domenica 16 ottobre 2011

Nulla di nuovo sotto il sole

"Ora che il governo della Res Publica è caduto nel pieno arbitrio di pochi prepotenti, re e tetrarchi sono divenuti vassalli loro; a loro, popoli e nazioni pagano tributo. Noialtri tutti, valorosi, valenti, nobili e plebei, non siamo che volgo: senza considerazione, senza autorità, schiavi di coloro cui faremmo paura, sol che la Repubblica esistesse davvero...
Ma chi?, chi - se è un uomo - può ammettere che essi sprofondino nelle ricchezze e che le sperperino nel costruire sul mare e nel livellare i monti, mentre a noi manca il necessario per vivere? Che essi si vadan costruendo case e case, l'una appresso all'altra, e che noi non s'abbia in nessun angolo un tetto per la nostra famiglia?
Essi comprano dipinti, statue, vasellame cesellato; abbattono edifici appena costruiti per ricostruirne altri; ma per quanto dilapidino e maltrattino il denaro in tutti i modi, pure non riescono a esaurire la loro ricchezza con i loro infiniti capricci!
Per noi, la miseria in casa, i debiti fuori, triste l'oggi, spaventoso il domani. Che abbiamo, insomma, se non l'infelicità del vivere?
Perché dunque non vi svegliate?"

 Catilina, anno 62 a.C.



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4 commenti:

  1. ...da dove è possibile dimostrare che la Storia, lungi dall'insegnare, si ripete all'infinito...

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  2. Se per insegnare, Lili, intendi il mettere in guardia l'uomo perché faccia tesoro degli errori e si migliori, hai ragione da vendere.
    Ma la Storia non è fatta per insegnar la morale. E' scritta per mettere in guardia l'uomo perché si cauteli sugli accadimenti che, inevitabilmente, si ripeterenno.
    La Storia è il cimitero delle illusioni.
    Ciao

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  3. Ciao Giuliano,grazie della completezza della tua definizione, che condivido in pieno!

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