mercoledì 17 ottobre 2012

Imperativo: dividere

Mi è dispiaciuto molto leggere quel che Franco Gabrielli ha detto a proposito dei terremoti che hanno colpito le nostre città in questi anni. Confrontare la situazione  aquilana con quella emiliana non è cosa da fare e potrebbe portare  a formulare pensieri lontani dalla realtà.

L'Emilia è terra di lotta e di iniziative, si sa, ma questo non va a demerito di chi ha altre abilità e possibilità. L'Aquila è ancora in difficoltà, a distanza di anni, e se Gabrielli riconosce che il territorio non ha saputo organizzarsi per la ricostruzione, avrebbe dovuto prestargli maggiore attenzione. Naturalmente l'amministrazione aquilana insorge e contesta con i fatti queste parole e fa bene.

L'articolo  lo potete  LEGGERE QUA. Aggiungo solo che anche questo episodio va a completare quel sistematico percorso di divisione che evidentemente piace a qualcuno.        




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6 commenti:

  1. Verissimo, Sari.
    Divide et impera, è una massima antica, ma continua a servire al Potere.
    Se in più aggiungiamo l'impressionante percorso di divisione che ancora piace a qualcuno, si spiegano questi discorsi.
    Grazie per il tuo post, cara Sari.
    Ciao,
    Lara

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    1. La massima che riporti è antica, sì, ma rimane inefficace. Cadiamo sempre in questo tranello.
      Giudicare è necessario, per separare ciò che è bene da quel che non lo è, ma dividere per scartare o condannare no.
      Lara, grazie per il tuo commento. Buona giornata.
      Sari

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  2. Spesso l'esempio del Friuli, di come ha reagito e di come si è risollevato, viene mostrato ed esaltato in caso di terremoto. Ti confesso che, benchè friulana, e benchè abbia effettivamente visto la reazione positiva già il giorno dopo, mi imbarazza un po' sentir dire certe cose...
    Ognuno ha modi diversi di reagire, ha risorse umane ed economiche diverse... quello che dobbiamo fare è sostenere, sempre...
    Un bacio
    Francesca

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  3. Tutto vero, Francesca, condivido.
    Un abbraccio e buona giornata.
    Sari

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  4. Dividere, frazionare, dare un nuovo nome e un nuovo colore.

    Distogliere l'attenzione.

    E nel frattempo, mentre morivano, qualcuno già rideva per la ricostruzione.

    Bellissimo articolo. Grazie Sari.

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    1. Vero, Cangala... ma le cose cambieranno, il vento girerà.
      Ciao!

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Grazie per avere trascorso un poco di tempo in questo nostro spazio.