domenica 25 novembre 2012

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. (risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999)


Lo scopo di questa giornata internazionale è l'eliminazione della violenza contro le donne e s'invitano i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG, ad organizzare attività che sensibilizzino l'opinione pubblica e rendano via via inutile le ricorrenze future.
In Italia si è presa coscienza dell'indicazione Onu  solo nel 2005.
Punto, e pausa di ulteriore riflessione sul ritardo.
A Bologna, la Casa delle donne per non subire violenza, aperta dal 1990, promuove dal 2006 un evento internazionale volto a fare il punto sulla situazione del rapporto donna-uomo che si presenta sempre più drammatica.
---> Leggetene qui <---->


Cos'è la violenza di genere?

"La violenza come strumento maschile di controllo e subordinazione del genere femminile
La violenza è un fenomeno strettamente legato alla cancellazione del genere femminile, una manifestazione diretta della volontà di dominio e di subordinazione di un sesso, quello maschile, nei confronti dell'altro, percepito come diverso e pericoloso. Essa non è frutto di una patologia o di un'anormalità, ma legata, al contrario, alla quotidianità e alla normalità dei rapporti fra uomini e donne nella nostra società. Come i dati raccolti in questi anni dalle Case delle donne confermano, vengono stuprate e picchiate donne di tutte le età, condizione economica, sociale e culturale. E gli uomini violenti appartengono a tutte le classi sociali."

Questo, scrive la casa delle donne.
Non è poco, pare chiaro ma non è facilmente comprensibile da  chi è abituato a fare diversamente, a considerare una persona di genere femminile al suo servizio, al crederla sottoposta,  sottomessa, senza diritti nè opinioni.
E' difficile riuscire a vedere la propria violenza nel pensiero e  nei gesti primi che ne generano altri, ma occorre farlo.
Tacere il problema, cancellarlo, negarlo, anche solo nell'intimità del pensare, è già segno di violenza.


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13 commenti:

  1. Mai e poi mai ho pensato di usare violenza alle donne,
    però...
    ieri ero a Bologna e uscivo dal parcheggio 8 agosto e a piedi, rasentavo il muro,
    una donna in auto mi ha sfiorato con lo specchietto e poi scappando mi ha fatto il medio,
    l'avrei presa a cazzotti.
    La violenza sugli uomini non la conta mai nessuno,
    sono sicuro di essere violentato tutti i giorni da mia moglie
    fai quest, fai quello
    perchè non hai fatto questo o quello.
    C'è sempre qualcosa che non va enoi ad abbozzare.
    Comunque si crede che sia sempre meglio stare dentrole brache di un altro.

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    1. Buondì Massimo. Ieri non hai incontrato una donna ma una persona volgare e maleducata, mi spiace per te e per lei.
      La violenza di cui ti senti vittima, in casa, può essere incomprensione o derivare da rapporti personali corrosi. Ma credo tu possa difenderti e se lo desideri puoi interrompere il rapporto e salvarti. Non lo dico come istigazione (oh no) ma per farti capire che alle donne questo non è concesso.. se decidono di salvarsi e salvare i figli, debbono nascondersi e cambiare vita. A te parrebbe giusto di venire scartato a priori, solo perchè hai gli occhi marrone? Ecco, le donne vengono emarginate, non considerate, solo perchè sono tali e basta. Meriti e diritti non contano. Tu sei una person intelligente e credo possa capire la differenza fra la tua situazione e quella femminile... anche se la tua situazione ti porta a fare paragoni.
      Spero tu possa trovare una buona armonia in casa, magari parlando con calma, chiedendo un colloquio sereno o scrivendo alla tua donna per spiegarle quel che provi.
      Ciao!

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  2. Ma guarda te
    uno batte due dita su dei pulsantini
    e trova una che gli vuol bene
    che mondo strano che viviamo!
    Grazie,proverò ma non sono sicuro del risultato,
    riferirò quando l'avrò fatto.
    Ciao.

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    1. E' strano davvero questo web, si fanno incontri davvero eccezionali.
      Grazie a te, Massimo, abbi fiducia e tutto andrà meglio.
      Un abbraccio.

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  3. Credi davvero, Sari, che i lunghi cortei e le candeline fermino la violenza? Credi che servano a rendere agnello il lupo? Se me lo permetti, a rendere agnello la lupa? Trovo che queste inutili manifestazioni servano solo a innervosire coloro che, non avendo peccati del genere da scontare se li sentono rinfacciare. La violenza non è solo fisica e, da sempre, non è prerogativa dei soli uomini, ma dell'umanità tutta. Anche i bambini strappano le ali alle mosche.
    Donne terribili hanno usato il potere sottomettendo con le stragi i loro regni, fin dalle origini dei tempi. Facevano fatica ad arrivare ma usavano il potere come Mao, né più, né meno. Quel che ci divide sono cinque chili di muscoli in più. Se li aveste voi sareste quello che noi siamo.
    Dura replica? Ma no, siamo davvero uguali, dentro. Sorridendo con amarezza, ciao cara.

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    1. No, Giba, non credo che queste manifestazioni possano fermare la violenza ma servono a tenere desta la questione che si fa sempre più drammatica. La situazione femminile sta peggiorando e siamo arrivati al peggio, forse a livelli medievali. La donna lavora, pensa alla casa, ai figli, a programmare il bilancio familiare e alla cura degli anziani genitori. Sul lavoro è discriminata e guadagna meno dei colleghi maschi e deve sempre dimostrare il suo valore di lavoratrice. In casa, il marito troppo spesso non dà una mano ed esce da solo per quel giusto svagarsi che pretende solo per sè... spendendo il denaro che considera "della famiglia" e che in realtà è frutto di immensi sacrifici femminili. Vorresti essere donna a queste condizioni? Non guardare alle eccezioni o alle politi-veline... questa è la realtà della società italiana. Il marito che dà una mano (e dico solo una mano) si sente un eroe e questo la dice lunga sul suo coinvolgimento personale. Verso coloro che dividono a metà tutto, con la compagna, mi levo tanto di cappello perchè non è facile andare controccorrente.
      Non dire della cattiveria dei bambini, loro non sanno che si può produrre dolore con semplici gesti o parole. Lo impareranno, se ci sarà chi glielo insegna oggi, o lo faranno per esperienza diretta.
      NON SIAMO UGUALI... come fai a non comprendere, Giba? E non riesco a capire come puoi affermare una tale enormità quando ci sono vittime, tutte femminili, a reclamare... ci sono i pronto soccorso con donne che si dicono cadute dalle scale... suvvia.
      Se per ipotesi noi potessimo diventare violente come tanti uomini, oggi sarebbero loro a dire quel che oggi dicono e lamentano le donne. Ma non aspetto quel giorno... aspetto invece leggi rispettate, una convivenza civile che deriva dalla reciproca comprensione e il dovuto riconoscimento di una parità ancora tanto lontana.
      Ciao!
      Sari
      P.S.: Se tu, proprio tu, scrivi quel che scrivi più sopra, dispero...

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  4. Certo Sari, non siamo tutti uguali. Non come uomini e non come donne. Non mi riferivo certo ai singoli, ma alla generalità della violenza, nella specie umana. Le donne sono più forti dei bambini, dei vecchi, questo non significa che, essendo donne, non siano esse stesse violente coi più deboli. Ricordi le maestre che picchiavano i bambini di due, tre anni, all'asilo. Sai cosa accade, a volte, alle vecchie negli ospizi e nelle case, accudite da infermiere e badanti?
    Insisto: come specie siamo uguali in tutto. Noi siamo più forti e prevarichiamo. Potendo, sareste voi a farlo; parlo di noi globalmente, salvaguardando le eccezioni che, per fortuna, sono tante. Sarei per risolvere il problema ammollando l'ergastolo a chi manda all'ospedale la moglie e a chi picchia i bambini con ferocia, o prevarica sui vecchi, donne o uomini che siano.

    Ciao Sari, scusa ma non mi va di far parte della "categoria uomini" e non mi piace pensare che le donne siano "diverse e buone tutte". No, il fetente è fetente, uomo o donna che sia. Ciao e allegria! Scusa ma sai che non mi tengo mai dentro quel che penso; un bacio.

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    1. Nessuno dice che le donne sono diverse e buone, ma che sono vittime. Questo fa la differenza che è dannoso e inutile negare.
      Credo bene che ti spiaccia essere accomunato a persone violente, so che questo non fa parte della tua indole.
      Hai il diritto di dire quel che pensi, lo stesso che mi permetto. Questo senza che nessuno dei due debba pagare pegno.
      Un abbraccio.

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  5. Le carceri sono piene zeppe di maschi.

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  6. ...e molti godono d'una libertà immeritata.

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  7. La mia libertà è meritata.

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