mercoledì 10 dicembre 2014

Quel che accade

Un altro piccolo bambino ucciso.
Con quel che sto per dire non intendo aggiungere cronaca alla cronaca  che mai, come in questi episodi violenti, si fa  giustizialista e sfacciata, a suo modo violenta,  ma  vorrei  parlare della società, delle regole non scritte, di come un errore ne provochi altri, a catena, e di come sia colpevolmente lasciato solo chi è in difficoltà.
E certamente in difficoltà lo era questa giovane donna che è diventata madre ancora adolescente...  rifiutata da sua  madre che l'ha associata alla sfortuna,   sola con due figli in un posto dove non era  accettata e chiamata straniera.
Non so se questa giovane madre sia colpevole o meno ma mi chiedo con sgomento perchè questa situazione non è stata oggetto di attenzioni da parte delle istituzioni, segnalata dalla scuola o da chi ha visto maturare quel dramma che oggi ci scuote tutti. 
Inorridisco quando accadono questi fatti tremendi che riguardano la parte più delicata della nostra società, quella che dovremmo valorizzare e proteggere,  ma lo faccio ancora di più quando sento dire, a cose avvenute, "io avevo previsto ma sono una persona che si fa i fatti suoi".  
Quel che accade agli altri, sono fatti nostri, sempre, e mi stupisce come si possa  scavare nella carne degli altri leggendo riviste  che   troppo benevolmente si  dicono di pettegolezzi, indaghiamo e facciamo tema di conversazione di quelle trasmissioni terribili dove si bisticcia in tv su fatti delicatissimi e poi, quando questa situazioni, di cui ci tacciamo di sapere tutto, accadono accanto a noi, NOI ci facciamo i fatti nostri e lo dichiariamo come fosse un vanto. 
Se questa madre fosse stata assistita, consigliata, affiancata da personale adatto, oggi saremmo tutti meno angosciati. 

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4 commenti:

  1. sono reduce da tre giorni di folle amore con il mio nipotino Unai, lassù in Friuli. Reduce dall'aver dormito con lui , con quel corpicino caldo e profumato addosso, reduce dai nostri giochi,dai libri letti, le canzoncine cantate ed inventate, i baci, il suo chiamarmi ....non nonna, ma " lanonna", unica parola...
    Poi questo bimbo che non c'è più, .Sperando che un Paradiso lo abbia accolto, sperando che, da qualche parte, un paradiso per lui ci sia, che lo abbia trovato.
    Non so se qualcuno aveva previsto.
    Non lo so. Ma mi fa paura la " banalità" della sofferenza. Della depressione, che nessuno sa riconoscere. Del dolore, che non vediamo. Una mamma-ragazzina. Un bimbo, due bimbi.
    Avrà lanciato segnali?
    Avrà lanciato segnali che nessuno ha saputo leggere ed interpretare?
    Avrà chiesto aiuto, muto E nessuno ha capito il fragore di quel silenzio?
    Certo- Ho trascorso tre meravigliose giornate con il mio cucciolo. E con un altro cucciolo nel cuore, conficcato come un pugnale tra le costole.
    Non sappiamo più proteggere chi è più fragile. Mi sento in colpa. Come dovremmo entirci in colpa tutti. Emanuela

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    1. Ah quanto sono contenta per quei tuoi tre giorni di gioia pura. Fortunato il nipotino e fortunata l'amorosa nonna.
      Anch'io sono nonna di una piccola e nelle tue parole ho sentito quel che hai provato in questi giorni.
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      Condivido quel che scrivi ma non mi sento in colpa, non più perchè faccio quel che posso, ogni giorno. Quando vedo un bambino in difficoltà, cerco di "guardare" con più attenzione alla nonna o al nonno che spesso sostituiscono i genitori che sono al lavoro.
      Questa nostra società è davvero malata se i più deboli non hanno protezione e se i genitori debbono, entrambi, dare il meglio di sè sul posto di lavoro e riservare alla crescita della loro coppia, e dei figli, ore di grande stanchezza.
      Ciao Emanuela, grazie per quel che scrivi.

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  2. Questo avvenimento è veramente tragico. Ma quanti bimbi e bimbe, vivono situazioni pesanti che non saltano fuori? Io non pretendo che un genitore dedichi anima e corpo, ventiquattro ore su ventiquattro, al proprio figlio ma almeno eviti di alzare la voce senza un motivo, eviti di stare fisso sul cellulare in un mondo tutto suo ecc. ecc. Insomma sia presente. Con la mente e gli occhi tutto allacciato al cuore.

    Ho scritto di fretta e non rileggo.

    Un bacione.

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    1. Come non dirsi d'accordo con quanto scrivi? Una società ridotta ad essere sempre collegati con il mondo ma che fa perdere di vista l'essenziale, quel che è vera vita.
      Hai fatto bene a non rileggere.. è tutto perfetto.
      :)))

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Grazie per avere trascorso un poco di tempo in questo nostro spazio.