domenica 19 gennaio 2014

Cantare il sociale


E'  ancora attuale questa 
Canzone del  Maggio 
di Fabrizio De Andrè

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10 commenti:

  1. La canzone è mooooltissimo attuale ...... peccato che le piazze di tutta Italia oggi sono vuote di persone che protestano ...... abbiam perso la voglia anche di lottare ........ si son presi proprio tutto
    A noi son le rimaste queste bellissime poesie in musica del grande DE ANDRE' .......
    Un abbraccio Sari e una serena serata

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    1. Le persone sono troppo scoraggiate, non sanno di chi fidarsi e dicono la celebre frase: sono tutti uguali, a che serve lottare? Invece serve restare desti, oggi più che mai.
      La cultura, il bello aiuta e ridona forza, per questo motivo stanno togliendo fondi alla scuola e parlano di darla in gestione (!!!) ai privati.
      Dal tuo blog è stata tolta la possibilità di commentare... metto la mia stima ai tuoi versi qui.
      Ciao, felice serata.

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  2. Marjoleine Bastin, brava ma perchè non le fai te ste robe che saresti brava almeno quanto lei!?
    Non si protesta più, io non ne ho più voglia.
    Ciao.

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    1. La Bastina è bravissima ed io ho preso tre suoi dipinti per farne uno... le dovevo la firma in chiaro... no?
      Fatti venire la voglia di protestare ma... non farlo. ;))))))))))))
      Ciao

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  3. Non conoscevo questa canzone... mi piace!!! Ed è vero, le piazze sono vuote, eppure ce ne sarebbero di cose per cui protestare!!!
    Un abbraccio
    Francesca

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    1. Le piazze sono vuote ma il volontariato è più vivo che mai... tante persone si danno da fare per chi sta peggio e questo mi fa ben sperare.
      Ciao, un abbraccio.

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    1. Un abbraccione a te, Michi pittrice.
      Ciao

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  5. Ho ascoltato la stessa canzone per radio poche sere fa, e mi ha commosso profondamente, e anch'io ho pensato a quanto sia attuale.
    E' l'attualità di un'opera d'arte che assurge a classico, ma certo è anche l'urgenza, riguardo al nostro presente, del messaggio che contiene.

    Un caro saluto.

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    1. Ascoltando un vecchio Guccini, giorni fa, ho pensato la stessa cosa: pare scritto per questi nostri tempi così tribolati. L'umanità non cambia e l'oppressore è sempre lì, pronto ad ogni nostra disattenzione.
      Ciao Franz, saluti cari a te.

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