martedì 10 marzo 2015

Parlano i giovani




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8 commenti:

  1. non ci sono commenti.
    Forse abbiamo un generazione di giovani......anche troppo beneducati.....in altri momenti sarebbe successo davvero ben altro!
    Emanuela

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    1. Giovani educati, puliti ma determinati... questo li rende forti e soprattutto diversi da chi urla, inveisce, e sparla. Mi piacciono questi giovani e mi auguro siano ascoltati.
      Ciao Emanuela.

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  2. Si, fanno tenerezza con la loro troppa beneducazione. Ma sono consapevoli di quello che avviene. E questa è una forza. In realtà l'alternativa ai giovani beneducati sarebbero personaggi del genere delle brigate rosse, che grossi obiettivi alla fine non li hanno raggiunti. Solo assassinii.

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    1. Ancora spaventa ricordare quegli anni che citi, Ambra. C'è chi sostiene siano stati necessari ma non lo credo, anzi... penso abbiano dato il via a tutto il brutto che viviamo attualmente.
      Ma non mi spavento perchè ho fiducia nei giovani e nella creatività che sapranno mettere a frutto.
      Ciao. :)

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  3. Faccio questo ragionamento: se è vero come è vero, che molte decine di migliaia di aziende, piccole, medie, grandi, si sono chiuse, ed ancora migliaia e migliaia di piccole attività commerciali ed artigianali si sono chiuse...i cui dipendenti ed i cui titolari, sono senza lavoro, come è possibile la ripresa a breve termine? Non c'è nemmeno un accenno di ripresa! L'azienda in cui lavoravano i miei due figli è finita in breve tempo, guarda caso con l'avvento dell'euro (e qui avrei una mia ipotesi su una delle cause), l'azienda fu iniziata dal loro nonno, continuata dal padre e due zii, continuata dai figli...in tutto una medio/piccola impresa durata oltre settant'anni...che non esiste più e che certamente non rinascerà come non rinasceranno le altre...quindi di superamento della crisi non ne parliamo...bisognerà adattarsi per un lunghissimo tempo ad un livello di vita drasticamente diverso e povero, come già accade ormai da oltre un decennio e "spiare " eventualmente differenti potenzialità, quali? si vedrà (ritorno alla terra? turismo? determinati limitati campi d'artigianato?...o?)

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    1. Penso tu sappia a cosa credo... penso che la ripresa non la si voglia programmare, penso che un popolo disperato, senza lavoro, senza forza, sia più facilmente governabile. La crisi dei lavoratori e del ceto medio, ha fatto e fa comodo.
      Ciao Lili . :) auguro tanto lavoro e benessere per tutti i lavoratori, qualunque compito abbiano nella società.

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    2. ...e qui infatti, inserisco i nostri giovani che non si danno alla disperazione ed aguzzano il loro ingegno e la creatività e non si lasciano scoraggiare ed in cui ho fiducia. Mi preoccupano invece le moltitudini di uomini e donne più o meno cinquantenni senza lavoro e poco flessibili nel riciclarsi che hanno già il peso d'una famiglia, d'una casa che rischiano di perdere o che hanno già perduto, e di bollette ormai inverosimili...Ciao Sari :)

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    3. Sì, i cinquantenni hanno bisogno di tutele e per loro è ancora più difficile reinventarsi un lavoro, dopo che si è perso il proprio.
      Le bollette? Un altro mezzo per succhiarci quei pochi denari che ci ritroviamo in tasca dopo avere pagato le tasse visibili e occulte.
      Ciao Lili

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Grazie per avere trascorso un poco di tempo in questo nostro spazio.