giovedì 30 maggio 2013

Ancora sulla scuola

I bolognesi che vanno a votare   credono nella scuola pubblica. E son bolognesi che sono andati  nonostante la bella (e quasi unica)  giornata di sole ed a loro va il mio grazie. 
Fra le mie  conoscenze  ci sono molte insegnanti che lavorano nelle scuole "paritarie"e per loro questo voto "A" è stato uno smacco... non capiscono che il pubblico non annulla il privato ma lo distingue e questo potrebbe essere un punto a loro favore. 
Ancora a favore della scuola pubblica, sottolineo come sia assurdo che lo stato supporti la scuola privata  con denaro pubblico. Qualcuno sostiene che il comune non ce la faceva più ad accontentare le richieste delle famiglie ma secondo me  questo è un problema  di scelte sbagliate fatte in passato. 
Se, com'è quasi scontato, il sindaco non terrà conto del voto dei bolognesi e si continuerà sulla strada già imboccata della "privatizzazione", è certo che la scuola pubblica diverrà solo un contenitore  di  stranieri,  rom, disabili certificati e poveri.  Questo è inaccettabile e non giusto per nessuna società civile. 



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6 commenti:

  1. Sono completamente d'accordo con te Sari, ma quello più mi rattrista è che il parere dei cittadini non viene tenuto ancora una volta in considerazione

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    1. Proprio così, il parere referendario ce lo chiedono solo per i denari della consultazione ma ne tengono poco conto.
      Ciao, sperando attivamente in tempi migliori.

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  2. Magra consolazione (pensa come siamo ridotti...) il fatto che il podestà avesse detto in anticipo le sue intenzioni. Già mi stupisce che chi ha votato abbia accettato di farlo, nonostante questa premessa.
    Sarà da vedere come riuscirà a metterla in atto, contro un voto maggioritario avverso.
    Ciao.

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    1. Il podestà è arrogante come la classe dirigente da cui è uscito. Penso che sia questo il male più grande della nostra politica: l'arroganza. Con l'elezione pensano di avere acquisito diritti feudatari nei confronti dei cittadini mente non è e non deve essere così.
      Io andrò sempre a votare, lo farò anche perchè il non-voto fa comodo alla politica e un domani potremmo anche perdere questo diritto.
      Ciao Gattonero, buona giornata.

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  3. Se volevi vivere in una società civile
    era meglio che nascvi in Svezia.
    Adesso la parola va al partito e non al sindaco
    un partito forte condiziona le scelte del sindaco
    e non ci si può permettere di perdere voti
    solo per l'ottusità del sindaco.
    Ho idea che la soluzione sarebbe quella di
    dimezzare il contributo pubblico alle private
    e fare il resto al prossimo giro
    in fondo le amministrative a Bologna
    credo che sia fra un anno e emezzo circa.

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    1. Che mi sarei persa nascendo in Svezia? Te e tutti le persone interessanti che ho incontrato e incontro. ;)
      E più sul serio: nel mio pensiero, la parola "partito" è diventata una mala parola e il sindaco una figura di facciata al suo servizio. Conosco bene il mio sindaco perchè è stato presidente del mio quartiere e non mi aspettavo da lui grandi cose... perciò le sue scelte non mi hanno stupito in nessun modo.
      Che potranno mai cambiare le elezioni prossime? Nulla, non si vedono soli all'orizzonte e, anche splendessero, le persone sono troppo vecchie dove è dannoso esserlo per un cambiamento. Spero nei giovani.
      Ciao!

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