martedì 7 febbraio 2017

Parole astratte

"(...)  i nomi astratti abbiano preso il sopravvento nella nostra lingua, abbia centrato il grande problema della nostra società e trovata la causa del malcontento e sbandamento che caratterizza moltissime persone.
Astrarsi  è  l'allontanarsi da una realtà,  perdere tutto ciò che è concreto, reale, per seguire un pensiero che ci porta altrove.  In questo caso, lontano dal nostro bisogno e quindi contro il nostro stesso interesse".

L'intervento  di un vecchio amico,  qui  sopra  riportato,   sposa perfettamente con l'aforisma di Marcello Pamio che avevo salvato poco tempo fa e che recita: "Oggi si ricorre sempre più spesso a neologismi creati ad arte per far sì che non siamo più noi a pensare con le parole, ma che siano le parole stesse a pensare per noi"... 

...  e questa mattina, mentre sfaccendavo, pensavo quanto le parole nuove,  tanto estranee da essere vuote di significato, ci allontanino inesorabilmente da quel concreto di cui abbiamo bisogno per  sentirci  capaci di  pensare, di decidere e  autodeterminarci.

La politica sta facendo largo uso di parole  astratte, che paiono progetti ma non portano al concreto (un concreto  che forse sarà solo loro)  e per ulteriore beffa,  ce le cominicano con quel tremendo mezzo chiamato  "cinguettìo" e che è  vergogna di chi dovrebbe rispettare le regole della  buona comunicazione. 

E noi cittadini? Ah, noi  ci facciamo intimidire da quelle parole o sigle ma le usiamo...  quasi che  ripetendole, pur senza comprenderle, ci   possiamo impollinare  di quel poco di  potere che cade dalla tavola dei potenti.  

 Ecco quindi  nascere in molti lo  spaesamento, l'ansia,  quel senso di estraneità   a cui non si  sa dare nome nè colpa... se non quella indicata da chi  sa creare nemici anche dove non ci  sono. 

Annegheremo  in un mare astratto? 



6 commenti:

  1. Complimenti per il tuo bellissimo blog! Ti seguo!
    Se ti va di ricambiare passa da me:
    http://marycosmesi.blogspot.it

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    1. Ti ringrazio per la visita, sono andata nel tuo blog per conoscerti ed è apparso subito evidente come tu sia una ragazza giovanissima. Io invece sono una vecchia signora che usa ben pochi prodotti di bellezza.
      Ciao, buona giornata.

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  2. ...e no, quello è, e sarà chissà per quanto tempo ancora, drammaticamente concreto.

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    1. Un gran bel concreto, il mare. L'aggettivo che hai usato è da attribuire agli interventi umani e mi rifiuto di associare il mare alle tragedie che pure tanto mi angosciano.
      Ciao, buonissima giornata.

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  3. Bellissimo pensiero finalmente tuo
    comunque il mare non sarà mai astratto.
    Buonanotte

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    1. Ogni tanto cito qualcosa di quel che leggo ma lo metto sempre fra virgolette. Il resto è mio e credo sia evidente.
      Mare mare mare... che bello...
      Buona giornata.

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