giovedì 27 marzo 2014

Omologati? No, grazie

In questi giorni, a Bologna, è in corso la Fiera del Libro per Ragazzi.  Ascoltando Radio3 e guardando i filmati dell'evento, si nota come l'Italia sana, quella che lavora e crea, che s'impegna e rischia pur di portare avanti quel che ritiene valido, c'è. C'E'!
Fra i tanti pensieri  interessanti che gli ospiti ci hanno regalato, una frase  mi ha colpito nella sua chiara linearità:  "occorre dare valore più alla diversità che all'uguaglianza".
In questa nostra società di omologati, di apparentemente uguali, di standardizzati, il diverso viene percepito come corpo estraneo, come fastidio, mentre non lo è affatto perchè  la diversità accettata (ogni diversità) è un  valore, è crescita...  e  l'unica strada per  tentare di essere felici.

La ricca pagina della Fiera del Libro cliccando QUI




Concita del Gregorio e...Mafalda

6 commenti:

  1. Se la frase è innocente e di passaggio può andare anche bene, se invece è una riflessione complessiva non va bene per niente. Se si dà peso alla diversità e meno all'uguaglianza si possono giustificare le enormi ricchezze concentrate in poche mani. Uguaglianza e diversità, sono un po' come uguaglianza e libertà, si dissero tante cose e poi non se ne fece niente. ciao

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    1. E' utile considerare anche l'aspetto che sottolinei, ma avevo inteso il discorso in un altro senso: è necessario che ogni individuo venga accolto con le proprie diversità piuttosto che costringere ogni persona ad essere diversa da quello che madre natura ha previsto. In questo senso ci si allontanerebbe da una omologazione che svilisce e che, solo per alcuni tratti, è necessaria.
      Quando si parla di diversità vengono in mente esempi estremi, agli antipodi, ma è utile considerarla come solo segno di distinzione dagli altri e, se ci si pensa, ogni individuo si distingue dall'altro in molti tratti visibili e meno. L'omologazione uccide la fantasia e la creatività e in questo senso, parlando di libri per ragazzi che stanno crescendo, il discorso diventa importante.
      Ciao.

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  2. Vero... vero... vero... W i diversi!!!
    Bacioni
    Francesca

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  3. Certamente la diversità è, come si dice spesso, segno di ricchezza, purtroppo però in molte circostanze rimangono solo parole. Magari la considerassimo vera ricchezza per crescere! Credo che tu intendi, in questo contesto, l'uguaglianza come piattume cioè come tutto uguale, qualcosa che segue una scia facile da seguire, ed è qui che, credo, tu intenda valorizzare la diversità.
    Ne sono quindi pienamente d'accordo. La diversità che non viene accettata è quella che è dentro di noi, quella che gli altri ci hanno voluto far credere diverso e non è ne il colore della pelle, ne il ceto sociale ma sono i nostri pensieri i nostri credi, tutto ciò che non collima con il pensiero o il credo di un altro. Questo è difficile di abbattere: il pregiudizio che tappa la bocca a chi vorrebbe parlare di se per farsi conoscere e toglie quindi dignità alla persona.
    A presto cara Sari!

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    1. "... rimangono solo parole". E come darti torto? Io però, nel mio piccolo, cerco ogni occasione per parlarne e se incontro persone come te ne sono contenta.
      A l piacere di rincontrarti, Carla carissima.

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