sabato 9 febbraio 2013

Piste ciclabili

"In città mi muovo in bici, ma per ragioni di viabilità, non certo per motivi ambientali. A margine devo dire che le piste ciclabili di Torino sono una truffa: chi le progetta non ha idea di cosa significhi la sicurezza stradale. Le due ruote sono un modello di mobilità alternativa, non un trastullo. Le disegnano sui marciapiedi, in modo che travolgi i pedoni che non sanno di calpestare una pista speciale; più spesso finiscono contromano, o sui binari di svolta di un tram; cambiano corsia, vanno nel senso inverso nelle strade a doppio senso; la maggior parte finisce nel nulla, perpetrando ogni giorno numerosi tentativi di omicidio."
Luca Rastello

 Anche a Bologna succedono  casi simili.  E il pedone che si è visto dimezzare i marciapiedi (ciclisti e pedoni coabitano spesso  sullo stesso spazio), che dopo il semaforo  vede invertite le  due corsie, che  deve tenersi strette le buste della spesa  che invaderebbero la ciclabile, si trova  trasgressore suo malgrado.  Ahimè!
Una madre di famiglia al potere!!!  E' lei  il vero  tecnico, altro che i bocconiani.  

P.S.: Anche un papà di famiglia non sarebbe male ma è ancora in rodaggio... come madre di famiglia.  :) 

 .

2 commenti:

  1. Basterebbe un tecnico senza patente, senza auto blu e senza scorta, che sapesse andare in bici e che non avesse la "badante" (o moglie o compagna o escort di turno) che va a fargli la spesa.
    E con mille euro al mese di stipendio, che lo escluderebbe dalla possibilità di usare i mezzi pubblici.
    Non esiste, lo so, dicevo tanto per dire.
    E per salutarti.
    Ciao.

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    Risposte
    1. Grata per la tua gentile ironia, Gattonero.
      A volte si può anche sorridere di quel che accade... e per salvarsi integri (beh, quasi) direi che si deve.
      Un caro saluto, buon sabato.

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