domenica 16 settembre 2012

La Casa

"Vi siete mai domandati quanto a fondo conoscete la vostra casa? E i vostri oggetti? Siete certi di poterli fiutare e riconoscere a occhi chiusi?
Le case sono un po' come le persone, in fondo. Abbiamo la presunzione di saperle governare, ma ci sono giorni in cui le mura sembrano ripiegarsi addosso, giorni in cui gli oggetti si nascondono, i fogli si spargono, gli orologi si fermano e noi proviamo la sensazione di non possedere niente.
Le case fanno brutti scherzi e l'amore che si tenta di spargere ovunque a volte non basta a riempire gli angoli. Le case sanno contenere molto, sfoggiano interi periodi della nostra vita, assicurano un angolo di verde per i nostri cani, accolgono gli amori, riservano sempre un posto agli amici e poi, di colpo, si fanno carico di grandi vuoti."

     da "Ingrati (La sindrome rancorosa del beneficato)" di Maria Rita Parsi


Questo è il libro di Parsi che sto leggendo e fotografa molto bene il rapporto che intercorre fra chi benefica (amico, parente, persona occasionale,...) e il beneficato.
Un libro senza illusioni, nè verso noi stessi nè verso l'altro... un libro crudo ma necessario.
Ho trascritto queste poche righe perchè, pur amando la mia casa, non avevo pensato a lei come "persona" capace di provare sentimenti e mi hanno interrogata.
Quanto conosco la mia casa? Cosa contiene? Dovessi pianificare un trasloco (il cielo me ne scampi) quante cose, ormai dimenticate, troverei ben inscatolate e imbucate da qualche parte? Cosa contiene il mio ripostiglio? E la cantina?
Dovrò ammettere che, pur amando ogni cosa contenuta nella mia casa, abbellisco e ricordo solo le parti visibili; anche le altre sono però importanti perchè mie... saranno preziose e fonte di meraviglie quando le riscoprirò.



.

23 commenti:

  1. Ogni tanto salta fuori qualcosa che si era ormai dimenticato ...ma che in un batter d'occhio sei felice di ritrovare...Io frugo spesso negli angoli e cassetti di casa e mi ritrovo sempre fra le mani ciò che mi può addirittura essere utile in quel momento.
    Buona settimana.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottima abitudine, Arianna. Io invece non lo faccio ma hai ragione, si dovrebbe fare così.
      Ciao!

      Elimina
  2. Hai ragione, ho fatto mia la domanda e mi sto rendendo conto che è proprio vero. La mia casa....credo di conoscerla ed invece a volte me la trovo ostile, come quando si impunta a nascondermi qualcosa che io so bene che c'è, ricordo bene dove l'ho messa e perchè l'ho messa proprio là.... e non la trovo...
    Poi capita che, qualche giorno dopo, passo di là e proprio nel punto che sapevo la trovo e mi sembra anche che mi stia prendendo in giro......
    E penso anche a quelle tre scatole "di ricordi" accumulati negli anni, che sono in cima all'armadio...un giorno o l'altro devo tovare qualcuno che me le tiri giù - io non ce la faccio più - e chissà cosa salterà fuori!!!!
    Un abbraccio grande Sari!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io Fausta... succede anche a me ed io incolpo i folletti dispettosi. Non ci credo che esistano ma prendersela con qualcuno fa comodo.
      Quando frugherai fra le scatole dei ricordi, ce ne parlerai? Sarà interessante.
      Abbraccio ricambiato, cara Fausta.
      Ciao!!

      Elimina
  3. Nella mia casa abito da cinquant'anni.Se qualcuno mi regala qualche oggetto non saprei dove metterlo, non avrei piacere di riceverlo.Ricevo con piacere solo piantine e fiori.Amo tanto la mia casa, ora ci abito da sola, ma è tanto piena delle presenze che l'hanno abitata nel passato.E' ed è stata una casa piena d'amore.Le foto sono spesso causa di lunghi flash indietro nel tempo, che talvolta mi fermano per ore.Sento che la mia casa mi accoglie e mi dà allegria.Mi assomiglia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, la tua casa ti somiglia, Lili ed è bello che tu senta questa assonanza.
      Ciao cara.

      Elimina
  4. Per quanto "nostre" siano, le case in cui abitiamo sono soltanto un prestito, pagato con tassi d'usura. Nulla ci appartiene, se non i sogni. Sono quelli che mi ospitano nella casa che ho costruito e che mi accoglie, come un caldo nido costruito per una sola stagione.
    Non immalinconitevi: anche le case dei potenti, degli avidi, non sono le loro. Mi sembra giusto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarà interessante pensare a cosa considero mio e cosa invece in prestito.
      Per quanto mi riguarda, è "mio" tutto ciò che amo e di cui ho cura. I sogni sono ospiti passeggeri e incorporei, miei solo per un attimo: quello del bisogno. Tu sogni, Giba?
      Ciao.

      Elimina
    2. Io sogno, Sari. Sai meglio di me che non occorre dormire per sognare. In ogni caso io sogno sia quando dormo che quando sto sveglio e solo quando dormo, ogni tanto faccio brutti sogni.
      Ciao.

      Elimina
    3. I sogni ad occhi aperti possono essere gratificanti, se non si perde di vista la realtà. Non credo tu corra questo rischio.
      Ciao!

      Elimina
  5. Infatti GIBA, neanche la casa della nostra anima ci appartiene...
    SARI anch'io quando cerco e non trovo penso a qualche folletto dispettoso ed allora smetto di cercare per non dargli soddisfazione, perchè lui si diverte così...ahahah!

    RispondiElimina
  6. ho vissuto in tante case che non ho sviluppato legami particolari con nessuna. ma questo riflette un mio atteggiamento generale: sono un tipo pratico e non nostalgico. in realtà ricordo benissimo tutte le case, le persone ed anche gli oggetti. questi ultimi so esattamente dove si trovano. ma non solo: porto ogni cosa dentro di me. buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cavolo, mi sembra una contraddizione di termini. Se ricordi tutto ce l'hai nell'anima, ti è dentro,come dichiari. Sei un sentimentale che dice di non aver sentimenti. Atteggiamento da arido senza aridità.
      Senza dubbio troverai il modo di sparigliare: lo aspetto. Ciao

      Elimina
    2. Ah quanto mi piace la risposta di Antonypoe!
      Anzi, "ci" piace, vero Giba? (Hai colto il nostro amico in castagna, come si suol dire)
      Un caro saluto ad entrambi.

      Elimina
    3. direi il contrario: ho dei sentimenti che non mi legano (trasformandomi in sentimentale, cioè in qualcosa di tendenzialmente statico ed esigente). un po' più comprensibile?

      Elimina
    4. Secondo me, chi è sentimentale dà valore ai sentimenti, non necessariamente è esigente o statico.
      Tu non sei mai comprensibile, caro Antonypoe, vai interpretato. ;)
      Ciao

      Elimina
    5. non dico infatti che non dia valore. forse gliene dà troppo. è sbilanciato verso questi e le loro esigenze. in qualche modo li irrigidisce ed idealizza perdendo contatto col reale e la sua comprensione, in un continuo divenire e scambio. ma questo è soltanto il mio modo di sentire. ciao

      Elimina
    6. Misura, occore misura in ogni cosa.
      Ciao Antony.

      Elimina
  7. Omnia mecum fero! Chi lo diceva oltre al nostro simpatico amico ANT?
    Lieta serata a tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mio è solo l'IO. E quello lo si porta certamente con sè.
      Lieta serata a te, Lili.

      Elimina
  8. Oh che bell'argomento Sari. Ora ci penso e poi ti rispondo. Comunque la casa non ruba ma nasconde.

    Ciaone a tutti/e!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, Cangala, la casa nasconde. Perchè?
      Aspetto con piacer ciò che avrai da dire sull'argomento.
      Ciao ciao.

      Elimina

Grazie per avere trascorso un poco di tempo in questo nostro spazio.