giovedì 3 ottobre 2013

Questione di comunicazione

Nel suo turno di  conduzione della bella trasmissione di radio3rai "Prima pagina",  Ugo Tramballi continua a polemizzare con gli ascoltatori sull'uso (anche a mio parere smodato)   dell'inglese nella nostra linguisticamente ricca Italia. 

Quel che gli ascoltatori, dialogando su questo argomento,  non sono riusciti a fargli capire, è che  siamo sicuramente certi di quanto sia utile imparare le lingue ma solo per dialogare con altri paesi o quando è strettamente  necessario  e non per comunicare qualcosa di essenziale all'intero paese.  Non   siamo resistenti alla lingua inglese, si dice semplicemente che  questa  non deve sostituire la nostra  correndo  il rischio di perdere via via  identità  e il piacere  di una lingua certa e comune.   

Quando si usano  termini inglesi, si  parla  solo a una parte della cittadinanza, quella colta, e questo è già una forma di divisione che a me pare ingiusta e dannosa ma a Ugo Tramballi forse  non importa  parlare a tutti...  o gli piace provocare...  visto  che ha fornito i mezzi per comunicare con lui in lingua inglese,   come dire che desidera confrontarsi solo con chi la pensa come lui. Offensivo!


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15 commenti:

  1. sinceramente offensivo mi pare troppo (ma non sono al corrente dell'atteggiamento e particolari). non amo le lingue. ma la libertà sì. ognuno quindi può liberamente scegliere il linguaggio che preferisce. una scelta con implicazioni, questo sì. ciao

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    1. Amo anch'io la libertà ma quando si deve (deve!) parlare a tutti occorre fare il possibile per farsi capire.
      Ciao Ant.

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    2. se si deve :)
      un abbraccio

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    3. Si deve; a condizione che uno non veda, negli altri, solo un riflesso di sé stesso. Peccato che, a volte, le citazioni ed i riferimenti storici non vadano attribuiti ad atteggiamenti egocentrici, ma non ci si accorga di "citare". In ogni caso occorre sorvegliarsi, per parlare di tutto, con tutti. Me ne accorgo quando sento parlare i sindacalisti e quando, inutilmente, cerco di capire Asor Rosa.

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    4. Qualcuno parla in modo da non farsi capire e questo non lo sente come isolamento/fallimento ma come superiorità.
      A proposito del tuo "a condizione che uno non veda, negli altri, solo un riflesso di sé stesso" ricordo don Ciotti che tuona: "alcuni dicono "noi" ma intendono "io". E' evidente a chi si riferisce ma anche noi persone comuni (tranne te ;) ) facciamo fatica a quel NOI che basterebbe a rendere quasi inutili le leggi.
      Ciao, scusa il ritardo con cui rispondo.
      Baci.

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  2. sono assolutamente d'accordo, Sarina. Ero ciò che pensavo, da tempo.
    Mi allargo, dicendo che, anche chi cita troppi personaggi illustri del passato, parla
    solo ad un pubblico colto. Ciao a tutteddue

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    1. Vero, Dana, com'è vero che le citazioni sono dannose anche per chi le pronuncia perchè c'è il rischio di fare errori clamorosi (capita più di quanto si pensi).
      Ciao, buona giornata.

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  3. non "ero" ma era...lapsus freudiano?

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    1. "Ero ciò che pensavo" è una frase stupenda e vorrei poterla dire riferita a me.
      :)))

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  4. Credo che il termine "offensivo" qui NON sia offensivo. C'è anche un altro problema a monte: il fatto che l'italiano è poco conosciuto dagli stessi italiani ( anche da quelli giovani e scolarizzati).
    L'inglese è più diffuso, almeno quanto lo spagnolo, e sopratutto ha sponsor formidabili politici, economici, di tendenza. Al Parlamento europeo tra gli idiomi l'italiano non prevede traduzioni simultanee....ma bacchettate continue però sì! ( sono fuori tema? Lo sono davvero?).
    I blog cosa fanno oltre che scrivere spesso insulse cose in mediocre italiano? E i social? Per carità!!!!! Fine della lamentatio e dinizio del ripasso di lingua, sintassi e grammatica italiana. Buongiorno.

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    1. Mentre ti leggevo riflettevo sul significato della parola "scolarizzato". Se questo termine sta a significare una persona che frequenta, o ha frequentato, la scuola allora il problema è la scuola stessa, visti i nostri livelli di istruzione.
      La Corte Europea ci bacchetta come fanno i forti con i deboli e noi lo siamo, in effetti, perchè i nostri rappresentanti non fanno sentire la loro voce e non presentano progetti dimostrando di non tenere al benessere del paese.
      L'italiano, in alcuni blog, sms e anche fra le persone pubbliche, è svilito e spesso stravolto in questo tempo dove si accettano le offese, la violenza, la volgarità e dove vengono scambiate per divertenti le parole che, solo pochi decenni fa, ci avrebbero fatto indignare e/o arrossire di vergogna.
      E' bello fare ripasso della lingua italiana leggendo chi sa scriverla correttamente. Tu leggerai solo per piacere, perchè sai scrivere molto bene.
      Ciao.

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  5. Più che offensivo a me pare un po' stronzo.

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  6. Risposte
    1. I francesi usano un'altra espressione che spargono, a mo' di parmigiano, sopra ogni frase. Mi ha sempre stupita quella loro disinvoltura.
      Ciao

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