giovedì 15 novembre 2012

Pensiero di Eliamino il saggio


"... non ho mai creduto in queste cose, cioè che ci sia qualcuno lassù, credo che il lassù in cui credono in molti sia in realtà un quaggiù che non vediamo, e dentro ci siamo anche noi, che con mani invisibili facciamo miracoli, solo pregando, o infuriandosi, o piangendo."
Eliamino      

Mi sono appuntata questa frase di Eliamino perchè la trovo interessante. Se solo volessimo, potremmo fare miracoli, dice,  forti di una potenza che non sappiamo di avere.    Non so da dove arrivi la potenza, per Eli, forse dalla persona stessa... che mette forza in quello in cui crede e  per cui spende il meglio di sè.   Per  chi crede, invece,  arriva da un Creatore che abita dentro noi e... così i conti tornano, sia che si creda o meno. Questa potenza in comune, fra credenti e atei, mi consola.

12 commenti:

  1. E' possibile che ci sia una forza interiore
    che se ben sfruttata ci fa fare cose che noi umani...
    Ma se adesso non siamo capaci di sfruttarla,
    se una volta sapevamo e ora non più
    perchè cavolo spendere metà della vita a ricercarne le ragioni e i modi
    per (tornare a )farci il miracolo
    di una longevità
    che ci vedrebbe decrepiti e d'impiccio?
    Cerchiamo di campare meglio possibile
    e anche il più possibile con la testa che funziona,
    poi se s'ha da morire bhe pazienza,
    scoccia, cavolo se scoccia, ma s'ha da fà.

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    1. Buongiorno Massimo. Credo che queste capacità interiori, se sviluppate, servano a vivere meglio, in modo potente. Pensa come sarebbe diversa la nostra vita se avessimo tempo per ascoltare i messaggi del nostro corpo, per riflettere sulle scelte che determinano la nostra vita... pensa come tutto questo potrebbe cambiarci e farci vivere in una società strutturata su valori veri e non tesi a raggiungere beni che non ci servono affatto e ci creano, invece, grossi problemi.
      Tu parli del "campare il meglio possibile"... ecco, è proprio di questo che intendevo parlare ma tu sei stato più esplicito.
      Ciao!

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    2. A vedere quella faccina sorridente che pare Delia Scala
      non ti facevo così impegnata su questi temi.
      Meglio così.

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    3. La foto inganna (è troppo piccola per vedere le rughe) ma sono una nonna pazzerella a cui interessano tutti gli argomenti. Ora che ho tempo (quanto l'ho aspettato!) cerco di darmi da fare, senza ansia e con allegria. Chissà che riuscirò a combinare fino a "quel" domani a cui non penso.
      Ciao!

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    4. Bugiarda!
      ci pensi almeno quanto me
      perchè passata la certa età ci si pensa tutti.
      Magari si scansa l'idea ma ci si pensa
      cavolo se ci si pensa!

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    5. Ci penso? A volte, sì, ma come si pensa a qualcosa di ipotetico, come non credessi veramente che possa succedere. Il mio potrebbe essere uno scansare il problema, come dici, ed è probabile.
      Ciao Massimo che mi fai ridere e anche pensare.

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  2. Hai ragione. Non ci avevo mai pensato che questo concetto unisce sia gli atei che i credenti...
    Noi abbiamo dentro di noi delle risorse che non immaginiamo nemmeno lontanamente di avere. Cerchiamo fuori, andiamo lontano a cercare chissà che... quando è dentro di noi che dobbiamo cercare. Ma questo, purtroppo, è un viaggio che pochi intraprendono.
    Buona giornata e un bacio
    Francesca

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    1. Ciao Francesca.
      Sì, noi abbiamo risorse che nemmeno immaginiamo. Le ha ben descritte Marlo Morgan nel suo libro "...e venne chiamata due cuori" in cui racconta la sua esperienza fra gli aborigeni australiani che sapevano curarsi con la mente, attraverso la preghiera del gruppo a cui appartenevano.
      Mi colpì particolarmente un episodio... un gruppo stava attraversando il deserto e una donna si ruppe una gamba. Fermarsi avrebbe voluto dire morire ma nella notte il gruppo pregò per la guarigione e la donna fu in grado, il mattino dopo, di rimettersi in cammino.
      Noi non abbiamo la mente allenata a concentrarsi su qualcosa... distratti da mille pensieri, rumori, preoccupazione, superficialità, il falso diritto al "tutto e subito"... ma dovremmo imparare a farlo.
      Buona giornata Francesca cara.

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  3. A proposito di quel qualcosa che gli atei ed i credenti hanno in comune...mi viene in mente un problema di logica in cui due insiemi si intersecano creando uno spazio comune ad entrambi. Qual è questo spazio in comune? il dubbio.Il dubbio infatti appartiene all'ateo (...e se i credenti avessero ragione?)ed appartiene anche ai credenti (...e se veramente come affermano gli atei non esistesse Dio nè l'anima?)
    A pensarci bene potremmo anche aggiungere un terzo insieme, quello degli agnostici che intersecandosi con entrambi gli insiemi condividerebbero(comm'è complicato 'st'italiano!) ora il dubbio dell'uno, ora il dubbio dell'altro...
    (Mamma mia! vuoi vedere che mi sono intorcinata?)
    NUCCI MASSIMO, sai che ti leggo anch'io?

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    1. Allora perchè non lasci un segno?

      Il dubbio è il sottoinsieme del tutto,
      è il minimo comun deniminatore di tutti gli insiemi
      tant'è vero che se hai un insieme di credenti
      e uno di gente che escecon l'ombrello sottobraccio,
      hanno in comune il dubbio.
      Il dubbio è la cosa più democratica che esiste
      un'ombra te ne resta anche appena uscita sia dal seggio elettoraleo sia dal confessionale.
      E se nella scheda ci fosse un partito che avesse
      come simbolo un bel punto interrogativo e si chiamasse
      PARTITO DEL DUBBIO
      dubito che avrebbe un sacco di voti.

      Gli inglesi "condividerebbero" lo dicono "probably share"
      = probabilmente condividere
      siccome sono barbari usano due parole
      meglio un dotto difficile italiano. O no!?

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    2. Insiemi, sottoinsiemi... c'è di che intorcinarsi, Lili. Il dubbio è la nostra grande ricchezza di persone pensanti e lo tengo caro.
      Bacione.

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    3. Dici bene, Massimo... ci fosse un partito del dubbio non avrebbe voti: e chi ammetterebbe mai di avere dubbi? Solo le certezze sono simbolo del successo.
      Sono andata a cercare quel magnifico testo che è "Lode al dubbio" per vedere se davvero l'aveva scritto Brecht. E' stupendo e vale la pena di salvarlo per rileggerlo. Se non fosse lunghissimo l'avrei postato qui.
      E' meravigioso l'italiano e troverai in Lili un'appassionata linguista.
      Ciao Massimo, buona giornata.

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