martedì 4 dicembre 2012

Libri non di carta

Pochi giorni fa, nella bella trasmissione Fahrenheit,  Loredana Lipperini  parlava di musica e libri.. di produzione e di autoproduzione nei due settori e l'ha fatto con musicisti e lo scrittore Maurizio Maggiani.
Si diceva di come, nel mercato editoriale, ben l’ottantacinque per cento di quel che viene pubblicato finisca al macero. Si diceva dello spreco doppiamente deprecabile anche considerando che in gran parte del mondo non esiste la necessaria carta igienica.

Maggiani, persona coraggiosa,  ha detto di avere preso una decisione che io definisco straordinaria: il suo nuovo romanzo non sarà di carta ma lo leggerà lui, a voce, e ovunque gli si chiederà di farlo. Non pare straordinario anche a voi?

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4 commenti:

  1. sì, mi pare davvero interessante, se non addirittura straordinario, come dici tu. un tentativo di rompere certi schemi, anche espressivi. però resto legato al documento scritto, che mi offre la possibilità di infinite riletture e riflessioni. buona giornata da antony sloggato :)

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    1. Anche a me piace il libro di carta, mi pare debba contenere qualcosa di più del video.
      Un caro saluto, anche da sloggato, ciao Ant

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  2. Ciao Sari, pensando all'enorme spreco di carta inorridisco
    ma io sono una carta-dipendente e non ci sarà libro digitale
    o scrittore narrante che possa farmi cambiare idea.
    Che dire, mi sento anche in colpa se penso a quello che dici
    a proposito della carta igienica, forse dovremmo cercare di
    sprecare meno carta altrove ( tipo la tanta pubblicità cartacea
    che in questi giorni intasa la mia cassetta postale) eppure
    anche loro dovranno lavorare!
    Chissà qual'è la scelta giusta!
    Io cerco almeno di riciclare ( se poi viene veramente fatto
    questo benedetto riciclo).
    Riciao
    Loretta

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    1. Sui rifiuti, e quindi anche sulla carta, ci sarebbe un grosso discorso da fare e penso lo farò presto sul blog. La pubblicità nella posta è veramente fastidiosa perchè vi si insinuano le cose importanti e capita di gettare nel cestino l'uno e l'altro. I distributori di volantini debbono lavorare, sì, ma se quel che fanno ci danneggia ecco che si potrebbe utilizzarli per lavori socialmente utili, con vantaggio di tutti. Anche i dubbi sul riciclo sono miei... Ah Loretta, com'è complicato essere informati.
      Ciao!

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