venerdì 25 novembre 2011

25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Le donne guadagnano, portano avanti la famiglia, curano, risolvono ma non sono riconosciute. Anzi! Ogni giorno crescono le violenze, fino a diventare vera emergenza.

Questa giornata dovrebbe favorire il ripensamento sulla violenza che caratterizza il rapporto fra uomini e donne.
Qualcosa si fa ma non se ne parla e il silenzio, poco virile  della parte maschile, la dice lunga sulle  probabili soluzioni di questo drammatico problema.
Gli uomini parlano delle donne ma mai di loro stessi, dei propri comportamenti e gli esperti dicono e ridicono un sacco di banalità senza puntare lo sguardo sul VERO problema.
Gli uomini assassini, violenti, dispotici, prevaricatori, vanno chiamati col loro nome... senza sconti e senza giustificazioni.
Le donne per le donne... è una rete sileziosa, ma operosa, che rimedia, ripara ma non risolve perchè la parte maschile non si fa coinvolgere in queste problematiche che nascono dalla cultura sbagliata, dal credere di poter maltrattare, sfogare sul corpo delle donne frustrazioni e insicurezze accumulate, da un senso di padronanza padreternistica che fa pensare di avere potere di vita e di morte.
Ma quest'anno c'è una novità. Nasce infatti a Modena uno sportello per la rieducazione degli uomini che hanno comportamenti violenti verso le donne. "Liberiamoci dalla violenza", è il nuovo sportello di accesso libero e gratuito (un programma sperimentale) dell'Ausl realizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna.
Dico con Teresa Marzocchi, Assessore alle Politiche sociali:  "un modo per proteggere le donne e i bambini che subiscono violenza consiste nell'agire su chi attua la violenza stessa".
Sarà questo l'inizio di un mondo migliore?

11 commenti:

  1. Speriamolo cara Sari. Certo è che è il primo tentativo che viene fatto in Italia e mi sembra molto positivo.
    Ho letto non ricordo dove Teresa Marzocchi che scrive:
    "La violenza e i maltrattamenti contro le donne condotta dall'Istat a partire dal 2006: è emerso come fra gli uomini autori di violenze verso la propria compagna il 30% abbia assistito nell’infanzia a violenze familiari, il 34,8% le abbia subite dal padre e il 42,4% dalla madre. Chi compie questi atti ha bisogno di aiuto; l’obiettivo dunque è aiutare le vittime, ma anche gli artefici. Proprio perché sappiamo che chi agisce violenza, in genere, a sua volta ha sofferto violenza. Occorre rompere questa catena".
    Grazie Sari per questa preziosa informazione che va certamente diffusa il più possibile.
    Ciao:)
    Lara

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  2. il problema, condivido, sono anche gli uomini. ma non solo: è tutto il sistema da ripensare. che dire infatti delle stesse donne? loro che, in quanto madri e mogli, hanno precise responsabilità.
    buon giorno

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  3. Condivido il pensiero di Lara e ringrazio Sari, per questa informazione pure io!!
    Riguardo al pensiero di ant lo condivido ma in parte. E', a mio parere opinabile, il sistema di relazione famigliare che deve cambiare o meglio il rapporto che esiste all'interno del nucleo famigliare dove tutto è possibile in quanto è privato! La violenza viene "tramandata atavicamente" emerge dall'articolo sopra ed era considerato leggendo in giro sul web un fenomeno legato sopratutto ai ceti meno abbienti e quindi anche con gerarchie all'ìnterno famigliare di sudditanza, padronanza, ecc. ecc.e quindi si ereditava questo tipo di cultura "violenta"..
    E' all'interno della famiglia che c'è la responsabilità di entrambi i componenti della coppia: non sempre le madri e mogli pur avendo responsabilità precise, hanno la possibilità di reagire vuoi per timore e vergogna..ad un compagno ancora legato al fatto che la donna deve obbedire e stare in casa a badare ai figli e fare trovare la cena pronta al marito, ecc.. Ora entrambi i componenti genitoriali nella nostra società attuale lavorano e devono cercare di suddividersi i compiti nel rispetto reciproco e delle esigenze che scaturiscono se presenti figli; devono inoltre stabilire ed evidenziare dei ruoli e compiti precisi e relative responsabilità..
    Se non si è in grado si deve cercare di chiedere un aiuto prima di arrivare alla violenza..Ma come? Certo ci sono servizi offerti per aiutare le donne ed i bambini maltrattati (ma oramai quando chiedono aiuto hanno già subito violenze e maltrattamenti), o aiutare i genitori che non sono in grado di gestire le relazioni..Ma non sarebbe utile fin da bambini insegnare a livello delle scuole i comportamenti civici?..insegnare che il nucleo famigliare deve essere una comunità di scambio reciproco di amore e di doveri e compiti e responsdabilità precisi?? Insegnare alle giovani donne già in età scolare come difendersi da aggressioni verbali e fisiche?? Insegnare ai ragazzi che le compagne di gioco, e in un domani le future fidanzate, mogli e madri devono essere rispettate?? e non considerate solo oggetti di desiderio o oggetti di sfogo alle repressioni personali, ecc.?!
    Forse chiedo troppo..

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  4. Cara Lara, non sono mai riuscita a capire come la stessa persona che riempie di botte la propria compagna possa, a sera, dirle parole dolci. Non ce la faccio e la vicenda resta, per me, incomprensibile.
    Speriamo in bene, amica mia, i dati sono sconcertanti.
    Buona domenica.

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  5. Ant, mi space sentire, ancora una volta, che la colpa è "anche" della vittima. Cosa può avere mai fatto un terzo delle donne per meritare punizioni tanto gravi? Sì, perchè i dati sono questi... un terzo della popolazione femminile è, o è stata, offesa in vari modi dal compagno/marito/padre. Ho letto che per una donna è molto più sicuro addentrarsi di notte in un quartiere malfamato che entrare in casa.
    Le madri hanno l'unica colpa di subire le percosse... se denunciassero ogni volta il compagno violento le cose pian piano cambierebbero. C'è da dire che la legge, fino a pochi anni fa, non le proteggeva affatto ed ora non lo fa a sufficienza e la donna deve rientrare a casa e fare i conti...
    Dovresti sentire un po' di storie della casa delle donne per non subire violenza, per capire... fortunatamente tu ne sei all'oscuro.
    Ciao.

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  6. Cara Terry, spesso la donna malmenata si sente colpevole della violenza del compagno. Oltre alle percosse fisiche si trova anche a terra. Crede di valere poco, la stima crolla paurosamente e non trova la forza per ribellarsi. Spesso non riesce neppure a capire la gravità della sua situazione e quando trova la forza di denunciare lo fa per amore dei figli.
    Spero che le cose cambino... è troppo comodo dare la colpa alle donne... è ora che gli uomini che picchiano o maltrattano si sentano malati.
    Ciao.

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  7. Sari, il problema è alquanto complesso. La violenza sulla donna si manifesta in vari modi, dallo sfruttamento della sua immagine alla mutilazione genitale, allo sfruttamento del lavoro femminile sempre sottpagato o sfruttato....per non parlare delle cosiddette dimissioni in bianco all'atto dell'assunzione...se vogliamo parlare dal punto di vista sindacale. Noi dell Uil, a livello territoriale, abbiamo divulgato volantini in merito a tutto ciò.
    Bene comunque parlarne ed in questi giorni molti blog lo hanno fatto.
    Grazie e buona serata.

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  8. Benvenuta Arianna, grazie del tuo intervento.
    Sì, è come dici, l'argomento è complesso e non lo si può liquidare in poche parole.
    I mancati diritti sono sacrosanti e sicuramente fanno parte del problema del riconoscimento della donna e del suo diritto a un trattamento pari a quello maschile ma credo anche che quello della violenza fisica sia urgente... è qualcosa di orribile, inumano.
    Forse i passi da fare per il riconoscimento dei diritti potrebbe favorire il ripensamento dell'uomo sul suo comportamento violento ma credo che i dati sulla tragica fine di tante donne ci dicano che questo problema sia di urgente soluzione.
    Ciao, a presto.
    Verrò a farti visita.

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  9. preferisco parlare di responsabilità piuttosto che di colpa. anche con riferimento alle donne. fatta questa precisazione volevo aggiungere che la loro responsabilità non si arresta all'ambito familiare ed ai comportamenti che vi maturano. senza dimenticare che, in buona parte, l'educazione dei futuri uomini è nelle loro mani.
    poi condanno senza esitazione certi atteggiamenti maschili (oltretutto davvero poco virili). occorrerebbero pene severissime. e, pur non conoscendo certe realtà, mi rendo conto di come possano essere difficili e complicato uscirne-risolverle.
    buona giornata

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  10. Fai bene a distinguere fra colpa e responsabilità, Antony.
    Il senso di responsabilità è un sentimento maturo da cui poi deriverà poi il senso di colpa.
    In questo caso, il responsabile della violenza non si sente in colpa ma carica sulla compagna ferita la responsabilità del proprio gesto. Mi hai provocato, dice, così che la povera persona diviene vittima due volte.
    L'educazione dei futuri uomini, dici? In gran parte arriva dall'imitazione del padre perchè gli insegnamenti non verbali giungono assai meglio e prima delle parole materne.
    Non ci resta che contare su nuovi sensi di RESPONSABILITA'.
    Ciao.

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  11. dici bene, riferendoti all'imitazione. e infatti il modello dovrebbe essere quello congiunto di madre e padre, nel rispetto, fiducia, stima e amorevolezza reciproca.
    buona giornata

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