lunedì 1 ottobre 2012

Come avvoltoi

Con la riapertura delle scuole, i giardini condominiali e le vie della periferia sono quasi vuoti e loro spiccano per quella che è diventata una divisa: abito o calzoni neri, camicia bianca e una cartelletta scura in mano, o sottobraccio. Sono tutti giovani e vanno a caccia di anziani a cui chiedere informazioni... chiedendo se ci persone in difficoltà, malati terminali o famiglie che vogliono vendere casa. Sono garbati ma insistenti fino ad essere importuni e paiono senza rispetto.
Sono come moderni avvoltoi, questi dipendenti delle agenzie immobiliari e per ottenere profitto mettono a repentaglio anche la sicurezza delle abitazioni lasciando segni del loro passaggio sulle porte degli appartamenti momentaneamente disabitati.... offrendo un'occasione ghiotta ai ladri non solo estivi.
Che bel periodo, questo, per le agenzie immobiliari... tanti sono costretti a vendere e lo fanno tramite loro che, a peso d'oro, vendono i loro servigi. 

Anche oggi ho incontrato un agente,  uguale a tutti gli altri incontrati in questo periodo... alto, magro, giovane,  espressione neutra, capelli scuri e ben pettinati. Se ci credessi, avrei fatto gli scongiuri.


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10 commenti:

  1. Ne ho visti così tanti in questi anni che tutti un po' si confondono... pero' è vero, la descrizione che ne fai è abbastanza calzante!
    Buon inizio di settimana
    Francesca

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    1. Il fatto terribile è che, una volta ottenuta l'informazione che c'è una persona malata nel palazzo, poi vanno a offrire all'ammalato di valutare l'appartamento. Sono disgustata.
      Buona settimana a te, Francesca, ciao.

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  2. Non ti fanno pena Sari? Il triste è che i giovani debbano umiliarsi così, perché non c'è più lavoro per gli agenti di commercio. Le fabbriche chiudono, gli artigiani falliscono. Gli infami non sono loro ma la casta politica, che ha distrutto i nostri averi e le speranze dei nostri figli e nipoti. Hanno spento due generazioni, questi malnati ributtanti. Un bacio sulla mano.

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    1. se le hanno spente (ancora non siamo a quel punto) è stato con la collaborazione attiva degli italiani. se non proprio di tutti, di una bella fetta

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    2. No, Giuliano, non mi fanno pena ma rabbia. Sono questi dipendenti a disonorare se stessi agendo come fanno. Non sai a che punto sono arrivati, questi avvoltoi che di questi animali hanno proprio i colori della "divisa".
      Certo, la casta politica è infame ma noi (oh quanto mi brucia questo pronome, in questo caso) li abbiamo lasciati fare e ci (ahi) meritiamo quel che accade. Non c'è da sperare che questa brutta pagina serva da lezione... no... gli italiani non hanno memoria, o non imparano, scegli tu.
      I miei tre figli, come la maggior parte dei giovani, vivono col fiato sospeso, non hanno certezza di lavorare il mese prossimo e fanno fatica a programmare il futuro... che pena.
      Ciao caro.

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    3. Come vedi, Antonypoe, sono d'accordo con te. Ciao, ottimo pomeriggio.

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  3. Voglio la speranza, quella vera, senza ombre. E senza scambi. E la voglio per me, per te e per tutti.
    Ti voglio bene.



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    1. Speranza è la più bella parola che ci rappresenta. Grazie Cangala cara.
      Bene ricambiato, lo sai. :))

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  4. No, non bisogna disperare, quando si tocca il fondo e lo abbiamo toccato abbondantemente, non rimane che risalire magari in affanno ma così sarà.I politici onesti anche se pochi,ci sono, e noi li seguiremo.
    Anch'io vi voglio bene.

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    1. Un cerchio di bene comprende anche te, Lili cara. Ieri ho cercato inutilmente di sentirti ma tu eri, giustamente, in sboccia (fuori, a divertirti)
      Bacio.

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Grazie per avere trascorso un poco di tempo in questo nostro spazio.