giovedì 3 febbraio 2011

Fragilità fa rima con aggressività?

"Bisogna anche capire che, da parte di tanti uomini, l'emancipazione e la liberazione femminili vengono vissute con rabbia, come eventi che determinano in loro una profonda instabilità: come se le donne li avessero abbandonati, lasciati soli, senza un accompagnamento "ancillare" al quale erano da secoli abituati; come se li avessero "ingannati" perché autonome, capaci, intelligenti come o più di loro."

da "Fragile come un maschio" di Maria Rita Parsi


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10 commenti:

  1. Credo che per motivi anche demografici ci sia meno differenza fra maschi e femmine, sia fisicamente che psicologicamente . Femmine più forti e più aggressive e maschi più deboli e "teneri", senza troppo generalizzare , comunicano peggio e devono trovare modi non tradizionali di entrare in relazione . Può essere un modo sviluppato dalla natura per un controllo delle nascite ? Scusa, forse ho letto troppa fantascienza.

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  2. Cara Sari, su quasi quattro miliardi di donne che abitano il pianeta, quante si sono evolute? Pochissime anche nel nostro paese. Dipende dalla società maschilista, certo. Eppure le "escort" laureate di Berlusconi non danno certo l'impressione che le donne, una volta raggiunta la parità, si comportino meglio degli uomini.
    Mentre auspico, ma non credo,che tutte le donne del mondo si liberino dell'oppressione, rilevo che quasi tutte le donne di potere, dalle origini delle conoscenze storiche, si comportarono come gli uomini.
    Sfugge il fatto che siamo tutti esseri umani, con le tremende contraddizioni del caso.
    Insomma, fra Bassolino e la Santanché non vedo una gran differenza.
    Quanto alla pigrizia "sessuale" dei giovani di oggi, la si deve alla sempre più frequente facilità dei rapporti. Se uno mangia troppo, dicono in Toscana, si "stucca".
    Ciao Sarina, Giuliano

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  3. Cara Sari, è un argomento che si potrebbe guardare da molte angolazioni.
    E' tutto un grande gioco di ruolo che impariamo a giocare da quando nasciamo.
    Il bello è che le regole non le abbiamo neppure scelte noi.
    Rendersene conto è già un primo passo per cambiarle. E questo vale sia per i maschi che per le femmine, mi sembra...
    Sempre bello leggerti, Sari.
    Ciao,
    Lara

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  4. è un argomento spinoso e mi limiterò a leggere..dicendo solamente una cosa: è proprio l'accompagnamento "ancillare" che, se viene a mancare, rende l'uomo furioso oppure indifeso.
    Tutto il resto se lo potrebbe, qualora lo volesse, trovare anche fuori. Quello no.
    Saluti. dana

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  5. Cara Lorenza,
    per come la penso, la natura aveva assegnato un ruolo a femmine e maschi... un valore di uguale importanza, utile a perpetrare la specie, certo, ma io vi scogo anche elementi utili alla realizzazione personale.
    Quante mammine sognano di poter stare a casa ad accudire ai figli, ancora oggi! Se il ruolo della donna avesse pari dignità a quello dell'uomo che lavora, e ci fosse la possibilità di vivere di un solo stipendio, tante donne (non tutte si sa, non si può generalizzare) sceglierebbero di crescere i figli senza doverli lasciare, con tanti sensi di colpa e grandi "magoni", in mano estranee.
    Leggi tanta fantascienza? Guarda che troppo spesso ha predetto il futuro... tienici al corrente, io ho una lunga di altri libri da "mangiare".
    Un abbraccione.

    Sari

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  6. Caro Giuliano,
    sono veramente poche le donne che ce l'hanno fatta a relizzare qualcosa di loro, partorito da progetti propri, è vero. Ma tieni conto che debbono lavorare cento volte di più e meglio per vincere la resistenza maschile che rema contro... ed anche quella femminile, da sempre abituata ad affidarsi ai maschi.
    Chi lo fa, lo porta avanti a proprio rischio, leggi Ipazia, e/o a prezzo di abnegazioni e rinunce, leggi Montalcini. L'uomo può avere successo nel lavoro ed avere una famiglia, la donna no, deve scegliere.
    Le donne che citi, NON sono donne di potere. Ne sono emanazione.
    Farò paragoni fra uomini di potere e donne di potere quando ci sarà uguaglianza, quando e se (uhm) sarà possibile. E qui, per risparmiarti il veleno che sento potrei scrivere sulle donne di cosiddetto potere, mi fermo.

    Ciao Giuliano, un abbraccio.
    Sari

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  7. Cara Dana, in due parole hai detto tanto.
    L'argomento è spinosissimo e difficile ma non posso ignorarlo... angosciata e tallonata dalla cronaca e dai dati delle "case delle donne per non subire violenza". La faccenda è seria ed urgente: la parte maschile del mondo deve riconoscere alla parte femminile la sua stessa dignità.
    Chi è uomo per davvero, si vergogna di quel che succede ma anche noi donne dobbiamo fare la nostra parte.
    Un abbraccio a te, Dana.

    Sari

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  8. Hai ragione, Lara.
    Non ci sarebbe niente di male se ognuno decidesse di giocare liberamente, nel rispetto, come dicevi. Ma non succede. Le donne che fanno notizia sono solo quelle che raggiungono visibilità... e non è detto siano più rispettate delle altre... comunque sono poche e non ci rappresentano, anzi...
    Ogni tanto scrivo di questo argomento, sperando che nelle donne si sviluppi quel senso di solidarietà che gli uomini hanno imparato presto.
    Sempre bello ritrovarti e seguirti, ciao Lara.

    Sari

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  9. toglierei il "tanti" davanti a "uomini" e scriverei "alcuni".
    indubbiamente ci sono ancora troppi casi di violenza. non solo sessuale.
    una vergogna.
    auspicabile una società dove le donne contino un po' di più, dimostrando le loro capacità.
    certamente è difficile conciliare tutto.
    ciao. buona serata

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  10. Mi sarò spiegato male, Sari. Per donne di potere non intendevo le tuttofare del cavaliere né la Santanché, anche se lei il potere lo ha. Mi riferivo alla Storia. Caterina di Russia, per Esempio, Teodora e Galla Placidia, per esempio, le regine medicee di Francia, sempre per esempio. Un misto, tutte, di genio e crudeltà, come gli uomini loro eponimi.

    Quanto a madame Curie ed alla Montalcini, le giudico, come tante donne, pari a Pasteur ed ad Albert Sabin: grandi esseri umani tutti, donne o uomini che siano.

    Io amo le donne, le rispetto, vorrei che avessero veramente gli stessi diritti, in ogni cultura, in ogni religione. Vorrei che le suore diventassero cardinali, per esempio. Ne conosci qualcuna? Teresa di Calcutta fu fatta santa ma non divenne Papa. Peccato che le chiese non riconoscano alle donne gli stessi diritti.
    Scherzo amaramente, cara. Il mondo, sai, non cambierà mai né mai è cambiato. Ciao ancora....

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