mercoledì 6 aprile 2016

Il 6 aprile 2009, all'Aquila

I fatti di allora raccontati da Wikipedia

Pare che il pianto e il riso dei governanti, parlino oggigiorno più delle inchieste ed io ricordo, con disgusto e incredulità,  le risa di alcuni intercettati che si fregavano le mani pensando agli immensi guadagni che la sorte, sotto forma di terremoto, metteva a loro disposizione nella città aquilana e dintorni.  Furono 309 le vittime,  1.600 i feriti, una folla i senza casa  e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati.

Gli sfollati di allora, pare incredibile,  stanno ancora oggi sfollando e lo fanno da quelle case super moderne costruite per loro, dette sicure,  che dopo sette anni stanno crollando costringendo i cittadini a usare gli alloggi che erano stati precedentemente dichiarati inagibili.
I fatti di oggi raccontati da La Stampa

Ecco, anche senza fare il punto sui denari raccolti di cui non si sente più parlare, senza fissare lo sguardo sui disastri di ieri,  di oggi, sulle varie responsabilità, rimane lo sconcerto verso i nostri governanti e sul valore che assegnano a noi cittadini.
Pensiamo a tutto questo quando andremo a votare, non crediamo  redenti o infamati da cattiva stampa certi responsabili... non premiamo i lupi che, si sa, perdono il pelo ma non il vizio. Facciamolo per onorare gli aquilani, vivi o morti, facciamolo per tutte le altre vittime di incurie e, non da ultimo, per  salvare i nostri figli.


La Crepa
 E  tremenda  sui terreni  ma  rappresenta  anche quella possibile fra  noi e le istituzioni

20 commenti:

  1. E' da un pezzo che mi manca la fiducia nei governanti
    m'era rimasta quella nel partito
    ma ho perso anche quella
    a casa mi rimproverano per il mio abbandono
    ma non ce la faccio più a fare riunioni con gente incapace
    che fa finta di essere intelligente.

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    1. Se tutti adottassero il tuo stesso comportamento i partiti presterebbero molta più attenzione ai candidati e ci sarebbe più moralità. Ma pensare con la propria testa costa fatica e purtroppo la politica conta sia sulle relazioni amicali che sulla pigrizia.

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  2. non possono assegnare alcun valore ai cittadini, perchè da un pezzo non siamo più tali: a volte siamo utenti, a volte clienti, nella maggior parte dei casi siamo " consumatori".
    condivido ogni parola tua e del commento che precede il mio. La sfiducia è totale e, ormai, da parte mia non c'è più solo questa, direi che nella maggior parte dei casi c'è un senso, neppure troppo vago, di nausea .
    Emanuela

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    1. ... e come limoni da spremere, aggiungo alla tua lista.
      Anch'io sono sfiduciata e credo occorreranno decenni e decenni di impegno prima di mandare a casa tutta quella gente che forma la rete della cattiva politica.
      Credo nei giovani, nei loro ideali ancora forti e creduti possibili... chissà che non riescano a risvegliare le coscienze addormentate.
      Ciao.

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  3. La provo anche io la stessa sensazione. Nausea. Ma nel mio piccolo, dove posso combatto. A volte per me, spesso per gli altri. Ma è sempre più difficile.

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    1. Mi impegno anch'io, come posso o so, ma MI è sempre più difficile comunicare all'altro o diffondere notizie che ritengo utili perchè vere.

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  4. La formidabile ricostruzione in Friuli, dopo il terremoto del 1976, mi aveva dato una grande speranza nel futuro. Purtroppo non è sempre stato così...

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    1. Quelli che ricordi erano altri tempi e l'immoralità e la corruzione non erano ai livelli odierni. E' gente straordinaria quella friulana ma anche quella emiliana, dopo il terremoto del 2012, lo è stata... nonostante questo la ricostruzione è ancora lontana. Ho cercato di seguire il percorso del denaro ma non ce l'ho fatta... ora la politica tace e le notizie arrivano direttamente dai territori colpiti. I denari offerti generosamente sono stati incassati dalle amministrazioni che fan progetti ma non sganciano il denaro occorrente per attuarli e le aziende che sono ripartite l'han fatto, spesso, spendendo denari propri. Parlarne serve, credo, soprattutto in vista delle elezioni.
      Ciao Costantino, buon fine settimana.

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  5. Il tuo post così misurato e pieno di dignità lascia la speranza che si sia in tanti a pensarla allo stesso modo e che si sia in tanti a continuare a combattere entro le proprie possibilità affinché chi ci governa sia costretto a prendere atto che non tutti sono addormentati. E la veglia è pericolosa per loro.

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    1. Ho cominciato a fare la volontaria nel sociale a 23 anni, andando alle riunioni con un figlio in braccio... volevo contribuire alla costruzione di una società solida per dare opportunità migliori ai miei figli e ai loro coetanei. Ho sempre lavorato molto, gratuitamente e senza rimborsi, per le strutture scolastiche e del territorio... ma ho sbagliato e oggi credo che il non rivendicare un qualsiasi riconoscimento, mio e degli altri numerosi volontari, sia stato dannoso perchè la politica si è presa tutto il merito del nostro lavoro senza impegnarsi in egual misura. Le persone oggi sono stanche, non ce la fanno a seguire ogni scandalo e preferiscono credere alla tv che dice che stiamo uscendo dalla crisi piuttosto che convincersi che siamo dentro un sistema perverso da cui usciremo solo con lì'impegno di tutti.
      Ciao Ambra, buon fine settimana e grazie.

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  6. Quando sento parlare di crisi "quasi" superata, mi chiedo a quali segnali fanno riferimento i politici.Sono convinta che non lo sarà neanche fra dieci anni, ho un riferimento ben preciso, l'azienda di famiglia che non esiste più: l'iniziò e vi lavorò mio suocero da artigiano, poi con i figli divenne piccola industria e con i figli dei figli (tutti insieme) che vi hanno ancora lavorato per oltre vent'anni, divenne affermata e sempre più conosciuta. Per rifare tutto questo ci vorrebbero gli stessi anni, ma non esistono più né denari né giro di lavoro.Anni e anni di lavoro, di energie di tre generazioni.Tutto perduto.Questo discorso vale per tutta le aziende piccole medie e grandi, per tutte le botteghe di artigiani o commerciali anche a conduzione familiare, che non esistono più in tutta Italia.Sono totalmente sfiduciata, e mi spiace tanto per L'Aquila che ancora aspetta la soluzione dei suoi mali. Forse è comunque giusto, conservare un lumino di speranza.

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    1. Penso anch'io che occorreranno molti anni per rimettere in piedi il nostro paese... ma questo avverrà e noi non saremmo tanto vecchie da non poter tirare un sospiro di sollievo.
      La storia della tua azienda familiare è triste ma la capacità, il sapere e l'energia che è stata trasmesso ai tuoi figli avrà permesso loro modo di reinventarsi un ruolo lavorativo.
      Ciao Lili, buona serata.

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  7. SARI, per il referendum di domenica : perché "SI'"----perché "NO" ?

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    1. Ne farò un post, più tardi, sperando di essere esaustiva.
      Ciao.

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  8. la crepa è fra di noi. però non condanno chi si frega le mani pensando: è solo una conseguenza. buon giorno

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    1. No, in questo caso non si può parlare di conseguenza perchè, mentre la terra tremava facendo molte vittime, chi rideva incoraggiava anche le scosse affinchè aumentassero di intensità. E' inumano tutto questo.
      Buongiorno a te.

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    2. un incoraggiamento? inumano, è il caso di dirlo :)

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  9. e bertolaso ha la faccia da culo da fare un manifesto gigante con su scritto "tolleranzazero" sotto la sua facciaccia di bronzo !!!! naturalmente è la promessa di perseguitare gli zingari e gli extracomunitari in genere a cui allude ...

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    1. Il tizio di cui parli, e quelli come lui, instillano paure che poi cavalcano all'occorrenza. Starebbe a noi ricordare chi e cosa sono.
      Le espressioni forti, come quella che hai usato per definire il tizio di cui parli, paiono efficaci ma invece non lo sono perchè colpiscono più quelle delle accuse che gli si rivolgono... dimenticando il resto. Insomma, sono anche controproducenti.
      Ciao.

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