martedì 12 marzo 2013

Teatrobus

Ho visto un  Teatrobus!   Era parcheggiato davanti a una scuola materna  dall'interno provenivano voci di bambini...  avrei voluto entrarvi, vedere, toccare e invece non ho potuto così sono corsa ad accendere il pc per curiosare.

Cos'è un Teatrobus ce lo spiega la Compagnia del Teatro dell'Argile:
"- Un teatro mobile capace di portare in ogni piazza e in ogni scuola del territorio la magia e la poesia di uno spettacolo vero, pensato per uno spazio raccolto e offerto ad una piccola platea di spettatori giovani e meno giovani.
- Uno spazio superaccessoriato, capace di contenere suoni, luci e scenografie. La tecnologia e la funzionalità di un vero teatro tutto a portata di mano e "trasportabile".
- Una sala polifunzionale capace di diventare cinema, aula didattica, biblioteca, sala espositiva e ludoteca. In una qualunque strada della città."


Cliccate su questo link e guardate, leggete, sfogliate...   http://www.argine.it/index.php?lang=&page=13&production=170
Non sono bravissimi? Che sanno fare i nostri giovani artisti... e quanto entusiasmo spendono in tutto quel che fanno. Bravi!

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14 commenti:

  1. Ma che meravigliosa idea... Stupendo, stupendo, stupendo!!!!
    Baci
    Francesca

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    1. Davvero una bella iniziativa e sapevo ti sarebbe piaciuta, Francesca... tu e i piccoli vi date del tu.
      Un abbraccio.

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  2. un'idea interessante. ma c'è un rischio "spettacolarizzazione".
    non so se avevi risposto al mio commento di qualche giorno fa su "parliamone". ciao :)

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    1. La spettacolarizzazione non è un rischio, se ho capito quel che intendi dire. Attraverso lo spettacolo si impara, si assorbe meglio il messaggio che deve passare.
      Non ricordo il commento di cui parli e ora non è possibile recuperarlo, come sai, però solitamente rispondo e se l'argomento ti sta ancora a cuore lo riprenderemo.
      Buona giornata Ant, ciao. :)

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    2. tutto è rischio. si rischia anche d'impararare :) mi pare. mi riferivo ovviamente a questa società dei consumi, appiattente e strumentalizzante. nel commento si era appunto accennato alla schiavitù educazionale. ciao

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    3. Adesso ricordo.. sì.
      "Si rischia d'imparare"... bella. Ciao

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  3. ...Che sanno fare i nostri giovani artisti... e quanto entusiasmo spendono in tutto quel che fanno.

    Sei una di loro, brava anche a te.

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    1. Magari fossi una di loro, Massimo... sarei giovane e talentuosa e non potrei che esserne felice.
      Ciao!

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  4. Oddio, mi rincresce di infilare una punta di cinismo in tutto, ma non riesco a dimenticare che nel libro "La Casta" di Stella e Rizzo, questi giovani artisti sono citati per i contributi che sono riusciti a spremere dal sottobosco politico. Si tratterebbe, insomma, di un'illuminante visione giovanile, inventata per "tirar quattro paghe per il lesso". Potenza delle "invenzioni culturali".
    Honi soit qui mal y pense.....
    Dolce Sari, così ripago la tua felice visione della vita. Sono un mascalzone.

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    1. So che pensi che io abbia una visione felice della vita ma non è così. Se vedo qualcosa di bello non scavo per trovare il meno bello sotto, a meno che non lo ritenga necessario. Questa compagnia, di cui so i meriti, ha preso contributi statali che non spettavano loro? Beh, se è vero, penso che siano, oltre che bravi e abili nel coinvolgere bambini giovani e anziani, anche ladri. Quest'ultima "qualità" non li rende meno meritori del successo.... li fa scadere come persone e cittadini. Uhm... vado a cercare notizie.
      A pensare male ci si prende sempre, lo so, ma ci si avvelena la vita.
      Macchè mascalzone, sei mio amico.
      Ciao!

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    2. Nessun furto, Sari. Mala-politica. Da anni si danno contributi agli amici ed ai parenti; agli "esperti" ed allo spettacolo; a pioggia, per gente che non ha nulla da dire.
      Si inventano nuove formule per derubare lo Stato, usando le leggi dello Stato, senza costrutto, se non per le tasche dei destinatari.
      Finanziarono, con centinaia di migliaia di euro, una specie di "carro di Tespi" chiamato "Villaggio itinerante dello spettacolo". Lo fece una regione, non lo Stato, coi fondi regionali. Il casto Formigoni disseminò per il mondo decine di "uffici di rappresentanza" della Lombardia, con la scusa delle esportazioni. Comprò, addirittura, un palazzo a Bruxelles. Fece, insomma, dei veri e propri consolati regionali. Cose da folli che ci hanno atterrato. Poi trattengono l' 1% di "contributo di solidarietà" a chi, come mia moglie, ha una pensione di 200, dico duecento euro, al mese.
      Questa è l'Italia, libera e felice.... ;(((( Ciao nì.

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    3. Tu che sai tutto, signor mio, non sai che questo gruppo opera da anni sul mio territorio e fa cultura... la stessa di cui i potenti hanno timore e ce la tagliano in ogni forma. Non è forse questa la prova che quella dell'arte è la via più efficace per sbriciolare cultura e far crescere un popolo?
      Io mi sento Italia libera e felice... incredibile, no?... e spando (cerco) il buono che trovo e che qui è abbondante.
      Ciao :))))) (Ho annullato, con queste mie, quelle che hai aperte più sopra... ehehe )

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    4. Sai bene che non so tutto, Sari. Quello che so è una confusa pseudo-cultura sinistroide non merita i quattrini pubblici che andrebbero spesi a rinforzare i soffitti delle disastrate aule della scuola pubblica. Ciao. ;)

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    5. I quattrini pubblici, se non fossero finiti nelle tasche dei ladri, basterebbero a mettere a norma gli edifici scolastici ma la cultura non la toccherei... deve rimanere un fatto di primaria importanza. La cultura è sempre stata la bandiera della sinistra, ma l' appoggerei comunque, da qualunque parte politica dovesse arrivare come progetto di crescita comune.
      Ciao:)

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