domenica 19 ottobre 2014

Straniero a chi?


Quando ero bambina, nella zona dove abitavo  il comune costruì un villaggio per i non abbienti e quelle case furono occupate in prevalenza dai nostri fratelli del sud che  cercavano pane e lavoro per le loro famiglie. Arrivarono quindi "stranieri" che parlavano in modo sconosciuto, che mangiavano cibi insoliti e  a scuola avevo compagne con cognomi  difficili da pronunciare.
Qui i poveri non mancavano di certo  ma noi non dicemmo "prima noi"  riguardo le case e il lavoro perchè li  riconoscevamo  come assoluta necessità, un bisogno che ci faceva tutti uguali.

Subito prima erano giunti  gli sfollati del Polesine e i miei genitori mi raccontarono che aprimmo  le nostre case per ospitarli e  il Comune li favorì  nel lavoro senza che ci fossero manifestazioni di protesta al riguardo... perchè era evidente che così bisognasse fare... lo sapevamo  perchè anche noi eravamo stati nel bisogno ed eravamo andati a cercare lavoro dove ce n'era.
Noi sapevamo cosa fosse la povertà e riconoscevamo il bisogno di avere, prima di tutto,  cibo e casa.

Prima gli italiani,  recitano oggi gli striscioni... e  molte persone a dire che sì, è giusto.

Fermiamoci a pensare.
Cosa è cambiato nella nostra mentalità? Perchè accettiamo che si dicano cose ingiuste nei confronti di chi cerca pace e lavoro?  Il problema è solo di denaro?
Si pensa che gli immigrati ci tolgano parte di quel denaro che serve alla comunità?

I nostri soldi.   L'UE dice di aver stanziato denari per la nostra immigrazione e che sono adeguati  (Si può leggerlo bene qui)

Giusto un anno fa l'Espresso  disse e l'inchiesta è QUI ,  che l'Europa ci aveva dato un mucchio di denari che non erano stati spesi,  che erano fermi dal 2008   e che gli immigrati dormivano ancora per terra. 

Il problema degli stranieri, secondo me,  è mal posto e non so se questo sia avvenuto in buona o cattiva fede, so solo che mi fa paura questo modo di essere trascinati a pensare. 
Abbiamo bisogno, per come la penso, di giustizia per TUTTI.  
Cavalcare certi temi, adesso, con tutti i problemi, le instabilità e le  nuove povertà, è  pericoloso. 

"Prima gli italiani" è un pensiero rischioso per noi stessi, rendiamocene conto,  e   Martin Niemöller  ci dice perchè:

"Quando vennero per gli ebrei e i neri, distolsi gli occhi
Quando vennero per gli scrittori e i pensatori e i radicali e i dimostranti, distolsi gli occhi
Quando vennero per gli omosessuali, per le minoranze, gli utopisti, i ballerini, distolsi gli occhi
E poi quando vennero per me mi voltai e mi guardai intorno, non era rimasto più nessuno..."

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6 commenti:

  1. Terribilmente grande il pensiero di Martin Niemöller. Tu ti chiedi che cosa è cambiato nella nostra mentalità. Io temo che il passato che tu dipingi sia un po' edulcorato dal ricordo. Non posso dimenticare che quand'ero bambina e la povera gente senza un lavoro cominciò ad emigrare dal sud verso il nord, verso le grandi città come Torino o Milano, non vennero accolti nel migliore dei modi. Fu allora, credo, che venne coniato il termine "terrone" con pesante significato spregiativo.

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  2. Certamente è come dici ma ti riferisci alla convivenza che sicuramente non è stata facile e anche qui sono nate incomprensioni da entrambe le parti.
    Parlavo invece del riconoscimento al diritto alla casa e al lavoro... forse ti riferisci anche a questo? E' possibile che Bologna, per il suo colore rosso, fosse più propensa a riconoscere i diritti degli altri?
    Beh, pensa che una nostra ragazza, solo qualche anno fa, è stata chiamata terrona per via del suo essere bolognese. C'è sempre un sud da deridere, per chi lo vuole trovare.
    Ciao e grazie.

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  3. Condivido in gran parte la tua posizione, e penso che il cinismo, il disprezzo e la mancanza di attenzione e pietà per il prossimo siano elementi pericolosi, e purtroppo in via di rapida diffusione in Italia e in Europa.
    Credo anche che il problema dell'integrazione sia estremamente complesso, tanto più come viene sfruttato da destra e da sinistra per motivi di bieco potere.
    Detto questo, penso anche che sia sotto gli occhi di tutti la quantità di stranieri che vengono dalle nostre parti clandestinamente e in cerca di una comoda nicchia dove la legalità è praticamente sospesa.
    E penso anche che, a parte chi fugge dalle guerre, nell'attuale situazione di crisi acuta non possiamo permetterci di offrire possibilità di lavoro a una platea di aspiranti potenzialmente immensa, proveniente da paesi in situazione di miseria. La loro povertà, certo, deriva storicamente dall'opulenza della parte del mondo "evoluta" che ne ha sfruttato egoisticamente le risorse; ma penso che il riequilibrio della situazione passi dall'incentivare sviluppo e pace nei loro Paesi, obiettivo al momento terribilmente e colpevolmente lontano.

    Un caro saluto.

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    1. Ecco, hai centrato come sempre il problema.
      "...una comoda nicchia dove la legalità è praticamente sospesa"... Il male è qui e la sensazione che lo straniero sia il pericolo è cavalcata da più parti. Qui, e tu lo sai visto che viviamo nella stessa città, c'è tanto volontariato (in quasi tutti i settori) e nel limite del possibile si aiuta tutti. Lo straniero dà fastidio sempre... è il banco di prova della nostra maturità perchè rompe quel senso di normalità che rassicura.
      Siamo in un periodo storico particolare, le ideologie non esistono più e l'unico imperatore è il denaro. Un popolo diviso è denaro che canta, per alcuni.
      Grazie Franz, un caro saluto a te. Sempre aspettando la puntata della saga della Cavallona.

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  4. Purtroppo sembra che a noi italiani risulti difficile il confronto con altre culture. Questo modo di pensare lo riterrebbero vecchio persino i nostri nonni quelli che partirono a cercare una vita migliore dall'altra parte dell'oceano. Siamo un popolo dalla memoria corta e trattiamo "lo straniero" come un intruso e lo releghiamo ai compiti più miseri arrabbiandoci pure.
    Alcuni dicono che si dovrebbero abbattere tutte le frontiere ma c'è ancora rivalità tra i quartieri e, come dici tu, c'è sempre un sud da deridere ed io aggiungo da calpestare.
    Manca un elemento particolare: l'empatia.
    Trascuro dal prendere in considerazione chi emigra per delinquere, quelli sono ovunque e ci sono anche tra i nostri connazionali.
    Un caro saluto cara Sari

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    1. Quando gli esperti dicevano che gli effetti del berlusconismo si sarebbero visti nel tempo e che non sarebbero svaniti facilmente, mi parevano pessimisti (tolto il dente tolto il dolore) e invece avevano ragione... molti italiani sono cresciuti a quella scuola e rieducarli ai valori della solidarietà, delle regole e del buon vivere.
      Anche la mia città è cambiata parecchio... anche se molte attività sono mantenute dalle persone della mia età che non si sono obnubilate davanti al dio televisore.
      Che bello il tuo ritorno.. un abbraccio.

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