martedì 29 gennaio 2013

Per gioco o sul serio?


Ho letto un articolo sulla nostra società guardata  attraverso il gioco. Urca, siamo diventati giocatori a nostra insaputa, o forse è meglio dire inconsapevoli e non ci godiamo più la vita che invece va presa molto sul serio.
L'articolo per intero  è QUI ma io ve ne riporto l'ultimo pezzetto che  ci sprona a prenderci sul serio.

"Non ho dimenticato l’amore, il gioco dei giochi. Il gioiello più fragile e prezioso della vita, che per indossarlo infatti incastoniamo giorno per giorno nell’oro dei riti. Eppure sembra che il galateo dei sentimenti stia sparendo. Non sappiamo più giocare come si deve. Non sappiamo più arrossire, corteggiare, sfiorare, cercare parole, ricordare un anniversario e fare una sorpresa. Compriamo subito, afferriamo subito, dimentichiamo subito. Ci prendiamo gioco dell’amore, bariamo, per poi scoprire che ci siamo giocati la felicità. E finiamo col nasconderci dietro un cinico e dolorante: non gioco più. "




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10 commenti:

  1. non so se sia un gioco
    ho paura che sia tremendamente serio
    che poi sta serietà possa essere piacevole e portare alla felicità
    mi pare altrettanto vero.
    Mi viene in mente il cantico dei cantici,
    la felicità di ritrovarsi
    è più grande della sofferenza del perdersi.

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    1. Trovo che il giocare, quando c'è di mezzo l'amore, non sia saggio e quando ci si perde poi è difficile ritrovare sia sè stessi che l'altro.
      Ciao

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    2. mi pareva d'aver detto che è una cosa seria

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    3. Sì, l'avevi detto, nella risposta seguivo lo stesso ragionamento contenuto nel post.

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  2. E' un bell'artcolo non c'è che dire, ma forse ciacuno di noi,è responsabile di questo cinismo diffuso o forse è l'età non più tanto giovane che ci impedisce di vedere che i giovani ma anche i meno giovani sono alla ricerca sempre, d'un amore perfetto che forse qui, su questa terra non esiste.Esiste la felicità delle piccole cose che forse non sono nemmeno tanto piccole.

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    1. Nell'articolo si parla di persone in quell'età che dovrebbe essere sufficientemente matura per decidere in piena coscienza. La ricerca dell'amore perfetto è cosa giusta ma qui si parla di giocare anche con i sentimenti e questa è una strada che non porta a nessuna felicità, fosse pure imperfetta.
      Ciao!!!

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  3. Sari.. non so dove scriverti..allora ti scrivo qui.
    Ho saputo domenica sera da Terry , con sms che è in ospedale.
    Ci siam scambiati un paio di messaggi.. ha detto che ci risentiremo.

    un saluto Nilo.

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    1. Buongiorno Paolo, Terry m'aveva detto che sei tanto caro e aveva ragione. Grazie per questa notizia, la sapevo ma mi ha fatto tanto piacere sentirla da te.
      Questo fatto l'ha comunicato solo alle persone che le sono care, fra le quali te.
      Deliziosa la nostra Terry, vero? Pochi giorni ancora e tornerà ancora più monella di prima.
      Un abbraccio.
      Sari

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  4. Ogni bene a Terry.
    Per quanto riguarda l'articolo, che interessa sempre, anzi è l'argomento che interessa forse più di tutti, è un articolo bello, ben esposto ma, non scopre certo nulla di nuovo.
    Dico questo, perchè purtroppo succede sia nel virtuale che nella realtà. C'è gente che non sa neppure cosa voglia dire amare che scambia dovere e bisogno, per amore. C'è anche una bella canzone di Celentano che dice "Non si gioca coi sentimenti...io non l'ho fatto maiiii..."
    Certo l'amore include anche dei doveri...mica li escludo.
    Dovrebbe essere invece un sentimento libero, forse durerebbe di più.
    Se ci si ama si può anche giocare, ma mai mettere in ridicolo i sentimenti che le persone, se capita, nutrono per te.
    E ancora mai far credere ciò che non è vero. Di che ti stupisci Sari? E' la vita. Abbraccio e buona giornata.

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    1. L'articolo non scopre nulla di nuovo perchè non è questo il compito di un giornalista... lui "fotografa" una realtà e ce la mostra con quella completezza che a noi sarebbe impossibile.
      Bisogno... oh sì abbiamo tutti bisogno di essere amati ma anche di amare: d'essere oggetto e soggetto d'amore.
      Il gioco smodato che pervade la nostra società, che ci fa credere facile vincere, promuove l'idea che esistano fortuna e sfortuna a regolare queste cose, che sia lei a perseguitarci e non il nostro comportamento. Questo fa sì che non ci impegnamo a costruire qualcosa di profondo, immenso, un tesoro vero di cui la fortuna non sa nulla.
      Cara Dana, mi frequenti da dodici anni ormai e quell'idealista chiara e semplice che conoscesti è ancora qui, nonostante l'età e le vicissitudini della vita. Di che mi stupisco? Che ci si stupisca, naturalmente. ;)
      Ciao!
      Un abbraccio a te e grazie per gli auguri a Terry, glieli porterò.

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