mercoledì 6 luglio 2011

Ah!

Sul voto  per l'abolizione delle province,  quella che chiamano  sinistra si astiene.
Eh già...




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8 commenti:

  1. logiche e interessi sono parecchio intrecciati.
    buona giornata

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  2. Era immaginabile, Anton, però sono delusa ugualmente.
    Buona serata.
    Ciao.

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  3. Scusami Sari se sembro sparita nella nebbia ma tu lo sai che non è così. Mi sono immersa in tanti impegni che tu ben conosci coi miei fiori che sto trascurando anche il mio blog. Ogni tanto mi ricordo della sua esistenza e mi affaccio. Un abbraccione.

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  4. Sol, sole dei giardini che frequento... so che sei indaffarata e non mi preoccupo.
    Non scordarti del tuo blog, assolutamente no, quello ha la precedenza su tutti gli altri.
    Un bacione.
    Sari

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  5. Come per la riduzione dei loro stipendi ...

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  6. Già, Cangala.
    Ma cambierà il vento...
    Sari

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  7. Sari, torniamo al vecchio italico detto: "O con la Franza o con la Spagna, purché se magna".

    La sinistra, da me sempre lontana, aveva ai miei occhi un solo merito; credere nei propri ideali; un solo demerito; illudersi che fossero ideali realizzabili.

    In ogni caso rimaneva la mia stima verso gente che aveva pagato queste illusioni con la galera e la vita. Ho ammirato ed ammiro Gramsci e Di Vittorio (solo due esempi estremi).

    Ora gli ideali sono una scusa. Non c'è uno solo che ci creda più, tranne i poveretti che votano quest'accozzaglia di partiti che non interpretano le due anime della sinistra (quella riformista e quella rivoluzionaria), ma i rivoli sinistri che confluiscono nei propri interessi.

    La prova lampante è questo accodarsi alla destra nel comune interesse alle sinecure. Altro non sono che prelati in coda, come nei secoli andati, per il "posto fisso", magari un'abazia, dove rubare impunemente.

    Capisco la tua delusione. Coraggio.

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  8. Caro Giba, conservo gli ideali che ho condiviso con mio padre... li tengo cari perchè sono parte di me, sono nel dna e non possono essere toccati/sciupati. Lo scoramento mi prende quando constato che vengono sviliti da ogni parte ma resisto e con me tutti coloro che hanno vissuto anni diversi, con la testa alta, senza vergogna d'essere italiani.
    Il detto che citi: "O con la Franza o con la Spagna, purché se magna" non è privo di una sua saggezza. Dice, in soldoni, che può comandare chi vuole, basta che lasci vivere la gente. So che pare brutto ridurre tutto alla tavola ma in certi momenti, come questo, la cosa diventa di primaria importanza.
    Ciao! :)))

    Sari

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