mercoledì 16 luglio 2014

Un vecchio racconto: Protezione solare



Profumata di salsedine e desiderosa di un bagno tiepido per togliersi di dosso  sabbia e i resti della crema solare, entrò in casa e buttò nell'angolo la borsa da mare che si aprì facendo rotolare sul parquet flaconi, forcine e monete  Lei non se ne curò, era troppo stanca  e proseguì verso il bagno.
Quel giorno aveva fatto lunghe nuotate in mare, il sole le aveva incendiato la pelle  e  non vedeva l’ora di rinfrescarsi.  Sentiva bruciare soprattutto le spalle… aveva una carnagione chiara, da rossa con lentiggini e si ripromise di adottare, fin dall'indomani,   un solare con una protezione più alta.
Mentre posava l’accappatoio vicino al box della doccia, si guardò rapidamente intorno ammirando le piastrelle e gli accessori che aveva scelto con cura e sorrise pensando quanto amava quella casa. Era un po’ isolata, sì, ma silenziosa e quieta, aveva tanto verde alle spalle e le vetrate davano direttamente sul mare, non c’erano locali notturni e tutto era  come piaceva a lei…  Pensò d’essere   stata veramente fortunata a poterla acquistare.
Amava molto il mare che sempre riusciva a calmarla… ristorarla… a farla sentire piccola e contemporaneamente parte importante dell’universo. 
Era  soddisfatta.
Girò le manopole che regolavano l’acqua ed entrò nel box della doccia.
La sferzata fresco-tiepida le diede immediato ristoro e lei, come sempre quando si trovava sotto quel getto che la massaggiava, alzò il viso verso il getto e si rilassò.
Passando la mano sui capelli lisciati dall'acqua, si ricordò che l’indomani aveva appuntamento col parrucchiere. Erano già troppo lunghi. Spuntatina  o taglio giovane e sfizioso? Mah! Avrebbe deciso secondo l’umore del momento.
Stava sorridendo all'idea del nuovo desiderio di sembrare più giovane e carina quando un rumore, prima sporadico poi via via più insistente, destò dapprima la sua curiosità e poi la mise in allarme.
Tlik tlik tlik
Era come un tintinnio, dapprima rado poi  sempre più veloce, irregolare. Come se piccole biglie metalliche stesero cadendo sul marmo. La fonte del rumore era vicina e si  sporse oltre il vetro della doccia senza notare nulla.
Tlik tlik tlik.
S’accorse che il rumore  era  dentro la doccia ed alzò lo sguardo verso l’erogatore dell’acqua. Lo toccò per sincerarsi che non stesse perdendo pezzi… no, tutto era a posto.
Tlik tlik tlik.
Il rumore divenne  insistente e lei abbassò lo sguardo sul piatto di marmo rendendosi conto che il rumore proveniva da lì.
Tlik tlik tlik.
Quello che vide, la riempì di sgomento. Il rumore era provocato da piccole  lentiggini che si staccavano dal suo corpo per cadere via via sul pavimento della doccia formando mucchietti che la potenza del getto trascinava in gorgo verso lo scarico.
Inorridita, si strinse  le braccia attorno al corpo, quasi a proteggersi da quello che sembrava un irreale maleficio ma la sua pelle diventava  sempre più bianca ed alcune zone del corpo erano già color latte.    Avrebbe voluto chiudere l’erogatore ma l’ansia  non le permise  di compiere quel gesto che pur aveva compiuto mille e mille volte.
Tlik, tlik, tlik…
Angosciata e spaventata cercò di uscire dal box, ma sembrava che i suoi piedi fossero incollati al marmo del piatto mentre lo scarico continuava ad ingoiare le sue amate lentiggini. Avrebbe voluto, dovuto difendersi tappandolo  ma fu incapace di compiere anche quel gesto.
Tlik tlik tlik.
Un dubbio atroce attraversò la sua mente: che sarebbe successo quando la sua pelle sarebbe stata priva delle macchioline che da sempre facevano parte della sua persona? Ci sarebbero state altri parti da inghiottire   poco a poco?  
Sarebbe interamente finita nello scarico della doccia?
Tlik tlik tlik.
Inorridita, urlò. Urlò con tutte le sue forze e si rese conto solo in quel momento di quanto la casa fosse isolata… che gli unici vicini erano ancora in spiaggia... che era disperatamente sola ed impotente in quell’orribile e misterioso accadimento.
Gridò ancora! Ancora ed ancora!
Con un sobbalzo si svegliò. Era raggomitolata sull'accappatoio, la pelle arrossata dai troppi bagni in mare e la testa in fiamme. Si guardò la pelle: le lentiggini erano ancora tutte sulla sua pelle.
Aveva sognato! Il sollievo le gonfiò il respiro ed il cuore rallentò i battiti furiosi. 
Scrollò il capo! Aveva preso troppo sole… decisamente! La sua pelle scottava. L’indomani avrebbe comperato un cappello ed una protezione solare altissima. La più alta che avrebbe trovato in commercio.
Per calmarsi totalmente, fece un giro di ricognizione per tutta la casa, trovando ovviamente ogni cosa al suo posto.  Rassicurata, aprì il frigorifero e si versò un succo di frutta fresco che sorseggiò stesa sul divano.
Rise di se stessa.
Completamente serena, si avviò   verso la doccia divertita dal sogno inconsueto. Regolò il getto dell’acqua ed alzò il viso per esserne ristorata.
Sì, domani si sarebbe fatta tagliare i capelli. E sarebbe uscita a cena con quel signore che abitava non lontano da lei e che, garbatamente l’aveva già invitata altre volte ottenendo il suo rifiuto.
L’avrebbe corteggiata?
Mah! Se si fosse rivelato simpatico… poteva sempre farlo lei!
Ed a quel pensiero, il suo sorriso s’accentuò.

Poi un rumore, “quel rumore”..
Tlik… tlik… tlik…




Una Sari spensierata

4 commenti:

  1. Non si è svegliata del tutto.
    Su su svegliamola bene...
    Ciao Sari, sairaccontare molto bene ed in modo coinvolgente.

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    1. Grazie Carla. E se invece fosse sveglia e il sogno solo una premonizione?
      Ehehe... ciao ciao.

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  2. Svegliati subito! Non ti scrollo ... altrimenti tlik tlik ...

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    1. Ahahaha... che colla scadente quella che con cui sono state attaccate le lentiggini... ahahha...

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