martedì 1 novembre 2016

Ciao Tina


C'era una volta una persona perbene. Una donna. Una partigiana. Un ministro. Aveva un grande senso di responsabilità e a cuore il benessere del paese che era stata chiamata a servire.
Tina Anselmi fu la prima donna ministro in Italia ed a lei si deve  la legge, ancora disattesa,  delle pari opportunità.
Fu anche tra gli autori del Servizio Sanitario Nazionale e tante altre cose che si possono leggere nella sua biografia online ma, soprattutto, fu una persona perbene.
Ci ha lasciati ieri e chissà quanto ha patito  guardando  alcune sue colleghe molto diverse dal suo modo di intendere il servizio.
Una persona come lei, a qualsiasi partito politico possa appartenere, non può che fare del bene alla società a cui appartiene e il ministro Anselmi è stata una ricchezza per tutti.
Ciao partigiana Gabriella. 



  

5 commenti:

  1. Anch'io la ricordo con profondo rispetto e simpatia. Seria perbene al servizio del popolo italiano, al servisio del Paese.Bisognerebbe dirlo spesso che la politica è servizio, non potere ed arricchimento di singoli gruppi.

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    1. Sai, se vai a guardare le composizioni dei governi nelle foto di rito che si fan fare, ti accorgi che lì, del ministro tipo Anselmi, non c'è traccia. Io li guardo quando debbo votare e so cosa NON votare. Hai letto che probabilmente sposteranno il referendum a primavera? Si sono presi una bella paura e sperano che, a feste concluse e con la pancia piena, voteremo come pare a loro.
      Servizio. Che gran parola. Peccato sia desueta.
      Ciao :)

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  2. il nostro mondo, ormai, non " partorisce " più persone così.
    E' vero , erano " altri tempi", come si sente dire da ogni parte.
    Ma i tempi nuovi non sono e non dimostrano di essere migliori.Anzi...
    Il senso del servizio,della politica intesa come tale, oggettivamente non esiste più.
    Politica è ormai lavoro....un lavoro come gli altri, soltanto molto meglio retribuito.
    Politica è questo. Ma politica è semplicemente l'emanazione della cosi' detta società civile.
    Quella che guarda al suo orto, al suo interesse, quella dove la povertà si scontra con altra povertà, dove la guerra tra poveri viene alimentata, quella dove l'interesse per l'altro da sè va rinfocolato, quella dove nessuno più si indigna,o si indignano proprio pochi.
    Non voglio fare quella che dice " ...ai miei tempi...", ma cavolo, ai miei tempi, nella mia adolescenza, nella mia giovinezza, si scendeva in piazza , si urlava, si protestava e magari non serviva a nulla, ma ci faceva sentire uniti, ci dava senso di appartenenza, ci diceva da che parte stare.
    Una Tina Anselmi, oggi, non esiste. E questo non può che farmi, farci, male.
    Emanuela

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    1. "Altri tempi" è un riconoscere che oggi non si è più capaci di fare, di decidere, di esercitare... chi pronuncia questa frase ammette una sua incapacità. Non è detto che quel che era buono ieri debba esserlo anche oggi ma il lavoro e il benessere dei cittadini va messo al primo posto in ogni tempo.
      Ciao Emanuela. :)

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  3. Quanto ci manca questa onestà di cuore e di pensiero, questa coscienza civile e morale!
    Lo so che non si dovrebbe rimpiangere il passato ma andare oltre....però non vedo la stessa levatura nelle donne del governo e dintorni odierno....e mi dispiace...
    Un abbraccio Sari!

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