sabato 25 maggio 2013

Scuola, quel che ho capito del referendum


Referendum consultivo. 

Domani 26 maggio 2013 a Bologna si vota e la consultazione riguarda i fondi da destinare alla scuola pubblica o a quella privata. 

Su questi due termini ci sono varie interpretazioni, e tanta confusione, ma alla base di ogni ragionamento possibile  ci sono poche  semplici  domande  a cui rispondere con chiarezza: 
- Lo stato crede giusto  occuparsi in prima persona dell'istruzione dei propri cittadini?
- Considera essenziale l'accesso all'istruzione per tutti?
- Crede necessario  investire sulla qualità dei  cittadini  facendo progetti futuri utili  alla qualità dello  stato stesso?
Credo che da queste risposte dipendano tante  altre  considerazioni che in questa occasione tralascio, ma che  influenzeranno il mio voto. 

Il quesito: 
"Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all'istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia?
A) utilizzarle per le scuole comunali e statali.
B) utilizzarle per le scuole paritarie private."


Voterò A perchè pubblico vuol dire gratuito e per tutti.
Voterò A per invertire la tendenza dello stato a dare al privato i nostri denari.
Voterò A perchè l'insegnamento sia libero e  aconfessionale 
Voterò A perchè tanti hanno lottato per  dare a tutti quel che era solo per pochi.
Voterò A perchè la qualità degli insegnanti sia alta e sotto gli occhi di tutti.

Non si creda che questo referendum  riguardi solo Bologna o la scuola d'infanzia...  riguarda ed è importante per tutti e lo prova il fatto che  gli occhi interessati del paese, e delle varie istituzioni,  sono puntati su questa data. 

Che accadrà dopo lo spoglio delle schede? 
--> Se i cittadini avranno votato  B,  il sindaco si sentirà autorizzato ad imboccare subito la strada della privatizzazione.
---> Se passerà la A il sindaco ha fatto gentilmente  sapere che,  comunque vada,   farà a modo suo.  

Detto questo, si può facilmente immaginare lo spiegamento di forze  impiegate  a convincere i cittadini ad andare a votare B (lo stan facendo tutti, partiti, comune, parrocchie, istituzioni) e, dovesse  mai vincere, il sindaco parerà ogni altra obiezione, e sciopero,  usando  le schede elettorali che faranno  fede che quello è il desiderio della popolazione. 
Dovesse prevalere la A,  la faccenda non cambierà ma rimarrà la prova che noi cittadini siamo consapevoli di quel che dovrebbe fare uno stato democratico e maturo... qualsiasi cosa farà il sindaco del nostro parere consultivo.  


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8 commenti:

  1. --> Se i cittadini avranno votato B, il sindaco si sentirà autorizzato ad imboccare subito la strada della privatizzazione.
    ---> Se passerà la A il sindaco ha fatto gentilmente sapere che, comunque vada, farà a modo suo.

    Ma allora, a cosa serve?

    Sono sicura che Bologna farà la cosa giusta!!!
    Un bacio
    Francesca

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  2. A che servirebbe fare la "cosa giusta" con queste premesse?
    Ogni consultazione ha dei costi, che ricadono sempre sulle (s)palle dei cittadini: quando una richiesta di parere oltre ai costi appare pure stupida, ne consegue che già il proporla in questi termini è quanto meno fascista.
    Tanto valeva che il vostro podestà comunicasse alla popolazione "così è se vi pare, e così è se non vi pare".
    Bologna la Dotta, in questa specifica occasione, apparirà come Bologna la Tonta, comunque vada a finire.
    Ciao, in bocca al sindaco.

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  3. Se vince la A il sindica che farà a modo suo sarà probabilmente all'ultima elezione
    Se vince la B le scuole paritarie aumenteranno e gli insegnanti di quelle scuole saranno pagati ancor meno

    Io voto A e credo che festeggerò la vittoria.

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  4. Per Cicabuma, Gattonero, Massimo:
    Dovuta precisazione.
    Già, a che è servito, cara Francesca, votare se hanno già detto che l'esito non influenzerà le decisioni comunali?
    E' che non potevano farne a meno e le cose sono andate così:
    Un gruppo di cittadini, visto il disagio crescente provocato dai tagli alla scuola pubblica (i genitori da tempo si tassano per portare carta da cucina, igienica e materiale didattico) ha chiesto che i pochi fondi che arrivano dallo stato (la scuola qui è prevalentemente comunale) fossero dirottati alla scuola pubblica.
    Il sindaco non ha tenuto conto di questa richiesta e allora i cittadini si sono attivati per raccogliere le firme necessarie per indire un referendum che volevano sovrapporre alle elezioni di febbraio 2012, riducendo notevolmente i costi ma il sindaco non è stato d'accordo e ha indetto la consultazione per il 26 maggio 2013.
    Tutti i partiti e le organizzazioni che hanno sostenuto il B, hanno impaurito la popolazione dicendo che i loro figli frequentanti le scuole private sarebbero stati sbattuti per strada dalla sera alla mattina, tipo sgombro forzato, in caso di vincita della proposta A... ma non è affatto così.
    Eh sì, Gattonero, i metodi che stanno usando i nostri governanti sono poco belli e credo che mai come adesso i cittadini debbano informarsi, approfondire, partecipare per mostrare che non dormono.
    Sai Massimo, non credevo affatto nella vittoria del voto A invece.... la tua fiducia è stata premiata.
    Grazie del vostro parere che mi preme parecchio.
    Sari

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    1. Sì, festeggio, ma...
      han votato in pochi e ho dubbi che sia stato un voto sentito,
      perchè si cambi ci vuole più partecipazione.

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    2. Dappertutto c'è stata poca partecipazione al voto, e questo bolognese era solo un referendum consultivo. Chi non ha figli o nipoti in età scolare non si è sentito coinvolto dal problema... male, vero?
      Ciao!!

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  5. Malissimo Sari, perché il problema della scuola deve riguardare tutti.

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    1. Riguarda davvero tutti la qualità della scuola perchè da lì esce il futuro. Non a caso i primi tagli alla spesa pubblica sono stati fatti proprio lì.
      Ciao!

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