martedì 11 gennaio 2011

Non ci sto a fare di tutta l'erba un fascio

I giornali scrivono per scandalizzare? A leggere i titoli ci s'indigna sempre ma se si ha la pazienza di leggere un articolo per intero, e di mettere insieme tutte le informazioni, allora si scopre che le cose non sono come il titolo grida.
Riguardo quel piccolo bimbo morto di freddo il sei gennaio, occorre dire che aveva un padre e una madre a cui erano stati tolti altri figli, che avevano mentito riguardo la loro situazione per timore di perdere anche questi e che vivevano in centro dove molti si fermavano per chiedere conto di quei bimbi per strada. La madre risultava intestataria di un appartamento e quindi poteva dare un indirizzo preciso alle istituzioni. Se poi non vi abitava, era per ragioni che sono facilmente intuibili.
Molti dicono, adesso, che quella appariva una famiglia felice. Forse lo erano per incoscienza, verrebbe da pensare. E' povertà anche questa, sicuramente, ma a qualcuno dovrebbe toccare la responsabilità di controllare e seguire le persone in difficoltà. Certo, ci sono i tagli ai bilanci... e se non fosse per il volontariato, la città sarebbe davvero in stato di totale abbandono.
Nell'articolo, leggo ancora, si parla di una città esausta di spese natalizie. Ma occorre sapere, prima di scrivere, perbacco. A Bologna i negozi sono vuoti e le persone che frequentano il centro città sono in buona parte stranieri. I saldi sono cominciati, sottobanco, ben prima del sei gennaio, nella speranza di incassare qualcosa.
In città manca il lavoro, tante serrande risultano abbassate, le fabbriche hanno portato altrove le loro imprese  e troppa gente è preoccupata per il futuro. Il Natale è stato in tono minore e stupisce che qualcuno possa ancora scrivere di sazietà da shopping.
C'è da considerare ancora, che i poveri sono diventati invisibili. Lo sono perchè questa situazione è diventata "normale". I poveri sono tanti, troppi, stazionano davanti i supermercati, alle chiese, ai negozi, per strada... ovunque c'è gente.  E tutti  ti chiedono denaro, ognuno con la sua storia e le sue miserie.
Dopo anni, tutto questo diventa norma e quindi invisibile.
Tristezza.

18 commenti:

  1. Brava, bravissima!
    Scusami questo entusiasmo, ma finalmente leggo qualcosa che sento anch'io, che ho visto con i miei occhi, ma che, leggendo tante altre notizie, comincio a dubitare di aver visto davvero bene.
    Non sai quanto ti sono grata!
    Ciao Sari,
    Lara

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  2. E' vero! La povertà non è qualcosa che vivono in pochi. Purtroppo sta diventando norma, sta diventando diffusa. Molti fanno davvero fatica ad arrivare a fine mese ma almeno hanno la fortuna di avere ancora un tetto sopra la testa.
    Tu parli di natale sotto tono e saracinesche abbassate. Qui a Udine intere vie hanno le saracinesche abbassate e cartelli "Affittasi" che ormai sono sbiaditi dal tempo.
    Francesca

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  3. Cara Sari, sono a chiederti un grande piacere: vorrei linkare questo tuo post al mio blog. Ovviamente con tanto di link al tuo blog, anzi metterei solo quello. Per ora ne ho messo uno a un sito di una vecchia amica.
    Se mi autorizzi, lo farei subito volentieri.
    Ma aspetto una tua gentile risposta.
    Lara

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  4. Lara, a volte non si ha il coraggio di sperare che le cose siano meno brutte di come vengono dipinte. Ma basta parlarsi e si scoprono tante cose buone.
    Usa pure questo messaggio, ti ringrazio per averlo apprezzato.
    Buona serata, ciao.
    Sari

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  5. Francesca, anche qui ci sono interi portici con i negozi chiusi per sempre... fila di serrande abbassate e rese scure dall'incuria che paiono denti irrimediabilmente cariati. La cosa mi dà una tristezza incredibile e maggiormente perchè di alcuni ho seguito il percorso.
    Ciao Francesca, buona serata.
    Sari

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  6. Grazie per la tua gentilezza, Sari.
    Forse cambieranno di poco le cose, ma almeno proviamo a raccontare bene quelle a cui siamo abbastanza vicine per saperne qualcosa.
    Buona serata anche a te e a presto,
    Lara

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  7. ciao, ti ho scoperto perchè sono un amico di Lara. Il tuo post tocca nel vivo una piaga della nostra quotidianità ed è un argomento che ho trattato in un recente post.
    complimenti per il tuo lavoro

    un abbraccio

    giordan

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  8. Ciao sono un amico di Lara
    a volte ci si autoconvince va tutto bene ma questa post mi fa riflettere
    in sintesi come siamo mal messi

    eppure c'e' chi a 32 denti, sostiene che e' tutto ok! tutto sotto controllo
    ma!!! che tristezza!!!!
    ciao Michele pianetatempolibero

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  9. Arrivo dal blog di Lara, hai scritto un post chiaro di una situazione che sa dell'incredibile, nel senso che la tv ha precisato che i genitori del bambino morto hanno un'abitazione, questo loro strano comportamento senz'altro non va trascurato e capito dagli "addetti" al lavoro.

    I giornali dicono tante cose e non tutte sono vere, ad esempio come le spese di Natale un po' uguale per tutta la penisola. e ci dobbiamo preparare a tempi ancora più duri.
    Buona giornata e grazie per questo post, cosi
    ben formulato.

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  10. Non si parla d'altro, in questi giorni a Bologna, la morte del piccolo ha scosso giustamente tutti ma gli aggettivi, troppi, non aiutano, anzi.
    Ho lavorato nel sociale, (un volontariato a tempo pieno che ho mantenuto per molti anni) e so quanto è difficile accostare le persone che vivono un disagio. Occorre tempo, pazienza, sensibilità, denaro.. a volte un caso dev'esser seguito con rapporto uno a uno e immagino non sia facile farlo oggi, con poco personale e tanti povere situazioni. Non per questo assolvo, nel mio pensiero, chi doveva occuparsi di quella povera famiglia, ma immagino, più di altri, come sia facile lasciarsi sfuggire un caso simile.
    Durante gli anni del mio impegno, ho toccato con mano la rete della solidarietà bolognese. Non esagero dicendo che è come i suoi canali sotterranei: ce ne sono tanti ma non si vedono, non si sentono e non ne appare traccia.
    Questa vicenda deve servire comunque al nostro comune futuro... ai servizi sociali, a chi va di fretta, ai vicini, a chi vede. Da oggi in poi, tutti i salvati e i salvatori dovranno dire grazie anche al piccolo che purtroppo ci ha lasciati.

    Ciao Lara, ciao Jordan, ciao Michele, ciao Rosy... verrò a fare la vostra conoscenza. Grazie per i vostri interventi ed il vostro evidente impegno. NON mollate!

    Sari

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  11. Ciao Sari ti ho scoperto visitando il blog di Lara. Quello che hai scritto riassume perfettamente la situazione che si sta vivendo nel nostro povero paese. A dispetto di quel che dicono il TG1 e il TG4. Non ho visto e non ricordo di aver visto shopping natalizi e ora corsa ai fantastici saldi. Brava hai descritto quello che è veramente vero. Ti chiedo la cortesia di poterlo postare nel mio blog affinchè anche chi mi segue possa condividere la tua perfetta descrizione della nostra attuale situazione. Ciao e grazie

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  12. Salve Errebi. Usalo pure il mio messaggio.
    Se metterai il link del tuo blog, verrò a visitarti.

    Ciao.

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  13. La situazione è comune a molte città non solo italiane. In Tunisia, adesso, c'è la guerrà del pane, come raccontava il Manzoni nei promessi Sposi. Io credo che con l'aria di crisi che c'è in tutta Europa e forse in buona parte del mondo un bimbo che muore a Bologna fa solo statistica, insieme a tutti gli altri che finiscono nell'immondizia perchè sarebbe impossibile allevarli tutti. Un cane se non ha un aiuto deve abbandonare i suoi cuccioli più deboli. Non è una questione di amore e solo sopravvivenza, non ci sono relazioni sociali, lo dice Linus (quello del programma libero per computer, libero perchè ispirato alla filantropia)
    Ci sono lavori in giro, ma certi lavori la gente non vuole o non può farli. Certe volte la natura ci mette di fronte alla scelta: o la famiglia o il lavoro e quando scegli la famiglia e sei senza soldi sbagli, e quando scegli il lavoro per aiutare la famiglia sbagli lo stesso. Si, è tutto naturale. tutto nella norma, come la vita e la morte. I giornali fanno il loro mestiere, finchè trovano lettori e cercano di ingigantire o sminuire le notizie, per vendere copie, come al mercato chi vende ciabatte strette parla sempre bene dei colori sgargianti che hanno e non della fatica a portarle. L'italia è un mondo che vive di volontariato, e ci sono anche quelli che alla fine ci guadagnano su quelli che lavorano gratis, ma è normale anche quello.
    Non mi scandalizzo, so che la fuori c'è un mondo violento e quando esco mi preparo mentalmente (la violenza è dentro il mio corpo e anche appena fuori ... e non sono ancora uscito di casa.

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  14. Scrive Mariolino: "Non mi scandalizzo, so che la fuori c'è un mondo violento e quando esco mi preparo mentalmente (la violenza è dentro il mio corpo e anche appena fuori ... e non sono ancora uscito di casa."
    Da anni andiamo, senza saperlo, a scuola di violenza. Lo sono i giornali, la tv, la burocrazia... e questa idea ci indurisce il cuore e inquina il pensiero. Se esci di casa pensando che i violenti ti aspettano, il tuo viso il corpo e tutti i tuoi gesti denunceranno il tuo stato e chi ti incontrerà penserà che anche tu lo sei.
    Andiamo controcorrente, offriamo di noi la parte migliore, sarà il modo per sconfiggere chi usa la nostra paura per i suoi scopi.

    Verrò a conoscerti nel blog, a presto.
    Ciao Mariolino.

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  15. C'é da piangere per il povero Devid. C'é da piangere per tanta miseria che avanza inarrestabile: ogni giorno ...

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  16. Ciao Sari, un bel post, complimenti. hi con delicatezza toccato degli argomenti delicati.
    Sono la vecchia amica di Lara, Marista. Purtroppo è da tempo che mediamente si è perso, così almeno a me pare, il polso della situazione. Le nuove povertà sono molte e nascoste. Vivo vicino a Roma, e ho potuto vedere fin da anni fa, le file alla caritas per un piatto caldo di compassati impiegati che erano stati privati con la famiglia di casa e beni. Mi fu obiettato che in fin dei conti erano pohi casi, ma so che non è così, per 10 che ne vedi, almeno il doppio si nasconde. Aiutare non è facile e se chi aiuta lo fa con freddo spirito burocratico, si rischia di fare danno. Soldi si, ne servono, ma neanche tanti. In ogni città, in ogni paese, ci sono case anche degli Enti, tipo il Comune, che sono sfitte, inutilizzate. Spesso occore chi si da da fare ad organizzare , a cercare dei lavoretti momentanei, perchè io non ho trovato MAI un bisognoso vero che fosse un bisognoso vero che non desiderasse di lavorare, ho assistito ad autentici miracoli nati dalla fiducia e dall'amore che si può dare a chi ha bisogno. Siamo inariditi dentro, nell'animo e questo ci rende ciechi, perchè si deve esser perlomeno ciechi per stupirsi dell'atteggiamento di quei genitori, atteggiamento che per altro ha ben spiegato il medico che aveva fatto nascere i due gemelli:
    da repubblica:
    "Sono state dette cose sbagliate sui genitori del piccolo, qualcuno li ha dipinti come dei vagabondi poco attenti ma non è così. Sono persone che sicuramente possono avere delle difficoltà, ma non sono come sono stati descritti". Così Mario Lima, direttore del dipartimento infantile del policlinico Sant'Orsola di Bologna, dove il pomeriggio del 4 gennaio è stato ricoverato Devid, il neonato di appena venti giorni morto poche ore dopo

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  17. Ciao Adriano.
    C'è da piangere ogni forma di miseria, è vero... ma tenendo lo sguardo alto. Noi non siamo nessuna "basso" in quanto possiamo volare in qualsiasi modo e momento.
    Benvenuto e a rileggerci.
    Sari

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  18. Ciao Marista.
    Sì, spesso siamo solo poveri ciechi. Sai cosa mi rattrista di ogni persona in difficoltà? Il fatto che debba chiedere l'indispensabile, mettendo in conto un rifiuto. Chi perde lavoro e denaro spesso si ritrova anche senza dignità e questo è terribile. Senza dignità, si è perso proprio tutto.
    Ho ricevuto un buon insegnamento da un parroco che gestiva un grande armadio dei poveri: quando qualcuno era in evidente bisogno di denaro, lui gli offriva un lavoretto (spesso non ne aveva affatto bisogno e se l'inventava) e lo retribuiva con una somma giusta, non da elemosina. Chi riceveva, non pensava d'avere ottenuto un favore ma che lo scambio fosse stato alla pari. Ecco, questa lezione mi è servita tanto e cerco di "passarla" a chi incontro.
    Le persone che chiedono aiuto non sono un problema: l'hanno.
    Ciao e tante grazie per quel che hai scritto.

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