sabato 28 aprile 2012

Patria

Nel 2009 un gruppo di amici , preoccupato dalla grave  situazione italiana   che si stava delineando, sentirono di dover dire e fare qualcosa per avvisare gli italiani che non  avevano le informazioni necessarie per valutarla. (QUI un vecchio articolo sull'iniziativa)

Fra questi amici, uno speciale: Erri De Luca che, parlando di patria,   diceva della necessità di riportare l'Italia a sè stessa.
"Esistono patrie in viaggio, patrie in spalla, portate con sé perché quelle di origine si sono disgregate. Tutta la nostra epopea di emigranti è stata patria chiusa dentro una bisaccia e imbarcata per terre d’oltremare. Stava in una zolla stretta intorno alla radice di una vite, in un pugno di semi di basilico. La loro definizione della parola “patria” era: chella ca te da a mangia’. Perché se non da diritto di lavoro, di vita, non è patria né matria e si è orfani verso terre di adozione."

Portare la patria in spalla... ora non l'abbiamo sulle spalle ma la subiamo...  se potessimo portarla... allontanarsi rimanendo qui...  accollarsi le responsabilità..
Un sogno.  Realizzabile. Sì.




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2 commenti:

  1. Non ci sono commenti...forse perchè è difficile farne, il tema è troppo doloroso al momento attuale in cui, manca tanto il lavoro da spingere molti al suicidio, al nord come al sud...speriamo? sì,la speranza è indispensabile.

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  2. Stiamo vivendo un momento davvero terribile. ne parlavo poco tempo fa con il mio vecchio amico Leone, che in febbraio ha compiuto 99 anni e ricorda bene la crisi del '29. Diceva che dalle crisi si esce mettendo a frutto le virtù... come non dargli ragione? Sapremo farlo? Io credo e spero di sì.
    Ciao Lili cara.

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