lunedì 22 dicembre 2014

Ciao Joe


Joe Cocker: Fire it Up Live (Cologne, 2013)


Joe Cocker è morto.
Quei pochi anni  che avevo  quando cominciò a cantare,  e una vita, la mia,  molto diversa, non me lo fecero conoscere  quando era giovane ma l'avrei apprezzato pochi anni dopo,  quando i suoi dischi invasero il nostro paese e la sua voce graffiante cominciò a spandersi nei  bar dove i  juke box  vendevano sogni al prezzo di una  monetina.
Lui rappresentò, per me,  tutto quel che era "altro"... altro come voce, come modo di cantare e  intendere la musica. 
Non conoscevo la lingua inglese, ignoravo i testi delle sue canzoni,  il suo aspetto fisico e  la sua vita  ma di tutto questo niente m'importava   perchè  mi bastava la sua voce che sorpassava  qualsiasi strumento e ben cadenzava quel tumulto che, a quell'età, avevo in cuore.
Mentre scorre sul video la  lunga registrazione di un concerto del 2013,  che ripropongo, non guardo il video...  non lo riconoscerei e la sua sola  voce, seppure anziana,  ancora una volta mi basta. 

Una vita sregolata e i polmoni malati oggi  hanno portato via Joe Cocker ma i sogni  sono al sicuro e resteranno intatti: grazie Joe.


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8 commenti:

  1. non guardo la TV, faccio altro. E così lo apprendo da te.
    Quante monetine, nel juke box del bar. del paese ( che poi era il bar dello zio della mamma, lì tutti imparentati....)... Mi chiedo come ci fosse finito il suo 45 giri......in mezzo a tutti gli altri 45! Sai, c'era di tutto, dai Pooh in giù o in su, non so.
    Anche io non guardo. C'è soltanto la sua voce.E nessuno capiva le parole delle sue canzoni ma non ce ne fregava un tubo. Ci graffiava l'anima, vero ? Emanuela

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    1. Non so se questa notizia sia stata data in tv, io l'ho appresa da una scorsa serale ai titoli dei quotidiani online. Oltre la gratitudine che provo per chi mi ha lasciato un'emozione o mi ha insegnato qualcosa, quando un personaggio se ne va, muore con lui una parte della mia giovinezza e mi sento un po' più sola.
      Man mano che si approfondisce la nostra conoscenza, scopriamo di avere molte cose in comune.. che bello...
      Ciao.

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  2. Anche io lo imparo da te,
    è zstato uno dei primi a capire quale forzaavesse il blues
    e ho idea che noi abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una rivoluzione musicale
    che sarà riconosciuta in futuro come la musica classica del 21° secolo
    e lui sarà tra i maggiori esponenti.

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    1. Sei musicalmente preparato e mi piace la tua considerazione sul blues. Sì, noi siamo stata una generazione fortunata, testimone di grandi cambiamenti culturali e (quindi) di costume.
      Chi l'avrebbe detto che saremmo arrivati a quell'adesso che stiamo patendo? Ma questo è un altro discorso..
      Ciao Nucci, Buon Natale a te ed ai tuoi cari.

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  3. mi associo ai tuo ricordo, di un'epoca particolare che in parte ho vissuto. Io non ho seguito molto la sua musica eppure quella canzone With A Little Help From My Friends, sta ancora nella mia testa come i sogni che in quell'epoca si scatenarono.

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    1. La canzone che citi è di un Cocker giovane che, già allora, aveva una forza interpretativa notevole.
      Che voglia avevamo di sognare, a quei tempi che ora diciamo belli.

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  4. Grazie Sari di aver ricordato questo Artista. Insieme a Lucio Dalla abbiamo perso la musica del cuore. Ti inserisco un link di una canzone a lui dedicata da Zucchero suo grande amico,
    Un abbraccio.
    https://www.youtube.com/watch?v=_y9uVNxTmmg&sns=fb

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    1. Grazie, ho segnato il link e andrò a vederlo quanto prima.
      Un abbraccio.

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Grazie per avere trascorso un poco di tempo in questo nostro spazio.