mercoledì 16 giugno 2010

Ironia e Libertà

"Il senso dell'ironia è una forte garanzia di libertà".
Il filosofo danese ottocentesco Soeren Kierkegaard aveva ragione quando denunciava l'eccesso di ironia che, cadendo nel sarcasmo, riesce a uccidere, un po' come si fa col fegato delle oche di Strasburgo, ingrossato a dismisura per ottenere il «paté».
Tuttavia, tenendo ben ferma la barra perché non si cada nell'eccesso dello sberleffo volgare e aggressivo, ha ragione anche lo scrittore francese Maurice Barrès (1862-1923) sopra citato quando, nella sua opera "Sotto l'occhio dei barbari", esalta l'ironia come fonte di libertà.
È indubbio che le tirannie non amano mai i comici o gli scrittori satirici e li reprimono senza tante storie. Tante sono le osservazioni che si possono fare
su questa qualità della comunicazione umana. La vera ironia è segno di intelligenza e di libertà e quindi deve colpire con criterio e fondatezza, senza cadere nella calunnia, nella volgarità, nella disonestà.
Queste frontiere non sono sempre rispettate.
L'ironia e l'umorismo devono, perciò, essere pungenti ma non ingiuriosi.
Devono essere naturalmente pronti anche a correre i rischi propri di ogni accusa e soprattutto ad accogliere il contrappasso, qualora l'esistenza di chi li pratica non sia coerente.
È solo ipocrita il comico che sbeffeggia i potenti e i ricchi e poi si fa sorprendere a bordo di uno yacht o all'interno di una villa faraonica.
Ecco, allora, un'ultima nota importante: per fare ironia bisogna prima essere vivamente autoironici, pronti a riconoscere innanzitutto i propri tic, le falsità, le stupidità personali.

Gianfranco Ravasi
da "Mattutino" Rubrica quotidiana di AVVENIRE - 27 novembre 2007


2 commenti:

  1. Condivido questo articolo scritto da Ravasi.. Grazie Sari! Bacio!

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  2. Ti leggo solo adesso, scusami.
    Grazie di essere passata a salutarmi.
    Bacio ricambiato con gioia.

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