giovedì 5 febbraio 2015

Hoffmann e i suoi racconti


Ho da poco concluso la lettura di un bel  racconto di Hoffmann,  dove un  certo Ignazio  rappresenta la colpa e un Andrea l'innocenza.   A condurre la storia, però,  non sono le persone ma la dualità delle situazioni che sono sempre in bilico  fra colpevolezza e innocenza, così  frammiste da destabilizzare  il povero lettore.  
Sospinta da quel grande autore che è Hoffmann, mi sono avventurata nei giudizi... nel credere di potermi formare un'opinione sui fatti che stavano accadendo... cercando di dividere il  bene  dal male, certa di trovarlo.   Mi sono invece convinta  che la parola innocente non si può attagliare perfettamente all'essere umano e ai  fatti che accadono... perdendomi    fra le parole innocente, colpevole, responsabile, buono, cattivo... 

Innocente, dice il vocabolario, è chi  non nuoce... ma chi, per davvero, può dire così di sè stesso?     
Non lo sono quando aderisco a un progetto che non porta al bene collettivo, non  quando non rispetto il semaforo, non   quando spargo  inopportuni "si dice",  non quando acquisto certi prodotti, non quando non scelgo, non quando non rifletto prima di parlare, ecc... 
E  potrei continuare all'infinito.
Non si può essere totalmente  innocenti... ma responsabili sì. 
Grazie Hoffmann. 

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14 commenti:

  1. Cara Sari, sono fermamente convinta che nessuno è totalmente innocente, tutti abbiamo delle colpe e purtroppo ne avremo ancora verso gli altri ed anche verso noi stessi.
    Un grande Uomo un tempo disse - chi è senza peccato (cioè innocente, pulito) scagli..........-

    Hai ragione però dicendo che responsabili lo possiamo essere totalmente.

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    1. Quel che mi preoccupa è la consapevolezza... questa, secondo me, è la base necessaria per qualunque viaggio si voglia intraprendere.
      Ecco che di questa parli anche tu citando le parole del vangelo. Chi è senza colpa... e tutti, sentendosi colpevoli, hanno rinunciato a farsi esecutori di giustizia. Che cosa straordinaria è avvenuta quel giorno... tutti si sono sentiti peccatori (consapevolezza) e se ne sono andati. E' la mancanza di coscienza, la giutificazione di ogni delitto a far sì che il nostro giudizio sia fortemente inquinato.
      Sei guarita?

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  2. Purtroppo quello che dici è vero. Nessuno è innocente anche perchè quello che è un bene per me potrebbe nuocere a qualcun'altro e quindi mai lo saremo deltutto innocenti. La responsabilità è un'altra cosa, è consapevolezza e scelta.
    Se passi da me spiego che cosa è "Independence Day", così soddisfo la tua curiosità!!!
    Un bacio
    Francesca

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    1. Sono passata da te e mi sono entusismata per l'iniziativa. E poi dici d'essere pigra...
      Coscienza, consapevolezza... che ottimo binomio.
      Ciao. :)

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  3. E' vero. nessuno può dirsi innocente. Solo i bambini piccoli, prima che " provvediamo" noi adulti a far perdere loro questo tratto meraviglioso.
    Ed è vero che responsabili possiamo diventarlo, con un grande, continuo lavoro da fare quotidianamente su noi stessi, con la consapevolezza che siamo NOI, ma che siamo anche il mondo! Ma che belli sono sempre i tuoi spunti di riflessione....Emanuela

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    1. Forse occorrerebbe trovare un altro termine per dire della purezza d'intenti perchè anche il bambino può procurare dolore ma non lo fa consapevolmente e quindi è senza colpa, anche se ha procurato danno.
      Oggi che si fan leggi per far apparire in-nocente chi ha procurato danni a tantissime persone, i concetti di responsabilità e colpevolezza valgono veramente poco.
      Grazie per l'entusuasmo con cui ti lasci coinvolgere da tanti argomenti diversi.
      Brutto tempo anche a casa tua, vero? Qui è tutto bloccato.
      Ciao :)

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    2. speravo nella neve, ma a Genova è dura.......freddo incredibile e tanto vento, ma la neve in città non si è vista.....E' per questo che, quando nevica, tutto qua assume la dimensione della fiaba.....ho delle bellissime fotografie , di tanti anni fa, la vigilia di Natale sulla spiaggia, con le barche coperte dalla neve e il ricordo meraviglioso dei miei figli che un anno, come una marea di altri ragazzini, giravano con gli sci da fondo!!!!
      un abbraccio Emanuela

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    3. Le barche coperte di neve debbono essere affascinanti e andrò a cercarne qualcuna nel web. Genova, per me, è clima mite, forza, bellezza. Mio padre vi lavorò alcuni mesi (moltissimi anni fa) e ne rimase incantato.
      Un abbraccio per te, ciao Emanuela

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  4. consapevolezza, pensiero, coscienza, ci possono aiutare molto per evitare un male che a volte si insidia in gesti banali. La Arendt arrivò a dimostrare che il male banale può arrivare alla mostruosità. Bella lettura Hoffman, mi ha tenuto compagnia questa ultima estate. ciao

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    1. Gli scrittori ci tengono compagnia, è così e quando termino un libro che ho amato, lo tengo fisicamente sul comodino, almeno per un po'.
      Ho letto poco di Anna Arendt ma la sua figura l'ho ravvisata nel personaggio di Ethel, narrata nel libro di Follett "I giorni dell'eternità".
      Il male banale può arrivare alla mostruosità, dici... ci penserò.
      Ciao.

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  5. Ma certo. Non posso che condividere il tuo pensiero e sicuramente Hoffman non è scrittore da poco.

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    1. Grazie per la condivisione :) buona domenica, Ambra.

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  6. Ieri sera ho riletto il tuo post. Ci ho riflettuto. Nessun di noi è innocente, può essere a volte buono, giusto ma anche il contrario. Una volta lessi il significato di responsabile: abile nel rispondere.
    Prenderci le nostre responsabilità anche quando agiamo a fin di bene. Non è detto che il nostro agire, l'altro lo accetti. L'importante dopo il confronto è sapere chiedere scusa anche se le nostre azioni sono state a fin di bene.
    Chiaramente parlo per me.

    Un abbraccio.

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    1. E parli anche per me... Non conoscevo questo nuovo significato della parola "responsabile"... pare contraddire il significato solito.
      Ciao :)

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Grazie per avere trascorso un poco di tempo in questo nostro spazio.