitico anche De Gregori!
    Buon weekend

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