mercoledì 11 febbraio 2015

Questione di moda



Oggi Mary Quant compie 81 anni  e la regina Elisabetta le ha appena concesso il titolo di "Dame". 
Questa onorificenza credo abbia ragione d'essere per via di quella minigonna che cinquant'anni fa Mary Quant ha inventato ed esportato in quasi tutto il mondo che pareva non aspettare altro che una moda tanto ardita.  

Della minigonna è stato detto tutto e il suo contrario ma io la segno come momento in cui la donna è stata rigidamente  divisa fra giovani e anziane,  magre e grasse... fra quelle  che  se la potevano permettere e quelle che no, era meglio di no. 
La minigonna, a mio parere,  ha inciso pesantemente sul corpo delle donne alla faccia di chi l'ha ritenuta un segno di liberazione dai tempi e dai loro condizionamenti.




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8 commenti:

  1. penso che la minigonna abbia avuto,considerati gli anni in cui è avvenuta, un significato più ampio di quel capo di abbigliamento che era. magari questo non nelle intenzioni della creatrice, non lo so, ma sicuramente lo ha avuto per come è stata recepita all'epoca, davvero come liberazione da una parte e " strumento del peccato" dall'altra.
    Il problema arriva successivamente, per la minigonna come per altri oggetti o altre situazioni o altre istanze ecc.ecc. Ed ha davvero portato a quello che dici tu, che condivido. Quello che mi fa rabbia è che la " divisione" dei corpi delle donne, nelle categorie di cui parli tu, è stata operata da un certo mondo maschile e, purtroppo, perfettamente recepito anche da quello femminile, alla faccia della solidarietà femminile in cui - forse per età, per formazione, per esperienze vissute - io credo moltissimo.
    E mi fa rabbia, tristezza ed anche dolore quando sento certe interviste ad un certo tipo di ragazze, molte giovanissime, che affermano di sentirsi libere, quando magari fanno una comparsata in TV con abbigliamento che sarebbe meglio lasciar perdere ( e, credimi , non sono nè moralista nè bacchettona) e ridono se qualche pseudo regista gli fa pure le inquadrature sotto i micro gonnellini! Sono talmente strumentalizzate da non averne neppure la consapevolezza!
    Scusa il mio lungo discorso...magari anche fuori tema....ma è un argomento che mi preme molto; ho due figlie femmine, ora donne e quello che ho cercato di trasmettere loro è che la vera libertà è quella del loro pensiero. Emanuela

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    1. In questo nostro tempo i costumi sono esagerati, e non solo parlando di moda. Tutti si permettono tutto in una continua trasgressione che viene chiamata erroneamente libertà.
      La libertà è una cosa tremendamente seria e, come dice Guccini, "porta male se non sai come adoperarla".
      Non si è mai fuori tema, qui, lo sai... :)))
      Grazie per il tuo contributo. Buona serata.

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  2. Non mi sono mai piaciute e non le ho mai messe, anche se facevo parte da giovane della categoria di quelle che se la potevano permettere!!!! Ho invece sempre messo gonnoni lunghi molto folk, un po' alla figlia dei fiori. Segno di liberazione? Ma fammi il piacere. Si è libere nella testa e non diventando un oggetto di piacere, anche se solo "visivo"!!!
    Un bacione
    Francesca

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    1. L'ho indossata, la minigonna... anche se non cortissima. Pensa che mia suocera, quando vide il mio abitino che scopriva appena appena il ginocchio, mi chiese se ero in cerca... ahahah.... ora ci rido sopra ma allora mi venne da alzare un sopracciglio.
      Ciao cara.

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  3. Forse per alcune è stata una liberazione ma per molte (e credo la maggioranza) non lo è stato per nulla, anzi direi una limitazione. Se poi ha significati reconditi che non tutti percepiscono questa è un'altra storia. Ha cambiato la moda e, come diceva la mia nonna, ha risparmiato sulla stoffa.
    La libertà è davvero tutta un'altra cosa.
    ah, quindi ora ha il titolo di "Dame"!?

    Ciao Sari.

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    1. Sai, credo che la mini abbia fatto scoprire alle donne il potere della seduzione che prima era fatta di maniere, di comportamenti.. con l'avvento della mini non è occorso altro ed è stata pessima cosa, per come vedo questo fatto.
      Ah sì, la libertà è sicuramente un'altra cosa.
      Ciao, buona serata.

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  4. La tua posizione, sicuramente contro il pensiero dominante e omologato, rende onore alla tua libertà di pensiero, e per questo l'ho letta molto volentieri.
    Quanto a me, penso che siamo di fronte a uno di quei casi in cui aspetti positivi e negativi si mischiano inestricabilmente. Perché è perfettamente vero quanto tu dici, ma è altrettanto vero che un necessario processo di caduta dei tabù di stampo bacchettone è passato anche dalla minigonna.
    Credo che la libertà femminile possa contemplare, con misura e intelligenza (e magari anche gioia) l'espressione delle caratteristiche più attraenti della propria fisicità, cosa che prima del taglio di quei centimetri era confinata entro schemi rigidi e puritani.
    Un salutone.

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    1. La moda, da sempre, ha fatto proposte a cui le donne non hanno detto o potuto dire no... ma era moda equilibrata, se scopriva, o si metteva in evidenza una parte, se ne copriva un'altra... (braccia, seno, collo, vita, ecc) dalla mini in poi si è scoperto tutto... c'è stato uno squilibrio per me dannoso... è stato un mettersi in mostra che sapeva di tutto fuorché di libertà.
      Secondo me sarebbe libertà il potersi vestire come ci va, coi colori che ci stanno bene e con quel che ci mette a nostro agio ma non è così. Come ho scritto, la minigonna segna, secondo me, un passo indietro perchè ha reso le donne meno libere, sottomesse a un nuovo diktat di cui non c'era bisogno.
      Dovrò pensare a quel che dici... alla caduta dei tabù innescata dall'avvento della mini. Per adesso non mi viene in mente niente.
      Ciao Franz.

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