mercoledì 12 ottobre 2011

Lettere

Babbo, li ricordo sai i tempi degli scioperi per ottenere quei diritti minimi che rappresentavano giustizia e necessità. Ero piccina ma quella parola strisciante, sciopero, m'incuriosiva e contemporaneamente intimoriva per via degli sguardi che correvano fra te e la mamma quando la pronunciavate. Tu chiedevi alla mamma se potevamo permetterci quelle ore di non lavoro e lei diceva no, che la famiglia ne aveva bisogno. Ma poi tu scioperavi (per misteriosi accordi fra voi) e la mamma sapeva ugualmente pareggiare quei conti che parevano non tornare mai.

Babbo, ricordo anche il tuo giudizio, severo, verso quei lavoratori che non producevano, che andavano al lavoro solo per aspettare il giorno della paga. Ladri, così li giudicavi e la tua non era esagerazione.

Babbo, grazie per i tuoi esempi di responsabilità e partecipazione. Io, come vedi, cerco ancora di tenerli davanti a me, guida al mio pensiero e ai miei passi.


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6 commenti:

  1. sì, lo sciopero era una cosa seria. ora mi pare che abbia perso molta parte del suo significato.
    ciao :)

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  2. Che bell'esempio ci hanno lasciato i nostri cari!!!

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  3. Antony, lo sciopero oggi è spesso uno strumento politico e non un modo di esercitare un diritto.
    Peccato, davvero peccato.

    Ciao!

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  4. Sì, Nonnatuttua, i nostri genitori ci hanno lasciato un patrimonio che la nostra generazione, occupata con il lavoro, non ha conservato o l'ha fatto solo in parte. Ma le idee oggi corrono in fretta... i nostri giovani sapranno come fare.
    Ciao :)))

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  5. Tale padre, tale figlia!

    Non cambiare! Ti voglio bene. Arcangela

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  6. Grazie. Ricambio, lo sai... :)))

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Grazie per avere trascorso un poco di tempo in questo nostro spazio.