domenica 15 febbraio 2015

Parole, parole, parole...


Si è perso, in questi nostri tempi, il significato  di alcune parole che sono invece  essenziali per la nostra buona vita. Due, in particolare, mi paiono importanti.
La prima parola è  parlare, fatto  che  va ben oltre il dare fiato alla bocca per pronunciare qualcosa di trascrivibile ma spesso inutile o dannoso.
Parlare  è  comunicare, esprimere compiutamente il proprio pensiero ed è l'unico modo che abbiamo  per conoscere e far conoscere.

Quando fra le persone, o fra i popoli,  la parola fallisce, cantano le armi  (divisioni, ripicche, soldati,  bombe...) e lasciare a loro il dirimere di una questione  è totale  fallimento... vuol dire che si è stati incapaci  di trovare un accordo fra  le nostre e l'altrui esigenze.
La guerra, ogni guerra,  non serve comunque a stabilire ragioni o torti, a creare stabilità, ma misura solamente terribili potenze di fuoco ed  è  un gran misero strumento per raggiungere una pace  che non è assenza di conflitto ma una vittoria, o resa, solo momentanei.

La seconda parola di cui abbiamo perso  il significato è ascoltare che non vuol dire lasciar passare i suoni attraverso il condotto uditivo ma dare peso, considerare,  capire, entrare in un modo di pensare/fare  diverso dal nostro.  (Pare ovvio, vero?  Invece...)
A volte mi capita di ascoltare le sedute del consiglio comunale della mia città ed è lampante come il parlare, anche in quella sede, sia  qualcosa di cui  gli altri non tengono conto e questo non scandalizza perchè quel che si vuole davvero  non è un confronto ma imporre un proprio punto di vista, un proprio progetto di parte.
La conseguenza del mancato confronto, sarà che gli inascoltati  del mondo, ai momentanei  arresi, non resteranno che le armi...  ma a quel punto lo faranno per offendere, non per costringere all'ascolto.

La parola può essere  un potente strumento di pace,  sia che questo  ci tocchi in prima persona o come popolo ma  non dobbiamo dimenticare che la Pace è  l'incontro fra chi sa parlare e chi sa ascoltare, cedendosi alternativamente il posto.  Quando questo accade, ci saranno due vincitori per una stessa partita.

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2 commenti:

  1. Una riflessione precisa e indiscutibile. Se parola e ascolto fossero realmente usate dall'umanità, molte tragedie non si sarebbero mai manifestate.

    Un abbraccio
    giordan

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    1. Mi spaventa sentire i pareri di chi ha già accettato il pensiero della guerra delle armi come soluzione al male che è arrivato dentro casa nostra. Non so cosa sia possibile fare per evitare la tragedia della guerra ma almeno nel nostro intimo dovremmo rifiutarla, non accettarla come inevitabile.
      Un abbraccio a te, ciao.

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Grazie per avere trascorso un poco di tempo in questo nostro spazio.